10 Agosto 2019 |

L’abbronzatura integrale è chic ma occhio alle controindicazioni

Iscriviti alla Newsletter di Donnaclick

Non perderti le ultime novità
Abbronzatura integrale, chic ma non priva di controindicazioni

La tintarella zebrata non piace a nessuno, specialmente quando si indossa un abito molto scollato

Gli slip dei costumi tendono a diventare sempre più micro e i reggiseni a fascia rimangono tra i più gettonati perché evitano quella fastidiosa abbronzatura a strisce, però per molte donne l’abbronzatura integrale ha un certo fascino.

Che tu decida di esporti al sole al mare, su una spiaggia solitaria, sul balcone di casa o a bordo piscina considera che ci sono delle precauzione da prendere assolutamente e ti spieghiamo il perché.

Va bene che il sole fa bene alla nostra salute perché ci consente di produrre tutta la vitamina D di cui abbiamo bisogno, però non dobbiamo mai sottovalutare il fatto che se ci esponiamo in maniera sconsiderata possiamo anche subire danni dai raggi solari.

L’abbronzatura integrale fa male alla salute: cosa devi sapere

Da sempre l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di esporsi al sole durante le ore meno calde della giornata e proteggendo comunque la pelle con una crema con un fattore di protezione medio-alto in base al proprio fototipo.

I raggi UV del sole sono i più forti tra le 10 e le 16 e dunque il consiglio è di evitare o limitare l’esposizione al sole durante queste ore.

Soprattutto la protezione solare non dovrebbe mai essere utilizzata per prolungare la durata dell’esposizione solare.

Tra l’altro per le zone del corpo più delicate è sempre il caso di optare per uno schermo protettivo elevato e anche la comune crema idratante per il viso dovrebbe avere un fattore di protezione pari a 15, anche in inverno.

Meglio mettersi all’ombra quando i raggi UV sono i più intensi, ma tieni presente che le strutture come alberi, ombrelli o baldacchini non offrono una protezione solare completa: indossa anche indumenti protettivi come un cappello a tesa larga pe proteggere occhi, orecchie, viso e schiena o collo.

Gli occhiali da sole che offrono una protezione UV-A e UV-B dal 99 al 100 percento.

Usa la protezione solare ossia una crema a ampio spettro di SPF 15+ da riapplicare ogni due ore o dopo aver lavorato, nuotato, giocato all’aperto.

I rischi dell’abbronzatura integrale

Il naturismo o nudismo che dir si voglia, per molti versi è uno stile di vita, per altri è semplicemente un vezzo per avere la possibilità di indossare un abito con le spalle scoperte senza sfoggiare una fastidiosa abbronzatura effetto zebra.

Può essere rischiosa l’abbronzatura integrale? Potrebbe, specialmente se consideriamo che la pelle va abituata al sole progressivamente perché un’abbronzatura troppo rapida rischia di essere causa di scottature ed eritemi.

Inoltre, secondo gli esperti, ci sono maggiori rischi di contrarre infezioni rispetto a quando si indossa il costume.

A confermare i rischi è anche uno studio di un’equipe di ricercatori dell’Università di Edimburgo, che ha dimostrato concretamente quanto l’abbronzatura integrale non solo sia nociva per la salute, ma anche inefficace.

Lo studio ha confermato infatti che le zone intime hanno comunque difficoltà ad abbronzarsi per via un meccanismo di autodifesa; ottenere dunque un’abbronzatura integrale è quasi impossibile.

Inoltre prendendo il sole in versione integrale non facciamo altro che incrementare le possibilità del melanoma.

Dunque se ti stai ancora chiedendo se l’abbronzatura integrale sia rischiosa per la salute o meno la risposta è affermativa, ma lo è altrettanto prendere il sole in costume da bagno senza alcuna protezione e nelle ore più calde della giornata.

LEGGI ANCHE:

Vacanze al mare, come proteggere il seno dal sole
Crema solare, 5 errori che quasi tutti commettono

Potrebbe interessarti anche