Translucenza nucale: cos’è, quando si fa e come si esegue

di Paola Medori


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Cos’è la traslucenza nucale

La traslucenza nucale è un esame per le future mamme consigliato e privo di effetti collaterali: praticamente è un’ecografia addominale che viene eseguita per scoprire se sono presenti delle anomalie cromosomiche fetali. Questo metodo non invasivo è stato scoperto negli anni Novanta dal Prof. Nicolaides al King’s College di Londra, che ha osservato come l’aumento di liquido nucale, ovvero la translucenza nucale, fosse più evidente nei feti affetti da sindrome di Down.

Quando e come si esegue

Il momento migliore per effettuare la misurazione della translucenza nucale è tra la 11° e la fine della 14° settimana di gravidanza, momento in cui la differenza nello spessore della piega nucale è particolarmente evidente. Questa ecografia speciale analizza, grazie agli ultrasuoni, l’area che si trova dietro il collo del bebè, il cui livello di crescita è direttamente proporzionale al rischio di anomalie cromosomiche e malformazioni congenite.

Qualora la translucenza dovesse evidenziare qualcosa di anomalo, al fine di togliersi qualche dubbio sul corretto sviluppo del feto nell’utero materno, la gestante dovrà sottoporsi ad un prelievo di sangue che permette di effettuare il bitest, rilevando la concentrazione di due ormoni, che sono collegati con alterazioni cromosomiche nel feto, BHCG e PAPP_A prodotti dalla placenta.

L’ esame della translucenza nucale incrociato con i risultati ematici del bitest fornisce dei risultati piuttosto precisi sulla salute del bambino.

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