Sexting: cos’è, cosa significa, e come sperimentare il sesso virtuale

di Redazione


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Cosa vuol dire fare sexting? Forse ne hai già sentito parlare, ma non hai ancora ben chiaro di cosa si tratti, o forse vorresti provare, ma non sai se ne sei grado. Una guida completa ed esaustiva sull’argomento: dove farlo, quali sono le buone regole da rispettare, cosa evitare. Approfondiremo insieme quanto è diffuso tra i giovani, quando e come può diventare un reato, quali sono i suoi pericoli e come si fa in sicurezza.

Cos’è il sexting?

Sexting, cos’è? Partiamo da una definizione semplice: è l’invio di messaggi, testi, video o immagini sessualmente espliciti. Se ti stai chiedendo cosa significa sexting, sappi che questo termine deriva dall’unione delle parole inglesi “sex“, cioè “sesso“, e “texting“, cioè “messaggiare“. Consiste quindi nella pratica di scambiare messaggi a contenuto erotico. La definizione compare per la prima volta nel 2005, in un articolo della rivista australiana Sunday Telegraph Magazine, mentre il suo ingresso in un dizionario risale al 2012. Come è facile intuire, dunque, si tratta di una pratica di recente invenzione.

Se ti sei dunque posto la fatidica domanda relativa a sexting significato in italiano, hai trovato una risposta: uno scambio di messaggi erotici. I contenuti possono essere semplicemente ammiccanti o arrivare anche al nudo vero e proprio. Non è necessario che ci siano foto e video: possono anche essere solo parole, racconti, fantasie erotiche e allusioni.

Prima di procedere, è molto importante fare una importante precisazione. Dato che il sexting è una pratica che chiama in causa la sfera intima, è fondamentale che venga fatta con consapevolezza e in sicurezza. Entrambe le persone devono essere consce di ciò che stanno facendo e non sentirsi in alcun modo forzate all’interazione, né a disagio con il tipo di contenuti.

Come e con chi fare sexting

Capire come si pratica il sexting, può non essere facile per tutti. Come abbiamo anticipato, si tratta di uno scambio di messaggi che chiama in causa la sfera intima e quella della sessualità. È probabile, dunque, che per alcuni possa non essere molto semplice cimentarsi in un’attività di questo tipo. In generale, sappi che ognuno può gestirla come preferisce, nel senso che può stabilire i livelli di interazione – e come e quanto vuole spingersi oltre.

Tendenzialmente, potremmo definirla come una forma di flirt a distanza. Proprio la distanza, dunque, è il fattore che fa la differenza, perché mette un po’ di “pepe” nella conversazione e permette all’immaginazione di correre. Lo abbiamo già detto, ma ripeterlo non può che essere un bene: non sentirti mai in obbligo di praticare il sexting.

Se, inoltre, la persona con cui vorresti scambiarti i messaggi non si sente a suo agio, non insistere. Rifletti su come, a ruoli inversi, ti sentiresti tu se qualcuno insistesse. Rispetto, consenso ed empatia sono condizioni fondamentali.

Si può fare sexting con il partner abituale, con un compagno o una compagna occasionale o con un amico o un’amica. Dipende tutto dal fatto che lo si voglia o non lo si voglia fare, l’unica “regola” potrebbe essere questa questa.

Servono app specifiche per il sexting?

Risposta breve: no, non servono app specifiche per il sexting, almeno da un punto di vista “tecnico”. Basta , infatti, avere una qualsiasi app per lo scambio di messaggi, come ad esempio WhatsApp ma… c’è, appunto, un “ma”. Dato che ci si potrebbero anche scambiare foto intime, è fondamentale tutelare al massimo la propria privacy.

Questo significa che, ad esempio, è meglio usare un sistema di messaggistica che offra la possibilità di mandare messaggi crittografati o, comunque, in cui i contenuti inviati si “smaterializzano” una volta visualizzati.

