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LO PSICOLOGO RISPONDE

Il Dottor Luca Mazzucchelli è psicologo, psicoterapeuta e giornalista pubblicista. E’ Fondatore del canale youtube "Parliamo di Psicologia", con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche e ha scritto un ebook per Sperling&Kupfer dal titolo "Prova a Cambiare".


La Dottoressa Valentina Guarasci è psicologa clinica, svolge attività da libero professionista a Prato, Camaiore e online. Fornisce consulenza psicologica e sostegno attraverso interventi individuali, di coppia e familiari. Lavora con bambini con DSA, pazienti oncologici e pazienti con DCA. E' coautrice del libro "La coppia strategica".

Pro e contro dei Social Network. Meglio usarli o restarne fuori?

Salute - 16 febbraio 2017

Vediamo con lo psicologo i pro e i contro dei Social-Network e se è meglio usarli o restarne fuori il più possibile.

I social-media sono piattaforme in cui gli utenti si presentano al mondo, gestendo la loro rete sociale e la loro identità virtuale.

Più di 800 milioni di persone nel mondo possiedono un “profilo” sui più popolari social network (MySpace, Facebook, Twitter) tanto che con questi numeri, si può affermare facilmente che le reti sociali sono una delle invenzioni più influenti dell’ultimo decennio.

A fronte di un aumento e di un impatto così significativo dei social media nella vita quotidiana, alcune domande sorgono spontanee:

  • Cosa spinge le persone a iscriversi ai social network?
  • Le molteplici informazioni online possono dirci qualcosa sulla vita reale delle persone?
  • Ci sono ricadute negative psicologiche dell’uso dei socialnetwork o conseguenze comportamentali nella vita reale?

Una recensione (Social Networks: Digital Personalities and Styles of Affiliation) degli psicologi Samantha Bernardi e Ambrogio Pennati, recentemente pubblicata sul sito web Brain Factor, ha cercato risposte a queste domande, passando in rassegna importanti ricerche scientifiche. Vediamo.

 

Cosa spinge le persone a iscriversi ai social-network?

Le prime ricerche hanno cercato di elencare le motivazioni che spingono così tante persone a iscriversi a Facebook o altri social-netwok. La capacità di offrire opportunità molto diverse sembra essere una delle prime spiegazioni del successo delle reti sociali. Secondo i dati, i social network possono aiutare i loro utenti a soddisfare la maggior parte dei loro bisogni, quali esigenze di sicurezza, esigenze associative, fabbisogno stimato ed esigenze di autorealizzazione. Questa ipotesi sembra però riduttiva, non in grado di spiegare tutto il successo dei social network.

Secondo una recente ricerca condotta da alcuni psicologi dell’Università IULM e dell’Università Cattolica di Milano, i social network hanno la capacità di fornire una sicurezza intrinseca. Si inizia a creare un profilo Facebook per curiosità, poi si mantiene per piacere intrinseco, per la sensazione di coinvolgimento e di assorbimento che gli utenti provano.

Altra motivazione che spinge le persone a far parte di un social network potrebbe essere la necessità di lasciare una traccia di sé, di costruire uno sorta di memoria storica delle proprie attività. Proprio in merito a quest’ultima ipotesi, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, avendo capito la voglia degli utenti di lasciare un segno della loro storia e del loro passaggio nel mondo virtuale, ha modificato l’aspetto di Facebook l’introducendo di Timeline, una sorta di “diario aperto” che permette agli utenti di conservare non solo gli aggiornamenti più recenti, ma di esplorare fatti e notizie di periodi precedenti. Il profilo è diventato un vero e proprio diario in cui si sceglie la fotografia di copertina e dove tutti gli amici possono vedere un archivio diviso in anni per rivedere ciò che è stato scritto e pubblicato. Probabilmente si potranno aprire nuove indagini sulla personalità degli utenti.

Le molteplici informazioni online possono dirci qualcosa sulla vita reale delle persone?

Nel processo di creazione di un profilo, le persone, attraverso ciò che condividono e ciò che scrivono, possono rivelare molto su se stesse e sui tratti della loro personalità. Quest’ultima è diventata oggetto di studio di numerose ricerche: alcuni hanno analizzato le somiglianze tra la personalità online e offline mentre altri hanno notato l’influenza della personalità sul modo di utilizzare il Social Network (tempo trascorso online, condivisione di foto, post).

I risultati mostrano che i soggetti non utilizzerebbero i social network per promuovere un’immagine idealizzata di loro stessi, ma il profilo online sarebbe un ottimo mezzo per esprimere e comunicare la loro personalità reale. Le persone sarebbero disposte a rivelare il proprio sé sui social network, più di quanto non lo siano nella vita reale. Questo perché all’interno di una rete di amici virtuali si possono condividere i pensieri con un minor rischio di disapprovazione o di sanzione sociale.

Ci sono ricadute negative psicologiche o conseguenze comportamentali nella vita reale di chi usa un social-media?

Se è vero che i social media possono rappresentare nuove opportunità in molti settori, bisogna essere consapevoli che essi sono in grado di creare nuovi problemi e comportamenti disfunzionali, quali ad esempio il cambio di identità, i comportamenti aggressivi, lo stalking, la violazione e l’abuso di informazioni. Una caratteristica dei Social Network è quella di creare un ambiente in cui il mondo reale si fonde con il mondo virtuale, un ambiente in cui le persone possono gestire la propria identità social e la loro rete di contatti, un ambiente che porta la persona a creare una “identità fluida“, flessibile, precaria, imprevedibile e incerta.

Se per un adulto può essere un vantaggio avere un’identità fluida, per un adolescente che sta cercando di costruire il proprio Io questo potrebbe diventare un problema, rallentando il processo di costruzione dell’identità.

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Il Dott. Luca Mazzucchelli è fondatore del Servizio Italiano di Psicologia Online, prima realtà di supporto psicologico a distanza in Italia, e collabora con diverse multinazionali aiutandole nella produzione di video psicologico-divulgativi rivolti a professionisti ed appassionati di psicologia. Ha lavorato con alcune importanti realtà del terzo settore e collaborato con diverse Università e Ordini Professionali. E’ Direttore della rivista “Psicologia Contemporanea”.
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