01 Gennaio 2016 |

Allattamento al seno, le nuove linee guida degli esperti

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Parliamo di allattamento al seno, le nuove linee guida degli esperti per sostenere e consigliare le mamme su questo importante argomento. Quanto deve essere la durata dell’allattamento? Quali sono i rari casi in cui è meglio non allattare al seno? Proviamo a dare una risposta a queste domande per capire come comportarci con i nostri figli.

È stato redatto presso il Ministero della Salute il primo documento sull’allattamento al seno condiviso da quasi tutte le società scientifiche pediatriche, volto a dare consigli alle mamme per gestire al meglio questa importantissima fase che lega fortemente madre e figlio. Il dossier si compone di 49 pagine ed è frutto di un anno di consultazioni di grandi esperti dell’argomento per fornire le linee guida sull’allattamento materno, così da salvaguardare la salute di mamme e bebè. Il documento cerca di incentivare la pratica dell’allattameno tra le donne in strutture ospedaliere e mediche, fornendo alcune informazioni utili.


Il progetto ministeriale nasce da un’idea di Riccardo Davanzo, neonatologo al Burlo Garofolo di Trieste, e ha lo scopo di aiutare medici e mamme dando loro indicazioni pratiche e univoche, andando a chiarire qualsiasi dubbio. Partendo dal presupposto che il latte materno fornisce moltissimi benefici al neonato, Davanzo da molto tempo sostiene l’importanza di implementare l’allattamento al seno in ospedale.

In Italia, infatti, almeno il 90% delle mamme prova ad allattare i figli nei primi giorni di vita, anche se talvolta non in modo esclusivo. Dopo la dimissione dall’ospedale l’allattamento esclusivo diminuisce e la percentuale raggiunge il 77 % e poi  il 31% a quattro mesi di vita del bambino. Allattare è semplice e naturale, oltre ad essere prezioso per il neonato e per le mamme. I benefici del latte materno, infatti, sono tantissimi e comprendono la diminuzione del rischio di tumore al seno e all’ovaio per la donna e la prevenzione di obesità, allergie e malattie croniche per il bambino.

Nel documento ufficiale vengono affrontati anche i rarissimi casi in cui si scoraggia l’allattamento, ad esempio quando la mamma è positiva all’Hiv/Aids. Non mancano riflessioni sull’allattamento in terapia intensiva neonatale che coinvolge i bambini pretermine, sulle banche del latte umano e consigli per le mamme per come comportarsi in caso di esami come Rx, Tac e Risonanza magnetica. Uno degli aspetti affrontati nella guida è quello dell’allattamento di lunga durata, pratica che sta molto a cuore alle mamme e che spesso viene poco assecondata dalle famiglie e dal pediatra.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, allattare il bambino al seno comporta anche un risparmio in termini economici per le famiglie e per il Sistema Sanitario nazionale: sembra che grazie ai benefici dell’allattamento al seno si riescano ad evitare cure ospedaliere e ambulatoriali ai bambini con un risparmio pari a 140 euro. A conferma di ciò, ci sono gli esempi del Servizio Sanitario statunitense e inglese dove si arriva a risparmiare fino a 10.5 miliardi di dollari.

Il messaggio generale sembra molto chiaro: è necessario promuovere l’allattamento materno prolungato ed esclusivo nei primi 6 mesi di vita. Per questo bisogna che le donne che allattano possano contare su un sistema di sostegno sociale che possa assecondarle e aiutarle in questo anche quando tornano al lavoro.

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Claudia Scorza

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