Dislessia nei bambini: Sintomi, diagnosi, cura, test e legge

Mamma - 29 novembre 2011 Vedi anche: Pediatria

La dislessia dell'età evolutiva è oggetto di molti studi. Personaggi famosi come Tom Cruise e altri hanno dichiarato i loro antichi deficit per sensibilizzare alla conoscenza di questo disturbo dell'apprendimento ancora largamente sconosciuto. La Legge a livello europeo prevede un particolare intervento integrato in età prescolare. Ecco tutto ciò che c'è da sapere.

La dislessia è un disturbo dell’apprendimento e si individua nel corso delle scuole elementari, o già dall’ultimo anno di scuola materna se i bambini vengono avviati ad una pre-alfabetizzazione. La dislessia nei bambini si può manifestare sotto diverse forme, come:

  • Difficoltà nella lettura, quindi, disortografia (errori ortografici) o disgrafia (se lo stesso corpo di scrittura non è chiaro)
  • Difficoltà di calcolo e, di conseguenza, problemi con la matematica
  • Difficoltà nel mettere le cose in ordine

Un bambino dislessico ha difficoltà, quindi, nel ricordare le parole che legge o che sente, così come nello scriverle e nel pronunciarle. Specialmente con parole nuove, la difficoltà è maggiore perchè, a differenza degli altri, non riesce a mettere in ordine le lettere che formano la parola e solitamente inverte il senso delle stesse, cambiando quelle di destra con quelle di sinistra. I suoi occhi, a volte, si muovono in modo irregolare e non uniforme quando legge.

E’ bene precisare che la dislessia non è una patologia né una malattia, bensì un disturbo su base neurologica.

Dislessia bambino: diagnosi e test

In genere, il bambino dislessico appare brillante e molto intelligente ma è in grado di leggere  scrivere in maniera scarsa. Il suo disturbo non si manifesta mai come un vero e proprio deficit di apprendimento. Il bambino dislessico non resta mai troppo indietro rispetto agli altri ed è per questo che si tende a considerarlo soltanto pigro o svogliato.

I test di apprendimento devono essere somministrati oralmente,in quanto, affidandosi solo alla scrittura il risultato potrebbe essere  fuorviante. Tuttavia, sono proprio test sulla scrittura e sulla lettura che riescono a diagnosticare la dislessia.

In fase di diagnosi è molto importante comprendere quali possono essere le strategie compensative e adattive che il bambino mette in atto rispetto al suo deficit. Le difficoltà che il bambino avverte spesso portano lo stesso ad attuare un comportamento di debolezza o di aggressività dovuto al sentirsi “diverso” e “incapace”. Si può altresì evidenziare una certa difficoltà nel mantenere l’attenzione tanto che si consiglia un sostegno all’apprendimento attraverso l’esperienza pratica: la sperimentazione, l’osservazione, e i supporti visivi.

Dislessia bambini: sintomi vista, lettura, scrittura

Il bambino dislessico può lamentare

  • Vertigini
  • mal di testa
  • dolori di stomaco durante la lettura
  • Egli è confuso con lettere, numeri, parole, sequenze o spiegazioni verbali
  • Nella lettura o scrittura mostra ripetizioni, aggiunte, trasposizioni, omissioni, sostituzioni, inversioni di lettere, numeri e parole
  • Sembra avere difficoltà con la vista, tuttavia, alla visita oculistica non si rivela alcun problema
  • Estremamente appassionato, lungimirante e attento, manca però di percezione della profondità e vista periferica
  • Legge e rilegge con poca comprensione

Dislessia bambini: sintomi nell’udito e nel linguaggio

  • Ha un udito sviluppato e spesso si lascia distrarre dai suoni
  • Ha difficoltà a trasformare i pensieri in parole o lascia la frase incompleta
  • Balbetta sotto stress; traspone frasi, parole e sillabe quando parla

Dislessia bambini: sintomi e abilità motorie

  • Nel movimento può risultare non coordinato e disinteressato agli sport di squadra
  • Ha una certa tendenza ad ammalarsi quando fa troppo movimento
  • Può essere ambidestro, e spesso confonde destra e sinistra, sopra e sotto

Dislessia bambini: sintomi nella gestione del tempo

  • Ha difficoltà a capire il tempo, ad imparare informazioni in sequenza e di essere puntuale
  • Ha difficoltà a leggere l’ora
  • Nel calcolo matematico mostra dipendenza dal conteggio con le dita ma non riesce a fare i conti sulla carta

