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Bonus asilo nido, adesso conta anche che il tuo nido sia registrato all’INPS
Stampa articoloC’è una cosa in più da controllare, se avete chiesto o state per chiedere il bonus asilo nido. Non riguarda voi, riguarda la struttura dove va vostro figlio.
L’INPS sta costruendo una banca dati nazionale di tutti i servizi educativi per la prima infanzia. E la corretta registrazione del nido può incidere sull’istruttoria della vostra domanda di contributo.
Cosa sta succedendo
Con una circolare del 9 settembre l’Istituto ha dato le prime indicazioni sull’obbligo, in capo agli enti locali, di comunicare i dati identificativi delle strutture educative per l’infanzia.
L’obbligo è scattato il primo luglio. I Comuni, le Unioni di comuni, gli ambiti territoriali e i consorzi devono trasmettere all’INPS il codice fiscale e gli altri elementi che identificano ogni struttura abilitata a occuparsi di bambini fino a trentasei mesi.
Fra le informazioni richieste ci sono la denominazione, la sede operativa, il tipo di servizio e il regime di gestione, che può essere pubblico, privato, in concessione o in appalto. I dati devono corrispondere a quanto scritto nel titolo abilitativo rilasciato dall’ente.
Quali strutture riguarda
Il censimento non si limita agli asili nido tradizionali.
Rientrano anche i micronidi, le sezioni primavera, gli spazi gioco e i servizi educativi domiciliari. Sia pubblici sia privati.
Tutto confluisce in un applicativo che si chiama Agenda Asili Nido.
Perché riguarda anche voi
Qui sta il punto che interessa direttamente le famiglie.
Quei dati non servono solo a fare un elenco. Verranno utilizzati anche per verificare la corretta spettanza del contributo asilo nido.
Significa che se la struttura scelta risulta assente dall’Agenda, oppure censita con informazioni incomplete o non coerenti con il titolo abilitativo, l’identificazione durante l’istruttoria diventa più complicata.
Non è un cavillo teorico: è il tipo di intoppo che allunga i tempi di una domanda già presentata.
La cosa da fare adesso
Per la domanda relativa al periodo gennaio-dicembre 2026 c’è una verifica che potete fare voi.
Chiedete alla struttura, oppure al Comune, che il servizio risulti correttamente censito nell’Agenda. È una domanda di trenta secondi che può evitarvi settimane di attesa.
Se il vostro nido ha cambiato sede, gestore, tipo di servizio o regime di gestione, quella verifica è ancora più utile: sono esattamente le variazioni che rischiano di non essere state aggiornate.
Arriva anche una mappa
C’è poi una parte che guarda avanti ed è pensata per chi il nido lo sta ancora cercando.
Nelle prossime settimane l’INPS prevede di rendere disponibile, sul portale della genitorialità, una mappa geolocalizzata delle strutture abilitate.
L’obiettivo dichiarato è facilitare la ricerca dei servizi presenti sul proprio territorio. Con una conseguenza che vale la pena notare: una struttura non censita, o censita male, in quella mappa non comparirà.
Cosa devono fare i gestori
Anche chi gestisce un nido ha qualcosa da controllare.
Le strutture già attive nell’anno scolastico 2025/2026 dovrebbero risultare presenti nell’Agenda, sulla base dei dati trasmessi in precedenza da Regioni ed enti territoriali.
L’invito però è a verificare, tramite il Comune o l’ente competente, che le informazioni siano aggiornate. Soprattutto in caso di variazioni della sede, del soggetto gestore, del servizio offerto o del regime di gestione.
Come funziona quest’anno e come funzionerà dal 2027
Per l’anno scolastico 2026/2027 è in vigore una procedura transitoria.
Gli enti locali inviano un file Excel alle direzioni regionali o di coordinamento metropolitano dell’INPS, che si occupano del caricamento. Le segnalazioni possono riguardare anche sospensioni, cessazioni o revoche dell’autorizzazione.
Dall’anno scolastico 2027/2028 il sistema cambia. Inserimenti e aggiornamenti passeranno esclusivamente dai servizi di interoperabilità dell’INPS sulla Piattaforma digitale nazionale dati.
Quella procedura coprirà tutto: nuove strutture, modifiche anagrafiche, cambi di gestione, autorizzazioni, accreditamenti, sospensioni, cessazioni e revoche. Le specifiche tecniche e la data di attivazione saranno comunicate più avanti.
Una volta sola
Un’ultima cosa, che è anche una buona notizia.
Le informazioni già trasmesse restano valide anche per gli anni successivi, in assenza di variazioni e finché il titolo abilitativo è in corso di validità.
Il controllo, insomma, non va rifatto ogni settembre.