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Perché la passione dura 18-36 mesi: cosa succede davvero nel cervello
Stampa articoloLa passione amorosa dura in media tra i 18 e i 36 mesi. Poi cambia forma. Non è un’opinione romantica, è una spiegazione neurobiologica. La routine, infatti, “incrosta” il circuito della ricompensa del cervello, che per restare attivo ha bisogno di novità e stimoli positivi. È su questo meccanismo che si fonda il legame di coppia, giovane o maturo.
La neurobiologa Lucy Vincent analizza da anni la meccanica cerebrale dell’innamoramento e dell’attaccamento. Nel suo libro Le cerveau des amoureux (Odile Jacob) spiega che le coppie che funzionano conoscono questi ingranaggi anche senza saperlo. Chi incontra difficoltà può invece imparare a riattivarli.
Amare è difficile?
Alla domanda se sia complicato amare, Lucy Vincent risponde in modo diretto:
“No, del resto i miei consigli sono abbastanza comuni. Sono quelli che danno i sessuologi e i terapeuti di coppia, come creare ambienti piacevoli, fare regali… Ma io spiego perché funzionano, e questo può forse motivare le persone in difficoltà a seguirli, perché più si forniscono informazioni sulla logica di un consiglio, più si è convinti della sua utilità”.
Il punto non è l’originalità del gesto, ma la sua base biologica. Sorprendere il partner attiva il circuito della ricompensa, altamente sensibile alla novità. Rievocare i momenti felici condivisi — immagini, suoni, profumi — stimola l’ippocampo, sede della memoria. I ricordi conservano la traccia emotiva: riattivarli significa riviverli.
L’amore cambia con l’età
Il meccanismo resta identico a ogni età, ma il cervello si modifica nel tempo.
“Sì. Il meccanismo resta lo stesso, ma il cervello si modifica nel corso della vita. Quando si è giovani si producono più ormoni e si hanno anche più recettori per questi ormoni nelle diverse parti del cervello. Quello che domina è quindi l’attrazione fisica e la passione. Con l’avanzare dell’età si diventa più prudenti, si cerca meno l’impeto e più l’armonia, la condivisione di interessi, la complicità”.
La biologia spiega il passaggio dalla foga iniziale alla ricerca di equilibrio.
Le fasi dell’amore secondo la neurobiologia
| Fase | Durata media | Elemento dominante |
|---|---|---|
| Innamoramento | 18-36 mesi | Passione, attrazione fisica |
| Stabilizzazione | Dopo 2-3 anni | Amicizia, valori condivisi |
| Maturità | Età avanzata | Complicità, armonia |
La cosiddetta “passione” non è progettata per durare per sempre.
Perché la passione finisce dopo 2-3 anni
“Perché la natura è parsimoniosa e, in termini di biologia evolutiva, mantenere eternamente questo stato passionale non ha alcuna ragione d’essere. Il nostro cervello umano è stato in qualche modo programmato affinché i partner sessuali restino uniti il tempo necessario affinché il bambino accumuli sufficienti possibilità di sopravvivenza in un ambiente naturale”.
L’amore romantico è una fase funzionale alla sopravvivenza della specie. Non un assetto permanente.
Cosa resta dopo la passione
“Questo dipende molto da ciò che si è vissuto durante i primi tempi. Le coppie che hanno scoperto una comunità di interessi e di valori diventano amici molto significativi. E se, inoltre, hanno saputo trovare una sessualità soddisfacente, con una comunicazione fluida che consente loro di parlare di ciò che piace, la base è solida. Quando la passione cala, restano questa amicizia profonda e questa intimità sessuale”.
Se invece non si è costruita un’amicizia reale, il rischio è un’altra traiettoria.
“Ma se non si è davvero trovato un amico nel proprio partner, se era entusiasmante durante la fase passionale ma poi, terminato quel periodo in cui si ha molta voglia di fare piacere all’altro, si prova meno soddisfazione e meno orgasmi che alimentano il circuito della ricompensa e ci spingono a proseguire l’attività sessuale, può installarsi una sorta di delusione, di malessere, perfino di disgusto. E vista l’importanza delle emozioni nelle nostre vite, diventa difficile superare questa prima fase, razionalizzarla, prima di entrare nella seconda”.
Menopausa e amore dopo i 50 anni
“Spinte dalle modificazioni ormonali legate alla menopausa, abbiamo più difficoltà ad essere innamorate dopo i 50 anni?”.
La risposta non è univoca.
“Non necessariamente. Certo, gli estrogeni svolgono un ruolo nell’installazione dei recettori per l’ossitocina e la vasopressina, coinvolte nei nostri legami relazionali. La scomparsa degli ormoni femminili ha quindi un’incidenza sul numero di questi recettori e sul nostro comportamento sociale, dunque amoroso. Ma l’avanzare dell’età presenta anche vantaggi: se ci si incontra più tardi, la ‘passione amorosa’ iniziale non è più così accecante, dettata dagli ormoni. La relazione assomiglia di più a un’amicizia molto intima, nutrita di complicità e curiosità reciproca”.
Il nemico numero uno dell’armonia
“Esiste un nemico numero uno dell’armonia?”
“Sì, l’assenza di comunicazione. Il semplice fatto di parlarsi guardandosi negli occhi riattiva il circuito dell’attaccamento. I gesti verso l’altro, il fatto di interpellarlo più volte al giorno per cose positive, anche aneddotiche come ‘Hai visto quell’uccello strano dalla finestra?’… tutti questi piccoli dettagli della vita quotidiana mostrano che si è in armonia con l’altro, che è presente nella nostra mente e che lo si tiene in considerazione nella propria giornata”.
La connessione emotiva si mantiene con micro-interazioni quotidiane.
FAQ
Quanto dura la passione secondo la scienza?
In media tra 18 e 36 mesi.
Perché la routine è pericolosa?
Perché riduce la stimolazione del circuito della ricompensa, sensibile alla novità.
La menopausa rende più difficile innamorarsi?
Gli ormoni influenzano i recettori dell’attaccamento, ma la maturità favorisce relazioni più consapevoli.
Qual è il fattore decisivo per la stabilità?
Comunicazione costante e condivisione emotiva.
Fonte: Femme Actuelle.