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IL PEDIATRA RISPONDE

Il Dottor Alberto Ferrando è Pediatra, Presidente dell’Associazione Pediatri Liguri e Vicepresidente della Società Italiana di Pediatria della Liguria. Istruttore Nazionale Rianimazione cardiopolmonare e defibrillatore. Formatore di Corsi di Primo Soccorso Pediatrico. Collaboratore a trasmissioni televisive e quotidiani su temi pediatrici. Risponde alle domande delle mamme cercando di aprire un dibattito tra medico e genitore, orientato a decifrare i bisogni dei bambini.

Soffio al cuore nei bambini: tutto quello che dovete sapere

Mamma - 20 marzo 2017 Vedi anche: Il pediatra Risponde, Pediatria

Il Dott. Ferrando ci parla del soffio al cuore nei bambini. Ecco tutto quello che c'è da sapere su un fenomeno abbastanza diffuso in età infantile.

In molti bambini viene riscontrato un soffio al cuore.

Questa diagnosi, che talvolta avviene in maniera casuale, come ad esempio in vacanza, non deve generare panico nei genitori.

Prima di tutto, è bene precisare che LA PRESENZA DI UN SOFFIO NON SIGNIFICA CHE E’ PRESENTE UNA CARDIOPATIA.

E’ vero piuttosto il contrario e cioè che una cardiopatia potrebbe essere presente in assenza di un soffio al cuore.

Che cosa sono i soffi al cuore

La maggior parte di questi soffi vengono chiamati “innocenti” in quanto presenti in cuori normali. Non bisogna preoccuparsi, perché il soffio innocente non è un problema di salute. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

Come funziona il cuore umano

Il cuore (nell’adolescente e nell’adulto) è più o meno grande come un pugno (nel bambino è più piccolo proporzionalmente all’età e al peso corporeo), ed è diviso in due parti: la metà destra, più piccola, e quella sinistra. Queste due metà, unite tra loro sono fatte da un atrio e un ventricolo. Il primo riceve il sangue che arriva al cuore (in quello destro quello che proviene dall’organismo, carico di anidride carbonica che dovrà essere eliminata nei polmoni, e in quello sinistro quello “rinforzato” dall’ossigeno captato nell’apparato respiratorio), il ventricolo lo spinge nei vasi.

Dal ventricolo destro il sangue va verso i polmoni per essere depurato ed arricchito di ossigeno, mentre da quello sinistro viene mandato nell’aorta e poi a tutto il corpo, con una pressione molto elevata per portare ossigeno a tutti i tessuti ed organi. Tra gli atri ed in ventricoli, nel punto in cui il sangue viene spinto dai ventricoli nei vasi sanguigni, si trovano delle valvole che hanno il compito di regolare il flusso del sangue ed evitarne il viaggio a ritroso (la mitrale tra atrio e ventricolo sinistro e la tricuspide tra atrio e ventricolo destro).

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Nella stragrande maggioranza dei casi il cuore dei bambini, come tutto il loro apparato cardiovascolare, è sano e in grado di produrre le migliori prestazioni. L’anatomia cardiaca è normale, le valvole funzionano perfettamente, il muscolo cardiaco si contrae efficacemente, stimolato da un sistema di produzione e conduzione dello stimolo elettrico efficiente.

Anche le arterie che irrorano il cuore, coronarie, e tutto l’organismo sono indenni e l’arteriosclerosi.

Ciò nonostante, in molti bambini (50-60 % ed oltre) il pediatra ausculta un soffio cardiaco. Questo problema può essere talora isolato, per esempio in corso di un episodio febbrile (soffio detto funzionale), ma può anche persistere nel tempo e ripresentarsi a più controlli clinici.

I soffi cardiaci vengono distinti in:

  • Organici (dovuti a patologie cardiache)
  • Funzionali (cuore normale, causati da motivi extracardiaci quali anemia o aumentata velocità del circolo come avviene per la febbre, l’attività fisica o in rare condizioni come il “Beri beri” malattia da carenza di vitamina B)
  • Innocenti: Soffi in cuore e in soggetto normale

Dobbiamo anche ricordare che assenza di soffio non vuol dire assenza di patologia in quanto possono esistere cardiopatie congenite e acquisite senza soffio cardiaco ma sono presenti in genere altri sintomi e segni. Esempi sono le cardiomiopatie, spesso senza soffio, e la malattia aterosclerotica nell’adulto.