Tra le app da usare per il sexting, ad esempio, ci sono Snapchat, ma anche alcune come Nude, Rumuki e Confide. Il consiglio è ricorrere a una di queste, soprattutto quando non si conosce bene la persona che c’è dall’altra parte: in questo modo, le foto o i video si “autodistruggeranno” subito dopo la visualizzazione.

Sexting: cos'è, cosa significa, e come sperimentare il sesso virtuale
Sexting, guida completa

La diffusione del fenomeno sexting tra giovani e adolescenti

Il sexting è un fenomeno molto comune anche tra gli adolescenti: un dato normale, se si considera che rientra nel processo di costruzione e scoperta della propria identità, molto comune in questo periodo della vita. Non è dunque, qualcosa di nuovo, ma sicuramente utilizza modalità diverse, sulla scia dell’evoluzione tecnologica. Soprattutto i giovanissimi, potrebbero vivere questa pratica come una dimostrazione di amore e fiducia verso i partner, ma anche come un modo per divertirsi e sentirsi grandi.

L’utilizzo di forme di comunicazione “mediate”, sicuramente, fa sentire più liberi gli adolescenti, che riescono a sperimentare e mettersi in gioco, con meno pudore. Ovviamente, soprattutto quando si parla di minori, diventa fondamentale parlare delle conseguenze del sexting.

Le immagini di nudo o quelle a sfondo erotico non sono contenuti “neutri”, quindi è importante che si sappia cosa implicano la loro produzione, l’invio e la condivisione. Anche l’associazione Save the Children si è occupata dell’argomento, dedicando un approfondimento in cui si evidenziano in particolar modo le possibili conseguenze.

Quando si perde il controllo delle immagini, la diffusione online e sui social network non è molto gestibile. Il confine con il revenge porn, il cyberbullismo o la sextorsion (cioè la minaccia di diffusione dei materiali per ledere la reputazione) è molto labile.

Non è inoltre da escludere che alcuni dei comportamenti del sexting possano sfociare in reati connessi con la pedopornografia. Secondo un recente parere emesso del Comitato di Lanzarote del Consiglio d’Europa (l’organismo che monitora l’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali), il “sexting” tra minori non costituisce una condotta connessa alla “pedopornografia”, se destinato esclusivamente all’uso privato dei minori. Sempre secondo questo parere, però, i minori costretti a tale condotta dovrebbero essere affidati ai servizi di assistenza alle vittime e non essere perseguiti penalmente.

Quando si parla di adolescenti, non sono da sottovalutare le conseguenze emotive, che riguardano affettività e tema del consenso. Ragazze e ragazzi potrebbero sentirsi in dovere di fare sexting per la pressione sociale (“lo fanno tutti o tutte”) o per ricatti o minacce, così come per problemi di autostima. È importante che i giovani si sentano liberi di esprimere tutti i loro dubbi in merito, in modo da prevenire qualsiasi forma di abuso.

A questo punto è importante anche capire cosa devono fare gli adulti o i genitori che si rendono conto di interagire con minori o adolescenti che praticano il sexting. Fondamentale comprendere se sia un coinvolgimento volontario o no o se ci siano gli estremi per un adescamento online.

Compreso questo, il dialogo è essenziale. I genitori non dovrebbero limitarsi a giudicare o mettere in luce gli sbagli. Bisognerebbe, invece, sensibilizzare su ciò che si fa e come lo si fa, sui rischi e sul rispetto della privacy.

Qualora ci si trovasse di fronte a immagini diffuse contro la volontà della persona ritratta, è meglio rivolgersi al Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni, al fine di ottenere la rimozione del materiale, per quanto possibile, se online e il blocco della sua diffusione tramite dispositivi mobili. Non bisogna avere timore, né instillare timore o vergogna. È più utile agire con calma e in modo immediato.

I pericoli del sexting

Quando si parla dei rischi di questa pratica, solitamente, si distingue tra: sexting primario, cioè lo scambio di immagini, e secondario, cioè quando un terzo mette i materiali in rete, sfociando in reati di cyberbullismo, cyberstalking o revenge porn. Proprio lo sfruttamento dei contenuti senza consenso, è il pericolo più grave.

