15 gennaio 2014 |

Sostanze tossiche nei vestiti per bambini: la denuncia di Greenpeace

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Nave di Greenpeace

I ricercatori dei Laboratori Greenpeace dell’università di Exter (GB), hanno trovato sostanze chimiche potenzialmente dannose in vestiti e calzature per bambini venduti in oltre 25 Paesi. I risultati dello studio sono contenuti nel nuovo rapporto “Piccoli mostri nell’armadio”, realizzato nell’ambito della campagna “DeTox” di Greenpeace.

I test, effettuati su 82 capi di abbigliamento e calzature di 12 grandi marchi, tra cui Puma, Nike, Burberry, American Appeal, H&M, Primark e Disney, prodotti tra maggio e giugno scorso, mostrano che non c’è una grande differenza tra le concentrazioni di sostanze chimiche nei vestiti per bambini, rispetto a quelle riscontrate sui capi per adulti. Secondo il report di Greenpeace tutti i marchi testati “hanno almeno un prodotto nel quale sono state rilevate sostanze chimiche potenzialmente pericolose“, e questi piccoli “mostri chimici” sono ovunque, nei vestiti delle catene low cost e in quelli dei brand di fascia alta.

Ma per fortuna “grazie alla pressione dei genitori e dei consumatori in tutto il mondo, alcuni dei maggiori marchi hanno già aderito all’impegno DeTox che abbiamo proposto loro, e molti di loro hanno già iniziato un percorso orientato alla trasparenza e all’eliminazione delle sostanze tossiche dalla loro filiera, ma non basta” spiega Chiara Campione, responsabile del progetto The fashion duel di Greenpeace Italia.

Alla Cina, che di fatto rimane il maggior produttore tessile al mondo, Greenpeace chiede di bandire tali sostanze pericolose dall’industria, e chiede inoltre a tutte le imprese di “comportarsi da leader sulla scena globale, impegnandosi a non rilasciare sostanze chimiche pericolose entro il 1 gennaio 2020“. Quella di Greenpeace è una missione molto importante che dal 2011 ha già ottenuto risultati notevoli, non a caso dal lancio della campagna “DeTox” 18 importanti aziende del settore abbigliamento tra cui Mango, Zara e Valentino, si sono già impegnate pubblicamente per sostenere la causa.

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