Palermo, a 99 anni si laurea in filosofia con 110 e lode

di Manuela Zanni

Quando si nasce in una famiglia modesta e si hanno ben sette fratelli non è facile proseguire gli studi e realizzare sé stessi perché la priorità è quella di lavorare per sfamare la famiglia. È questo il caso di Giuseppe Paternò, nato in una famiglia povera e con tanti fratelli quanti i giorni di una settimana,  non si era potuto diplomare. A 30 anni la maturità alla scuola serale e, dopo la pensione, il ritorno agli studi. Due anni fa, a novantanove anni la laurea triennale.

Giuseppe Paternò

Giuseppe Paternò

Non era bastato il conferimento della laurea triennale a Giuseppe Paternò, due anni fa. Ora ha conseguito  anche la magistrale.  Classe 1923, Giuseppe Paternò ha quasi 100 anni, due figli, quattro nipoti e ancora la voglia di imparare di un ventenne. Così, dopo altri due anni di studi all’Università di Palermo oggi si è laureato in Studi filosofici e storici. Dopo la triennale ha completato anche la magistrale.

Giuseppe Paternò, a quasi 100 anni la voglia di imparare di un 20 enne

Aveva completato la triennale perfettamente nei tempi, e con ottimi voti, una media di 29,80. Adesso anche la magistrale con tutti 30 e lode. Il risultato finale è stato di 110 e lode. Neanche la pandemia e il lockdown hanno rallentato il suo percorso. Stavolta la discussione è avvenuta in presenza.

Chi è Giuseppe Paternò

Giuseppe Paternò viveva nel popolare mercato del Capo a Palermo. Famiglia povera con sette fratelli. Nonostante i voti brillanti, il padre decise che doveva andare a lavorare. Niente superiori e niente università. Subito a lavorare come fattorino e poi per le Ferrovie. Solo a 30 anni Giuseppe da esterno riesce a prendere il diploma da geometra alla scuola serale. Poi ha coltivato la sua passione per la scrittura, ha anche pubblicato un libro. Grazie ad un filosofo torinese conosciuto a Chianciano ha iniziato a studiare filosofia. Nel 1984 è andato in pensione da allora non ha smesso di leggere e studiare. E oggi finalmente ha coronato il suo percorso di studi.

Giuseppe Paternò

Giuseppe Paternò

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Studiare nella terza età

Sempre più persone decidono di iscriversi all’ università della terza età per recuperare ciò che quando erano giovani non sono riusciti a realizzare e dare vita ad un sogno.  Funzionano come le università classiche, ma sono dedicate a tutte quelle persone che hanno superato l’età della gioventù. Inoltre presentano delle peculiarità.
Le università della terza età nascono negli anni ’80 e al giorno d’oggi sono conosciute anche come le “università popolari” o con il diminutivo di Unitre. Queste università sono enti regionali che funzionano come delle vere università. Il loro obiettivo principale è quello di integrare gli anziani all’interno del tessuto sociale permettendogli di imparare e di rafforzare le loro conoscenze attraverso dei corsi specifici.

Non c’è un limite di età per iscriversi. Infatti, è possibile trovare persone di diverse fasce di età: dai 50 ai 60 anni, fino ad arrivare anche ai 70 anni! Inoltre, non è neanche necessario avere conseguito il diploma per iscriversi. Questo perché molte persone anziane, ai loro tempi, hanno dovuto abbandonare la scuola (molti di loro non hanno neanche la licenza media).

Perché scegliere l’università della terza età

L’università della terza età nasce per permettere di rendere accessibile a tutti la possibilità di imparare ed anche per preservare la cultura italiana e favorire la sua divulgazione.
Molte persone che ormai sono in pensione, e che quindi hanno molto tempo libero a disposizione, decidono di intraprendere questo percorso. I motivi possono essere diversi: per tenersi impegnati; per tenere attive le funzioni celebrali;  allenare la memoria; per colmare delle lacune; per imparare qualcosa di nuovo.

Queste realtà offrono grandi opportunità a tantissime persone, e per parteciparvi è necessaria solo una piccola quota di partecipazione. Una cifra irrisoria se paragonata alle tasse delle università classiche. Questa quota di partecipazione può cambiare da regione a regione, ma rimane comunque una cifra abbordabile per tutti, proprio perché l’obiettivo delle Unitre è quello dell’inclusione dell’accessibilità.

L’ offerta formativa

Spesso l’offerta formativa dipende anche dalla regione e dalle specificità culturali della città in cui ha sede l’università. Le Unitre sono infatti dislocate in tutto il territorio italiano ed ogni regione struttura i corsi in modo autonomo, a seconda della richiesta e della necessità.

I piano offerta fromativa (P.O.F) tra cui scegliere sono davvero tanti, dai più classici come:

  • lettere classiche
  • scienze giuridiche
  • filosofia
  • storia
  • arte

a quelli più moderni ed innovativi come:

  • informatica
  • lingue moderne
  • comunicazione
  • economia
  • cinematografia

In aggiunta, in queste università è possibile conseguire il patentino ECDL, ovvero la European Computer Driving Licence (la patente europea del computer). Questo corso fornisce tutti gli strumenti necessari per utilizzare apparecchiature informatiche di base o avanzate.

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