Dislessia bambini: sintomi memoria e cognizione

  • Ha ottima memoria a lungo termine rispetto ad esperienze, luoghi e volti
  • Ha invece scarsa memoria per le sequenze di fatti e di informazioni che non ha sperimentato
  • Pensa soprattutto con le immagini e i sentimenti

Dislessia bambini: cura e legge

Quando il bambino si accorge di avere difficoltà di questo genere, tende a isolarsi e a relazionarsi poco e male con gli altri. Specialmente tra i banchi di scuola, il bambino affetto da dislessia trova molte difficoltà di apprendimento. Se i sintomi non sono ben noti agli stessi insegnanti, il bambino, di solito, viene giudicato pigro o distratto.

E’ un fatto frequente però, che i bambini dislessici siano più portati, se non addirittura a eccellere rispetto ai loro coetanei, nelle arti creative come il teatro, la danza, il disegno. Scientificamente si ritiene che la causa principale della dislessia, sia da ricercare a livello sinaptico.

La Legge 8 ottobre del 2010 prevede la trattazione della dislessia come disturbo dell’apprendimento. Sin dal 2009 la dislessia è stata riconosciuta come sensibile di una trattazione adeguata sia durante l’anno scolastico, sia in sede d’esame. Gli specialisti coinvolti nella riabilitazione di questo disturbo sono molti e vanno dal pediatra, al logopedista, psicologi infantili e dell’apprendimento, neuropsichiatra infantile, lo psicomotricista e l’educatore.

Prima di tutto è importante capire che quando un bambino è dislessico, vede lettere o parole invertite o confuse ma che in ciò non c’è niente di sbagliato: il problema, infatti, sta nel modo in cui la mente interpreta ciò che gli occhi vedono, quale illusione ottica della stampa.

Non tutti i bambini dislessici, inoltre, sono uguali. Ogni dislessico ha il suo profilo ed è bene distinguere la dislessia da qualsiasi altro disturbo infantile. L’elenco dei sintomi non è e non sarà mai esaustivo. Tuttavia, se un bambino ha difficoltà con l’ortografia e la scrittura, e presenta anche alcuni di questi segni identificativi che rientrano in una specifica difficoltà nell’apprendere, potrebbe essere il momento di pensare a una valutazione professionale. Di solito se la dislessia non viene diagnosticata per tempo, può condizionare una persona per tutta la vita. La perdita di autostima è la prima conseguenza. Questa porterà il bambino durante la crescita, a compiere delle scelte basate più sugli insuccessi accumulati che sulle proprie attitudini.

Il lavoro sinergico dell’equipe scuola-terapeuti e famiglia, può aiutare un bambino dislessico, nel proprio percorso di crescita, a migliorare nettamente la sua condizione mentale di deficit. Il ragazzo dislessico impara a superare gli ostacoli e a nutrire sempre più fiducia in se stesso e nelle sue capacità.

A scuola i bambini possono usufruire di supporti adatti quali computer e software adatti. Nel caso di discalculia, il bambino utilizzerà la calcolatrice.

E’ doveroso, per esempio, non sovraccaricarlo di impegni e compiti, sottolineando la difficoltà all’apprendimento. E’ bene, invece, incoraggiare quelle che sono le sue attitudini, proteggendolo, senza viziarlo, da inutili situazioni imbarazzanti e da carichi troppo onerosi.

La dislessia è ancora oggi oggetto di studio anche se la Ricerca, soprattutto in Italia, è lenta per via delle difficoltà finanziarie dell’Università.

Un punto importante è informare la scuola, fare sensibilizzazione e diffondere le conoscenze attualmente acquisite tra i terapisti della riabilitazione. Questo favorirebbe sicuramente la non cronicizzazione del problema, migliorando l’accoglimento e la consapevolezza dello stesso.

Nell’ottica della sensibilizzazione molti personaggi famosi hanno dichiarato la loro dislessia: da Orlando Bloom a Tom Cruise ad Einstein lottando contro il “tabù del non parlare” ma di trasmettere al bambino che seppur dislessico può realizzare i propri sogni.

