10 ottobre 2018 |

Nobel per la Pace 2018, premiato l’impegno contro la violenza sulle donne

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Violenza donne

Il Nobel per la Pace 2018 quest’anno premia l’impegno contro la violenza sessuale sulle donne, un risvolto della guerra che non tutti conoscono e che ad oggi viene considerato, al pari di altri, un vero e proprio crimine di guerra. A ricevere il riconoscimento sono un dottore del Congo e una delle vittime che ha subito in prima persona tali violenze.

Il Nobel per la Pace 2018 quest’anno riconosce il ruolo di coloro che si sono distinti con impegno contro la violenza sulle donne. Nadia Murad e Denis Mukwege ricevono questo importante riconoscimento “per i loro sforzi volti a porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e conflitto armato”.

Non semplicemente la cosiddetta violenza domestica, che comunque rientra a pieno nel contesto della violenza sulle donne, ma in maniera più specifica a loro viene riconosciuto l’impegno contro quel tipo di violenza sessuale usata come arma di guerra. In particolare, Nadia Murad è una donna yazida che è stata prigioniera dell’Isis e ha subito in prima persona questo genere di abusi; oggi è il simbolo del genocidio della sua comunità. Denis Muwege, invece, è un medico congolese impegnato in prima linea nella cura delle vittime degli stupri.

Entrambi, quindi, sono meritevoli del Nobel per la Pace 2018 e si sono impegnati, seppure in modo diverso, a favore delle vittime di questi crimini contro le donne, cercando di dare maggiore visibilità a questo tema presso le loro comunità. Nadia e Denis hanno tentato, attraverso il loro operato, di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di uno dei risvolti umanamente più meschini e avvilenti del conflitto. La violenza sessuale, infatti, ormai è sistematicamente considerata parte di una strategia militare e viene utilizzata come arma di sottomissioni delle minoranze.

Nobel per la Pace 2018, il dottore che cura le donne vittime di stupro

Questo dottore in Congo ha trascorso gran parte della sua vita, come chirurgo e ginecologo, ad aiutare le vittime di abusi sessuali, la maggior parte dei quali si sono consumati durante la guerra civile che a intermittenza, da molti anni, interessa questo paese. Dal 2008 Mukwege nell’ospedale di Bukavu ha curato migliaia di donne vittime di stupro che, oltre a dover sopportare danni permanenti, dal punto di vista sociale vengono considerate colpevoli delle violenze subite e persino ripudiate e allontanate dalle loro famiglie.

Nobel per la Pace 2018, Nadia simbolo della lotta femminile contro l’Isis

Nadia ha vissuto in prima persona la brutalità di questo crimine di guerra contro le donne in una cultura che vede l’abuso come motivo di vergogna e isolamento, e ha scelto di raccontare le proprie sofferenze e quelle di altre donne che non possono farlo per via di questo codice non scritto. Nadia Murad viveva insieme alla famiglia nel villaggio di Kocho, nel nord dell’Iraq, dove nel 2014 lo Stato Islamico lanciò un attacco per sterminare questa minoranza religiosa. In questo villaggio furono uccise tantissime persone, mentre giovani donne e bambine furono sequestrate e tenute prigioniere in uno stato di schiavitù sessuale. Nadia durante la sua prigionia, durata tre mesi, è stata vittima di ripetuti abusi sessuali, fino a quando non è riuscita a fuggire, scegliendo di raccontare questi orrori. Così nel 2016, a soli 23 anni, Nadia Murad è stata nominata prima Ambasciatrice Onu.

Non c’è dubbio che sia Nadia che Denis abbiano meritato a pieno il Nobel per la Pace 2018. Voi che cosa ne pensante?

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