02 luglio 2018 |

Come si usa il regolo ostetrico, lo strumento per predire la data del parto

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regolo ostetrico

Conoscete quello strumento che permette di predire la data del parto, molto utile per le future mamme? Scopriamo insieme come si usa il regolo ostetrico per calcolare l’“età gestazionale” del bimbo.

Il regolo ostetrico è una “rotella” utilizzata da ginecologi ed ostetriche per tenere il conto delle settimane di avanzamento della gravidanza e prevedere la data del parto. Si parla, in questo caso, di data presunta del parto perché le previsioni sono piuttosto approssimative e non assicurano al 100 per cento che la nascita del bambino avverrà esattamente in quel giorno.

Come funziona questo strumento? Si tratta di una rotella dotata di “cerchi” sovrapposti che ruotano uno sull’altro. Su questi cerchi vi sono delle indicazioni specifiche quali giorni, mesi e settimane di gravidanza e data dell’ultima mestruazione.

Inoltre il disco interno del regolo di solito non riporta solo ed esclusivamente l’indicazione delle varie settimane di gravidanza, ma anche altre importanti informazioni come il peso che il feto dovrebbe aver raggiunto e le sue dimensioni medie settimana per settimana, la percezione dei movimenti fetali che la donna dovrebbe iniziare a sentire, i rischi e i disturbi tipici della gravidanza che si possono manifestare e la possibilità di avere sempre sotto controllo gli esami clinici da effettuare.

Oggi sono disponibili anche delle versioni elettroniche dei regoli ostetrici da utilizzare online, che si basano su cicli regolari di 28-30 giorni ma che consentono personalizzazioni anche nel caso di cicli irregolari.

La situazione, infatti, diventa più complicata se i cicli sono irregolari, poiché sono molto più complicati da analizzare: in questi casi la futura mamma potrebbe avere qualche difficoltà in più ad individuare con certezza l’inizio dell’ultima mestruazione.

Convenzionalmente si considera come durata media di una gravidanza 40 settimane, a partire dalla data dell’ultima mestruazione. Si tratta di una convenzione perché la data dell’ultima mestruazione non coincide con il giorno del concepimento poiché il concepimento è sicuramente avvenuto nelle prime due settimane dopo le mestruazioni. Risulta impossibile però conoscere con esattezza la data in cui il concepimento ha avuto luogo, mentre ogni donna sa (o dovrebbe sapere) il giorno della sua ultima mestruazione.

In linea di massima per calcolare la data del parto con il regolo ostetrico è fondamentale conoscere la durata media del ciclo mestruale, la data dell’ultima mestruazione – o della mancata mestruazione –e la durata media della fase luteinica oppure post-ovulatoria.

Per tenere i conti al meglio si consiglia di avere un libretto dove annotare l’inizio e la fine delle mestruazioni ogni mese o di utilizzare una delle app specifiche per tablet e smartphone ora disponibili.

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Claudia S.

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