Articolo scritto da: Cinzia Rampino

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COMMENTA

  • Inserito da Tina giaquinta

    io vorrei sapere come posso aiutare il mio bimbo di 7 anni a casa visto ke la scuola ancora nn mi ha dato risposta la sua è una dislessia ortografica,legge abbastanza bene ma ha problemi di apprendimento,poi anche la grafia lascia desiderare piccola,disordinata ecc

    • Inserito da Redazione

      Gentile Signora, se crede che il suo bambino sia disgrafico o disortografico  é necessario, prima di applicare qualunque strategia “casalinga”, condurre degli approfondimenti specialistici. Sarà lo psicologo che eseguirà la valutazione (se non l’ha ancora condotta) o che prende in trattamento il suo bambino a indirizzare gli insegnanti e voi genitori verso gli strumenti e le strategie di apprendimento più adatte, sulla base dei punti di forza e di debolezza del bambino. Vi spiegherà le caratteristiche di apprendimento del bambino, vi indirizzerà e vi consiglierà forse l’uso di schede, attività mirate e giochi specifici per ipad e pc attraverso i quali sarà possibile raggiungere gli obiettivi di apprendimento prefissati. Integrerà se necessario un percorso sull’autostima.

      Dott.ssa Anna La Guzza

  • Inserito da Angela

    Anche secondo me la seconda parte dell’articolo trasmette informazioni erronee e troppo ottimistiche riguardo alla dislessia, alla sua evoluzione o addirittura guarigione, che possono illudere con false credenze.
    Cito le parole di Giacomo Stella ( insegna psicologia clinica all’università di Urbino ed è il fondatore dell’associazione italiana dislessia!):
    “La dislessia non è una malattia perché non è transitoria, non consiste in un’alterazione di determinate condizioni di partenza e non esiste un rimedio chiaro e rapido per eliminarla. Coloro che parlano di malattia riferendosi alla dislessia usano dunque una definizione impropria che, se da un lato determina allarme, dall’altro induce genitori e insegnanti a ricercare rimedi con caratteristiche simili a quelle dei farmaci. …sappiamo per lunga esperienza che non esistono terapie brevi e, anche quando si ottengono i migliori risultati, questi scaturiscono da un lungo e paziente lavoro di recupero.” (G.Stella “La dislessia” ).

    • Inserito da Redazione

      Grazie Angela e Simona per le segnalazioni. Purtroppo, capita di utilizzare termini impropri che possono involontariamente fuorviare l’utente. Il nostro intento era e rimane quello di trasmettere un unico messaggio: la dislessia non è una malattia nè, tantomeno, un deficif di cui vergognarsi. Dev’essere stato proprio l’intento di dare un messaggio positivo ad innescare l’immagine della guarigione, intesa, però, da parte nostra, come acquisizione di una strategia adattiva attraverso la quale vivere bene nonostante il problema. Abbiamo provveduto a correggere l’articolo dalle sue defallance.

  • Inserito da Simona

    “C’è da dire che molti dei disturbi possono addirittura scomparire con una corretta riabilitazione…”
    “e c’è da dire che spesso, anche se preso in tempo, non riesce a guarire del tutto da questo disturbo….”
    sono queste frasi del vostro articolo che possono essere male interpretate!!! grazie dell’attenzione

  • Inserito da Simona

    non mi ritrovo assolutamente d’accordo con quanto scritto nell’ultima parte, perchè dalla dislessia non si guarisce mai!! non ritengo giusto che si passi il messaggio che, presa in tempo, si abbia una guarigione. Diagnosticata in età precoce permette di mettere in atto tutte le strategie e gli strumenti dispensativi e compensativi, ma non se ne guarisce mai. Attenzione a non dare false speranze a genitori che si trovano ad affrontare un problema che comporta difficoltà quotidiane e un percorso scolastico comunque e sempre in salita!! grazie simona un’insegnante

    • Inserito da Redazione

      Gentile Simona

      Nell’articolo non illudiamo affatto genitori ed educatori su una possibile guargione da questo disturbo neurologico. Diciamo, infatti, che si migliora moltissimo ma che la dislessia non scompare. Riportiamo qui di seguito l’intervento della dott.ssa La Guzza, “Per quanto riguarda la dislessia, non è una malattia quindi non è corretto usare la parola cura o guarigione. Sicuramente se presa in tempo puó essere compensata con programmi di intervento specifici messi in campo dagli specialisti”,

  • Inserito da Anto

    ho 54 anni e sono una dislessiaca non certificata a scuola …all’epoca eravamo solo bambini distratti…mi ritrovo perfettamente e mi sono sentita normale solo quando le responsabilatà nel lavoro mi hanno fatto capire che non era incapace…ho recuperato stima in me…ma che hanno difficili ho trascorso tra i banchi di scuola!