Adolescenti e chirurgia estetica, cosa possono fare i genitori?

di cinziaR

Il 12 luglio 2012 è entrata in vigore in Italia la legge che vieta alle ragazze adolescenti non ancora maggiorenni di ricorrere alla chirurgia estetica del seno ai soli fini estetici. Contestualmente è stata decisa l’istituzione dei Registri nazionali e regionali delle protesi mammarie, che consente di tenere sotto controllo questo tipo di interventi.

Tuttavia, la questione adolescenti e chirurgia estetica è tutt’altro che chiusa con l’introduzione della Legge, in quanto gli interventi di questa natura e il cosiddetto “ritocchino” sono sempre più richiesti dalle ragazze e dai ragazzi adolescenti.

Che cosa possono fare i genitori quando i figli adolescenti richiedono un ritocchino come regalo?

Valendo il principio della potestà genitoriale, i genitori possono dire Sì o No. Quindi alla domanda “cosa possono fare i genitori quando i loro figli adolescenti richiedono un intervento di chirurgia estetica” la risposta sarebbe: “vietarlo”.

Detto ciò, è ovvio però che ci sono vari livelli del problema. Al primo posto c’è il caso in cui sia proprio il genitore a volere che il figlio adolescente ricorra ad una chirurgia estetica. In questi casi, protesi mammaria a parte, che è vietata espressamente dalla legge salvo casi gravi, si può procedere. L’ultima parola spetta, in questo caso, alla medicina: c’è infatti da dire che in adolescenza il corpo sta ancora crescendo e continuerà a mutare per diversi anni ancora, quindi un intervento di chirurgia estetica, di qualsiasi natura esso sia, potrebbe essere praticamente inutile. Non tutti, però. Ad esempio, una correzione delle orecchie può essere un intervento definitivo. E’ il medico a dover dire l’ultima parola in base ai casi, assumendosene la responsabilità, che però ricade anche sul genitore, che è responsabile al 100% della vita del figlio adolescente.

Il secondo caso è quello dell’adolescente che sta sviluppando in maniera evidente una frustrazione eccessiva a causa di una presunta o reale problematica fisica. Bisogna, in questo caso, accertarsi che non si tratti di una fase dismorfofobica, cosa che riguarda la stragrande maggioranza dei minorenni e, in questo caso, aiutare i figli ad accettare la loro diversità. L’adolescenza è una fase di sviluppo talmente breve e transitoria da non poter fare affidamento sul proprio aspetto fisico, così come sul proprio carattere e le proprie percezioni.

Quello che possono fare davvero i genitori, in ultima analisi, è molto: supportare gli adolescenti in questa fase di passaggio e cambiamento così difficile, cercare di capire da dove arriva il disagio e se è una maniera di uniformarsi a tutti gli altri, cercare di valorizzare il viso e il corpo del proprio figlio, spiegare che cosa davvero avviene nel corpo quando ci si sottopone ad un intervento chirurgico o ad un trattamento di bellezza definitivo e, infine, rivolgersi a specialisti serie che abbiano un approccio psicologico sano alla faccenda e, se necessario, farsi aiutare da altri specialisti esperti nell’adolescenza.


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