02 Maggio 2021 |

Primo Maggio, il discorso di Fedez che non si adegua al sistema

di Alice Marchese

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  • Durante il concertone del Primo Maggio, Fedez pronuncia un discorso emblematico in cui attacca le posizioni della Lega sul Ddl Zan
  • Il discorso di Fedez
  • Appello a Mario
  • Le parole di Alessandro Zan
  • La telefonata tra Fedez e la vicedirettrice di Rai3 su Twitter

Durante il concertone del Primo Maggio, Fedez pronuncia un discorso emblematico in cui attacca le posizioni della Lega sul Ddl Zan. Un intervento degno di nota che scrive la storia, ritenuto inopportuno dalla vicedirettrice di Rai3.

Il discorso di Fedez 

“Oggi mi hanno chiesto come fosse la mia prima volta al Primo Maggio. Effettivamente è la prima volta anche di dover inviare un mio discorso perché doveva essere messo al vaglio della politica. Approvazione che in prima battuta dai vertici di Rai3 non c’è stata, perché mi hanno chiesto di omettere i riferimenti ai partiti, ai nomi dei politici. Ho dovuto lottare un pochino e alla fine mi hanno dato il permesso di dire ciò che dico, assumendomene le responsabilità. E comunque il contenuto è stato definito dalla vicedirettrice di Rai3 “inopportuno”.

Appello a Mario

Continua con un appello a Draghi, chiamato solo Mario, ponendo l’accento sulla diversità di trattamento tra il mondo del calcio e il mondo dello spettacolo, settore che da più di un anno è fermo a causa della pandemia. “Caro Mario, intervenga per il mondo dello spettacolo come ha fatto con la Superlega”.

“Vorrei decantarvi un po’ di loro aforismi”

“Ostellari (Andrea Ostellari, il leghista a capo della Commissione Giustizia in Senato) ha deciso che un disegno di legge già approvato alla Camera può tranquillamente essere bloccato dall’iniziativa di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua lotta all’uguaglianza.

Vorrei decantarvi un po’ di loro aforismi, se posso”, ha aggiunto per poi citare frasi come “‘Se avessi un figli gay lo brucerei nel forno’, Giovanni De Paoli, consigliere regionale della Lega Liguria. ‘I gay? Che inizino a comportarsi come tutte le persone normali’, Alessandro Rinaldi, consigliere per la Lega, Reggio Emilia”.

Prima della Ddl Zan

Successivamente Fedez ha elencato alcune faccende che sono state anteposte al Ddl Zan: “Si sono occupati di etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità per il bilinguismo dei poliziotti di Bolzano, il reintegro del vitalizio di Formigoni, evidentemente più importante dei diritti di tutti e di persone che vengono continuamente discriminate fino alla violenza”.

“Che brutta storia”

E a proposito della presa di posizione del vice-presidente di ProVita, “l’utracattolico e antiabortista Jacopo Coghe, amicone del leghista Pillon, è stato il primo a esprimersi contro il Ddl Zan ma non si è accorto che il Vaticano ha investito milioni di euro in un’azienda che produce la pillola del giorno dopo. Cercavate il nemico altrove ma non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia”.

La risposta di Matteo Salvini

Salvini in serata ha risposto con un post su Facebook in cui, tra le altre cose, ha scritto: “Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti”.

Le parole di Alessandro Zan

E’ poi intervenuto anche il deputato Pd Alessandro Zan che ha voluto ringraziare Fedez con un post su Facebook in cui si legge: “Il coraggio di Fedez al Concertone dà voce a tutte quelle persone che ancora subiscono violenze e discriminazioni per ciò che sono. Il Senato abbia lo stesso coraggio ad approvare subito una legge per cui l’Italia non può più attendere. Grazie Fedez”.

Fedez su Twitter

“Deve adeguarsi ad un sistema”. E’ stato detto questo a Fedez durante la telefonata con la vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani. Il rapper ha reso nota su Twitter la chiamata con lei pubblicandone il video: “La Rai smentisce la censura. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad ‘adeguarmi ad un SISTEMA’ dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi”.