Vi ricordiamo che, affinché si possa parlare di sexting sicuro, è necessaria una piena consapevolezza dei soggetti coinvolti, nonché il rispetto del materiale ricevuto. La realtà, purtroppo, non rispecchia sempre questo atteggiamento, quindi potrebbe verificarsi una di queste situazioni:

  • Sindrome da trofeo: è possibile che un contenuto possa essere ri-condiviso senza consenso, tra amici e conoscenti del ricevente, allo scopo di vantarsi;
  • Perdita di controllo: potrebbe diventare impossibile risalire sia al numero di persone che possiedono un contenuto, sia alla fonte iniziale di divulgazione;
  • Disidentificazione del corpo: la totale perdita di controllo della divulgazione del materiale, porta ad una rischiosa perdita di definizione di sé e di come ci si presenta. Una persona che cerca contenuti su un’altra attraverso i social, può incorrere in materiale sessuale pubblicato contro la volontà del diretto interessato: questo può compromettere l’identità e il rispetto dello stesso;
  • Dipendenza/patologia: il sexting può causare una forma di dipendenza;
  • Adescamento da parte di soggetti abusanti;
  • Umiliazione e senso di colpa: anche in questo caso, è una conseguenza della divulgazione contro la propria volontà, con conseguenze negative per i soggetti ritratti in video, foto e materiali;
  • Bullismo;
  • Revenge porn.

Fare sexting è illegale?

Molti si chiedono: fare sexting è reato? La risposta a questa domanda è tendenzialmente semplice. Il sexting non è un reato, di per sé, quindi non è illecito praticarlo, ma solo se è messo in atto da soggetti consenzienti.

Può diventare un reato, quando comprende forme di estorsione o di vendetta, come nel caso di revenge porn, e nei casi nei quali nello scambio di foto o video hot sono coinvolti minorenni. Il confine, dunque, potrebbe essere non sempre chiaro e, soprattutto, molto labile. Per questo motivo, proseguiremo nella nostra guida con i consigli utili, in modo da tutelarsi.

Consigli per fare sexting in sicurezza

Come fare sexting in modo sicuro? Anzitutto, è importante sapere che esistono delle app più sicure delle altre per scambiarsi materiale foto e video, come Rumuki o Confide. L’applicazione della crittografia end-to-end delle moderne app di chat e videochiamate, inoltre, protegge solo da eventuali “spioni” esterni alla conversazione, ma non impedisce a chi riceve le nostre foto di condividerle con altri contatti.

Bisogna anche ricordare che lo smartphone della persona con la quale facciamo sexting, potrebbe essere smarrito o rubato o potrebbe prendere un virus. Questo non significa che si debba necessariamente evitare di fare sexting. Vuol dire, però, che bisogna adottare tutti gli accorgimenti del caso per la tutela della privacy, e che si deve fare consapevolmente.

Qualche piccolo trucchetto, potrebbe essere evitare di mostrare il volto o, ancora, evitare di mostrare dei segni che ci facciano riconoscere, come i tatuaggi. Meglio scegliere partner dei quali ci fidiamo e, inoltre, non tenere a lungo il materiale esplicito sullo smartphone. È anche meglio installare un ottimo antivirus, al fine di ridurre il rischio virus e violazione.

Ancora, per proteggere foto e video, si può installare sullo smartphone un’app che blocchi l’accesso alle immagini della gallery o di una cartella.

Chi cerca qualche esempio di sexting, può partire da un’utile consiglio: tutto dipende dal tipo di relazione che si ha con la persona che c’è dall’altro lato dello smartphone. L’importante è divertirsi e giocare senza mai sfociare nei comportamenti aggressivi o sgradevoli. Sì ai messaggi sinceri, dunque, così come al racconto delle proprie fantasie, ma sempre nel pieno rispetto reciproco. Via libera a domande e dichiarazioni ammiccanti, nonché a proposte giocose e divertenti.

Foto: Depositphotos.com.

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