08 Gennaio 2021 |

Pakistan, la provincia del Pujab dichiara illegali i test della verginità

di Alice Marchese

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In molti Paesi il test viene richiesto per comprovare lo stupro denunciato, oppure per motivazioni lavorative, in altri ancora è utilizzato come forma di umiliazione e intimidazione di donne condotte in arresto soprattutto per motivi politici

Decisione storica che ha comportato la vittoria degli attivisti, mettendo fine ad una pratica invasiva e umiliante che lede i diritti umani e l’integrità di una donna vittima di stupro: in Pakistan un tribunale regionale, in Punjab, ha dichiarato illegale il test di verginità, ritenuto inoltre un esame non rilevante, sottolineato da uno dei giudici della Alta Corte di Lahore, Ayesha Malik.

Oltre a calpestare la dignità di una donna, si ricorre all’uso della forza, della minaccia o della coercizione affinché ella si sottoponga al test. Si tiene conto principalmente della volontà, del futuro sposo. Inoltre viene anteposta la virtù della ragazza in questione, identificata unicamente come un valore sociale.

In molti Paesi il test viene richiesto per comprovare lo stupro denunciato, oppure per motivazioni lavorative, in altri ancora è utilizzato come forma di umiliazione e intimidazione di donne condotte in arresto soprattutto per motivi politici.

La valenza dei certificati di verginità era stata già ampiamente discussa e si era aperto un dibattito per introdurre una legge che li vietasse.
Nelle famiglie più integraliste vi sono le ragazze per i quali i futuri sposi richiedono che vengano sottoposte a questo test per dimostrare la loro purezza in vista delle nozze.

Pubblicato nel 2018 dall’Oms, dall’Onu e dall’Ente delle Nazioni unite per l’eguaglianza di genere e l’empowerment femminile un report dal titolo “Eliminare i test di verginità”.
A rendere noto il significato di suddetta pratica è proprio questo documento, altresì detto come esami delle “due dita” o esami vaginali. Più specificatamente riporta così il testo.

“Ispezioni dei genitali femminili volte a determinare se una donna o una ragazza ha avuto rapporti sessuali. L’esame non ha alcun valore scientifico o indicazione clinica perché l’aspetto dell’imene (una membrana mucosa che si estende da un lato all’altro della vagina) non è un elemento che dimostra con affidabilità un avvenuto rapporto sessuale e non esistono esami noti che possano provare la storia un rapporto sessuale”.

“La pratica è una violazione dei diritti umani della vittima ed è associata a conseguenze a breve e lungo termine che possono danneggiare la salute della donna dal punto di vista fisico, psicologico e sociale”.

Secondo l’Oms il futuro dei test della verginità dipende dalle azioni dei vari Paesi, che dovrebbero renderli illegali, e dei loro sistemi sanitari. Nonostante l’evidenza scientifica, la formazione di medici e ginecologi non è ancora aggiornata a riguardo e sono tanti gli specialisti che acconsentono alla pratica.

L’Oms consiglia di far conoscere l’inesistenza di validità scientifica e utilità clinica dei test, il rischio di problemi sanitari per le donne che li subiscono.
Ma non solo, suggerisce ai medici di imparare a declinare le richieste, di saper consigliare le donne e le loro famiglie.
Infine pone l’accento sull’educare i ragazzi e gli uomini al rispetto dell’autonomia fisica di ragazze e donne e alla praticata del sesso solo con il consenso.