10 giugno 2014 |

Gli innamorati mostrano i 4 tratti tipici della dipendenza

Iscriviti alla Newsletter di Donnaclick

Non perderti le ultime novità

Lo abbiamo sentito dire certamente tante volte ma, forse, non ci abbiamo mai voluto credere. La scienza però, torna “a bomba” sull’argomento e produce le prove del fatto che l’amore provochi gli stessi effetti collaterali delle droghe, posizionandosi perciò tra le sostanze che creano dipendenza.

Secondo Helen Fisher, docente di antropologia fisica all’Università del New Jersey, l’amore è una vera e propria dipendenza, anzi, per dirla come lei, una dipendenza positiva.

Ma perchè, esistono dipendenze positive e/o negative?

Sì. Ovvero, esistono dipendenze che, pur attivando gli stessi circuiti di gratificazione delle dipendenze vere e proprie (come quella dal gioco o dalle droghe, ad esempio), non fanno male così tanto male all’uomo come le precedenti.

Tra le dipendenze positive, infatti, pare proprio esserci, oltre a quella dal cibo, anche l’amore. Lo dimostrerebbe anche il fatto che gli esseri umani, quando sono innamorati, mostrano gli stessi sintomi della dipendenza:

  1. desiderio incontrollato
  2. assuefazione
  3. astinenza
  4. recidività

Vediamoli uno per uno:

L’innamorato è totalmente concentrato sulla sua droga, ovvero la persona amata. Pensa in continuazione a lei/lui e ha sempre l’impulso di telefonarle, scriverle e cercarla. I soggetti più “intossicati” arrivano a distorcere la realtà, cambiando le loro abitudini e subendo modificazioni della personalità, proprio come nell’uso di droghe.

L’amante desidera intensamente l’unione emotiva e fisica con l’amato (dipendenza) e, come il drogato, che soffre perchè non può avere la sua droga quando ne è separato a causa dell’ansia da separazione,soffre se non ha accanto o “a portata di mano” la persona amata.

Quando è con la persona amata, l’innamorato si sente euforico e in stato di ebrezza. L’assuefazione fa si che la necessità di interazione debba aumentare sempre di più. L’innamorato vuole incontrare o contattare la persona amata con sempre più frequenza e minore distanza.

Se la storia finisce e uno degli amanti si sottrae all’altro, quest’ultimo soffre, provando gli stessi sintomi dell’astinenza da droga: crisi di pianto, letargia, ansia, insonnia, ipersonnia, perdita di appetito, bulimia…

Gli innamorati non hanno il controllo completo della situazione e dell’astinenza e a causa di questa sono “soggetti a ricadute” proprio come i tossicodipendenti.

Ma siamo proprio sicuri che tutte queste prove bastino a dimostrare che l’Amore, un sentimento su cui l’uomo si scervella da secoli, sia solo una dipendenza?

La risposta definitiva arriva dalle neuroscienze: la mente degli innamorati, se passata al vaglio della risonanza magnetica funzionale, attiva le stesse zone di gratificazione e in particolare i circuiti della dopamina, associati alla concentrazione, alla motivazione, all’estasi, alla disperazione, al desiderio, nello stesso modo che in qualsiasi altra dipendenza.

LEGGI ANCHE:

L’AUTOREOTISMO FA BENE. LA SCIENZA CI SPIEGA PERCHE’

LE COPPIE FELICI INGRASSANO

Potrebbe interessarti anche