Eurovision 2024, Nemo e il confine tra libertà e buongusto

di Manuela Zanni


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Eurovision Song Contest 2024 continua a far parlare di sé anche ( e soprattutto) dopo la vittoria del cantante svizzero Nemo che ha ottenuto il favore del pubblico tramite il televoto e della maggior parte delle giurie dei paesi votanti. Ma non tutti sono d’accordo su questo risultato, tra questi il generale Vannacci. Scopriamo, di seguito, cosa ha detto.

Nemo vince (quasi) all’unanimità

Dalle giurie dei Paesi partecipanti all’Eurovision Song Contest, il giudizio è stato quasi unanime: Nemo – nome d’arte di Nemo Mettle – ha portato la migliore canzone all’edizione 2024 della kermesse. Il cantante 25 ha riconsegnato alla Svizzera una vittoria che mancava dal 1988. All’indomani della finale, però, c’è qualcuno a cui la performance dell’artista elvetico non è piaciuta. Questione di gusto musicale, o questione di identità di genere che, nel caso di Nemo, è non-binary?

Vannacci: ” Il mondo al contrario è nauseante”

Le parole di Roberto Vannacci non sembrano lasciare spazio a molti dubbi: “Il mondo al contrario è sempre più nauseante”, ha scritto su Facebook, a commento della pagina del Corriere della Sera che mostra la foto di Nemo e racconta la finale dell’Eurovision. Vannacci, candidato dalla Lega alle prossime europee, non condivide la scelta delle giurie dei Paesi partecipanti alla kermesse. Secondo il generale anche l’Eurovision è sintomo di “un mondo al contrario” al punto da trovare “nauseante” la vittoria di Nemo.

Il commento di Vannacci è omofobo?

Non la pensa esattamente così Roberto Vannacci, il generale sospeso dall’Esercito e candidato con la Lega alle Europee, che sui social commenta a muso duro la notizia della vittoria: “Il mondo al contrario, è sempre più nauseante“. Secondo alcuni quello di Vannacci non sarebbe un messaggio inclusivo e accogliente, quanto piuttosto intriso di omofobia dal momento che Eurovision Song Contest è una manifestazione storicamente a favore dell’accoglienza e del rispetto delle identità di genere e che deve favorire la massima espressione della libertà di espressione artistica e umana.

Il nostro parere

Il confine tra libertà e buongusto è diventato, ormai, sempre più sottile al punto da tollerare che sul palco di una kermesse canora di caratura mondiale si consenta ad un artista ( il rappresentante della Finlandia) di esibirsi simulando di essere nudo mentre, in realtà, era soltanto in perizoma ( e questo dovrebbe confortarci?) . La musica non deve passare necessariamente dall’eccesso e l’abbigliamento di Nemo che spinge volutamente l’acceleratore sul ridicolo quasi sfidando gli spettatori per vedere chi si scandalizza e chi no ( tipo spartiacque tra buoni e cattivi) è una trovata di pessimo gusto. Se Nemo avesse cantato la sua canzone, indiscutibilmente orecchiabile, con la sua bella voce ma senza maniche a sbuffo, gonnelline, pellicce e piume avrebbe vinto lo stesso (forse) ma avrebbe evitato di coprirsi di ridicolo. La musica non deve per forza far rima con eccesso e, al contrario, ci sono casi in cui dovrebbe vincere il buongusto e il “less is more”. Questo, probabilmente, lo era.

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