Cristina D’Avena, 40 anni di carriera con un nuovo album

di Romina Ferrante

Cristina D’Avena, l’artista bolognese amata da generazioni di bambini, celebra i suoi 40 anni di carriera con il nuovo album “40 – Il sogno continua”.

Un regalo unico per chi desidera rivivere le atmosfere di quando era bambino, con i più grandi successi di Cristina D’Avena, ma anche duetti e brani inediti.

Due versioni del cofanetto

L’album è uscito il 25 novembre in una duplice versione: la standard edition che include 3 cd e un vinile e la deluxe edition, per un totale di cento brani, cinque cd e un gadget esclusivo.

Il 9 dicembre uscirà anche un’edizione limitata e numerata, il vinile color cristallo, che di certo andrà a ruba tra i collezionisti.

Tanti i duetti inediti con artisti della canzone italiana, da Orietta Berti a Myss Keta, da Lorella Cuccarini a Elettra Lamborghini, da Cristiano Malgioglio ad Albe e poi ancora Alfa, Jr Stit e Dj Matrix & Amedeo Preziosi, l’inedito di Natale dal titolo L’altro Natale scritto da Niccolò Agliardi e Bungaro, le incisioni originali delle sigle più amate dal 1982 al 2019, le canzoni dei telefilm che l’hanno vista protagonista negli anni ’80-’90 e altri inediti e rarità.

“Dopo 40 anni posso dirlo, ho vinto io”

Alla trasmissione TV Le Iene Cristina D’Avena si è detta soddisfatta del percorso fin qui fatto, nonostante la sua musica sia stata considerata sempre musica di serie B e in pochi abbiano scommesso su di lei.

“Dopo 40 anni di carriera posso dirlo, ho vinto io, sì perché quelle canzone per bambini le ho portate nel tempio della grande musica, a Sanremo, ma soprattutto le ho portate nel tempo. E sulle loro note ho duettato con 40 stimatissimi colleghi. Finalmente ho avuto il riconoscimento che aspettavo- ha sottolineato la cantante- e se qualcuno oggi dice che sono solo canzoni per bambini, beh non lo prendo come insulto, anzi, perché quando le ascolti si apre una finestra sul passato che tutti teniamo sempre chiusa. Un po’ per pudore o per paura del giudizio altrui”.

E poi ha così concluso: “Non c’è nulla di cui vergognarsi a tornare bambini. Ai miei concerti dal palco vedo persone di tutte le età che in quelle parole ritrovano una parte di sé. C’è chi piange, c’è chi ride, ma tutti sono felici di stare lì, circondati da persona che li capiscono e, contemporaneamente anche da un’altra parte, in un tempo antico dove, per un istante, tutto è ancora bellissimo, possibile. Sapete cos’è? È il tempo dell’infanzia. Dove tutto in quell’attimo è quasi magia”.

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