I soffi funzionali sono rumori che il sangue fa passando attraverso un cuore sano. Si tratta cioè di turbolenze di flusso che non riconoscono nella loro genesi alcuna anomalia. Possono dipendere da anemia, da aumentata velocità di circolo come, per esempio, febbre o attività fisica. Diagnosticare un soffio funzionale equivale a dire che il cuore non ha alcun problema e la causa del soffio può dipendere da altre cause (anemia ad esempio oppure che il bambino ha un soffio “innocente”, cioè un soffio cardiaco in un cuore normale, termine quest’ultimo che se ben spiegato tranquillizza ogni genitore).

Il pediatra esperto, osservando le caratteristiche auscultatorie del soffio, riconosce subito se si tratta di un soffio innocente.

Come si distingue il soffio innocente da quello patologico

Il soffio al cuore non deve essere considerato una malattia, ma semplicemente un rumore: è in pratica, il suono che si sente ascoltando il cuore con il fonendoscopio. Nella maggior parte dei casi. il soffio è innocente o funzionale, altre volte invece indica che vi è qualche disturbo più serio. E’ il medico che grazie alla sua esperienza, sa distinguere i vari tipi.

Quando il soffio al cuore va controllato

Sono davvero rari i casi in cui il soffio al cuore nasconde problemi più seri e, i problemi che può nascondere variano in base all’età del piccolo.

Fino a sei mesi: la maggior parte delle cardiopatie congenite di una certa entità danno sintomi entro 7-10 giorni di vita. Tuttavia può capitare che si evidenzino più tardi, nei primi mesi. Queste anomalie sono dovute a uno sviluppo imperfetto dell’organo già durante la crescita in utero: la gestione di queste cardiopatia varia da caso a caso, anche per la stessa patologia. Un esempio è il Difetto del setto interventricolare (“buco” tra il ventricolo sinistro e destro) che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente ma che, in alcuni casi richiede un intervento di chiusura chirurgico). Altre cardiopatie congenite debbono essere sottoposte subito ad un intervento come nel caso della trasposizione dei grossi vasi e della tetralogia di fallot (spesso è necessario intervenire chirurgicamente, altre volte, passano da sole).

Dopo i sei mesi: dopo questa età il soffio al cuore non è quasi mai la spia di un problema serio ma deve essere interpretato e inquadrato correttamente dal pediatra curante e, nel dubbio, dal cardiologo pediatra. (Può presentare semmai una cardiopatia minore, cioè assolutamente innocua e priva di gravi disturbi che possono peggiorare in futuro).


Il soffio al cuore del bambino passa con la crescita?

Il soffio al cuore funzionale, cioè normale, è un fenomeno comune e nella maggioranza dei casi, ma non sempre, si risolve da sé con la crescita. Non occorrono cure non essendo una malattia, e passa con lo sviluppo perché il rumore dello scorrimento del sangue viene trasmesso con più difficoltà all’esterno della gabbia toracica (la struttura ossea che protegge il cuore), che diventa più grande con la crescita. Il soffio non è quindi più ascoltabile, ma non è detto che sia sparito.

In alcuni casi tuttavia permane e anzi, in alcune persone la gabbia toracica può anche fungere da cassa di risonanza e amplificare il suono del soffio: non occorre in ogni caso preoccuparsi.
Perché il soffio al cuore è frequente tra i bambini

Nel bambino sono presenti alcune caratteristiche che favoriscono l’insorgenza del fenomeno: innanzi tutto l’elasticità della gabbia toracica, l’assenza di alterazioni del contenuto aereo dei polmoni, l’esilità delle strutture che separano il cuore dall’orecchio dell’auscultatore fanno si che sia possibile percepire anche rumori molto deboli.

Inoltre l’elevata frequenza cardiaca tipica dell’età pediatrica e la minor viscosità del sangue dei bambini, dovuta alla relativa e fisiologica, in alcune età, anemia (basso contenuto di globuli rossi), fanno si che si creino più facilmente delle turbolenze che generano i nostri famosi soffi funzionali.

Articolo scritto da: Dottor Alberto Ferrando

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