Non è la nonna ma la mamma, Flavia partorisce un bimbo a 63 anni

di Gaetano Ferraro


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Una storia che fa discutere è quella che giunge dall’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, in provincia di Lucca, dove una donna di 63 anni, Flavia, ha partorito con un cesareo un bambino di quasi 2 chili. La neomamma sarebbe ora la più anziana d’Italia ad aver messo al mondo un figlio.

Flavia partorisce a 63 anni all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore

Flavia, originaria di Viareggio, vive da sola con l’anziana madre e Per realizzare il suo sogno di maternità si era recata otto mesi fa in una clinica di Kiev, in Ucraina, per sottoporsi a un trattamento di fecondazione in vitro. Qui non esiste limite di età per poter accedere a questo tipo di tecniche. Si trattava del secondo tentativo per Flavia, come spiega il suo ginecologo Andrea Marsili: «Era già stata una prima volta a Kiev nel 2022. Anche in quella circostanza era rimasta incinta, ma purtroppo aveva poi subito un aborto spontaneo alla quattordicesima settimana di gravidanza. Questa volta invece tutto è proceduto senza intoppi fino ai controlli di lunedì scorso, quando ho notato alcuni valori alterati che mi hanno spinto a farla ricoverare. Poche ore dopo è nato il bambino, con qualche settimana di anticipo».

La determinazione di Flavia nel realizzare il suo desiderio di maternità

Il medico definisce Flavia una donna molto determinata nel suo desiderio di maternità: «Si è organizzata da sola per i viaggi in Ucraina, io ne sono venuto a conoscenza solo in un secondo momento. La seguo da anni, si è sempre dedicata anima e corpo alla madre ultra novantenne. Poi lo scorso anno ha deciso di provare a diventare madre nonostante l’età ed è riuscita in questa impresa non facile».

Il neonato nel reparto prematuri in attesa di tornare a casa

Il neonato ora si trova nel reparto prematuri dell’ospedale Versilia. Non appena avrà raggiunto un peso adeguato, potrà finalmente andare a casa dalla mamma e dalla bisnonna 93enne che lo aspettano.

I dubbi etici sulla scelta di Flavia e i limiti della legge italiana sulla procreazione assistita

La vicenda però solleva numerosi interrogativi da tanti punti di vista. In Italia, secondo la legge 40, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita solo coppie di maggiorenni, di sesso diverso, sterile o con problemi di infertilità certificate dal medico. Inoltre viene fissato un limite massimo di età intorno ai 50 anni. Limite che invece non esiste in Paesi come l’Ucraina, dove però i costi per il trattamento risultano molto più elevati. Si parla di almeno 15mila euro escluse le spese di viaggio, non indifferenti considerato che il Paese si trova in guerra. Molti esperti mettono in dubbio la scelta di Flavia soprattutto da un punto di vista etico. Diventare madri in età così avanzata può comportare rischi per la salute e difficoltà nel gestire un neonato a quell’età. Inoltre, il bambino potrebbe ritrovarsi orfano in giovane età. La donna però sembra non aver tenuto conto di questi fattori pur di realizzare il suo sogno.

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