10 maggio 2018 |

Aptonomia in gravidanza, ecco un modo per creare un contatto con il bambino

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C’è un modo per creare un contatto con il bambino, ovvero l’aptonomia in gravidanza. Ma quali sono le tecniche, i corsi e gli eventuali libri o esercizi per apprendere l’aptonomia ?

Dopo l’ultima notizia scientifica che dimostrava che il feto non sente chi gli parla dall’esterno del pancione, a dire il vero, era venuto a tutte un po’ di sconforto. Immaginare di non poter creare un legame verbale con il bambino prima della sua nascita, infatti, è davvero difficile da accettare.

Per fortuna, però, esistono alcuni metodi per rafforzare il rapporto madre-figlio sin da prima della nascita e che consentono anche al papà di introdursi nella coppia mamma-bebè, permettendogli di vivere la gravidanza e la nascita non da estraneo.

Tra queste tecniche c’è l’aptonomia, ovvero un modo per permettere di creare un intenso e profondo legame affettivo con il feto nel grembo materno attraverso il tatto e il respiro.

Il significato di aptonomia 

Il termine aptonomia significa letteralmente scienza del tatto e, come dice la parola stessa, indica una serie di tecniche di aptonomia per venire in contatto sin dai primi 5 mesi di vita nel pancione con il proprio bebè, attraverso i suoi movimenti ed il respiro guidato della mamma.

Tecnica ed esercizi di aptonomia

Come si fa?

  1. La mamma si deve rilassare e sdraiarsi sul pavimento supina, utilizzando il materassino
  2. Attraverso la palpazione del grembo, toccandolo in modo leggero, si verifica la posizione del bambino e si individuano i piedini, la testolina e il sederino
  3. Dopo aver focalizzato come è posizionato il piccolo, ad occhi chiusi, la mamma deve immaginare che l’aria che attorno a lei sia del suo colore preferito e che questa aria, attraverso una inspirazione profonda, scenda dal torace fino all’addome così che possa avvolgere tutto il corpicino del suo piccolo
  4. Quindi, durante l’espirazione, la mamma svuota il pancione fino ad avvolgere il piccolo in un abbraccio che parte direttamente dalle pareti dell’utero, che privo di aria abbraccia il feto
  5. Ripetendo l’esercizio più e più volte, l’aptonomia vera e propria diventa un abbraccio guidato dalla respirazione e dall’utero della madre al suo bebè nel pancione che lo abbraccia e lo coccola.

L’aptonomia può essere svolta anche insieme al papà, affinché egli sviluppi un’affettività con il figlio prima della nascita ed è utile per farlo sentire più partecipe durante la gestazione. Infatti, la relazione affettiva che viene favorita nella triade madre-padre-figlio nutre un senso di genitorialità condiviso, di responsabilità emozionale che viene vissuta insieme.

Libri sull’aptonomia

Tra i libri che spiegano e insegnano bene questo particolare modo di toccarsi prima della nascita c’è “ConTatto La consulenza educativa ai genitori” di Francesco Berto, Paola Scalari.

Corsi di aptonomia

I tempi sono ancora acerbi per approcciare con sufficiente preparazione a questa tecnica di contatto con il proprio bebè nella pancia ma, in generale, nei corsi che insegnano l’aptonomia si lavora col bambino dentro la pancia della mamma, si stimola il contatto affettivo col papà e si lavora anche sull’elaborazione emotiva del parto. Si promuove una buona posizione del bambino nelle pancia prima del parto e poi si insegna come tenere bene in braccio un bambino dopo la nascita. Il bambino tenuto in braccio nel modo sbagliato o in uno stato d’animo di tensione, infatti, piange. Ecco perchè imparare a stare con il proprio bebè prima ancora che nasca è fondamentale.

Per saperne di più si può contattare ad oggi l’unico sito specializzato nell’aptonomia in gravidanza e scoprire come creare un contatto con il bambino sin da prima che venga al mondo.

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