Quali sono i rischi di pubblicare le foto dei bambini sui social?

di Manuela Zanni

Oggi facebook, Instagram e altri social network sono pieni di immagini di bambini. Ma è giusto che i genitori espongano così tanto la vita dei figli su Internet? Non solo è una violazione della loro privacy, ma in alcuni casi si mette a rischio la loro sicurezza. Vediamo, di seguito, alcune regole che sarebbe buona norma seguire per una corretta condivisione. 

I rischi dei social network

Prima ancora che nascano i bambini sono già star dei social che si alimentano delle loro immagini. A  cominciare dalle foto di ecografie, poi immagini del parto, poi neonati e così via. Secondo un sondaggio del 2010 negli Usa sono più del 90% i bambini messi online. C’è, tuttavia,  da chiedersi è se è giusto che i genitori raccontino tutto, ma proprio tutto dei propri figli a Internet, visto che i dati in rete permangono per molto tempo e quali sono quindi i rischi per loro.


La salvaguardia della sicurezza dei bambini

Stacey Steinberg, docente di legge al Levin college of Law, Università della Florida, e direttrice associata del Centro per i bambini e la famiglia, spiega al sito americano The Atlantic quali possono essere i rischi quando si parla di figli sui social. Un esempio tra tutti è che l’annuncio su un social la nascita del figlio scrivendo nome e data di nascita, potrebbe esporre il bambino al rischio di furto d’identità. E ancora è sbagliato pubblicare informazioni sul posto in cui si trovano i figli,  mettendo potenzialmente a rischio la loro sicurezza.

Bisogna  salvaguardare la privacy dei bambini

Nello studio Sharenting: children’s privacy in the age of social media, pubblicato nel 2017 sull'”Emory law journal”, Steinberg racconta l’episodio di una blogger che ha pubblicato le foto dei suoi gemelli mentre imparavano a usare il vasino. “In seguito ha scoperto che degli sconosciuti avevano avuto accesso alle foto, le avevano scaricate, modificate e condivise su un sito di pedofili“.

La condivisione sui gruppi non diminuisce i rischià

La scelta di condividere le foto usando un gruppo privato su Facebook o un account privato su Instagram non diminuisce i rischi. “Di solito in un gruppo privato c’è l’illusione che tutti quelli che ne fanno parte si conoscano”, continua Steinberg. “Quindi il genitore non solo deve fidarsi del fatto che le persone con cui sceglie di condividere le immagini non le useranno in alcun modo, ma deve anche confidare nel fatto che quelle persone siano a loro volta attente alla privacy, abbiano il controllo su chi può usare i loro profili sui social network.

Le linee guida per la condivisione su Internet

Molti genitori pensano che le impostazioni sulla privacy siano una rete di protezione sufficiente perciò condividono le foto con il gruppo senza pensarci troppo. In realtà anche questi post possono raggiungere un pubblico molto vasto” avvisa Steinberg. I nativi digitali, cioè i ragazzini, sono più attenti alla privacy dei loro genitori, grazie ad applicazioni come Snapchat, che permettono di comunicare in modo meno permanente.

Tra le regole utili per proteggere i piccoli  potrebbero esserci: dare ai bambini un “potere di veto” su ciò che viene pubblicato online. Secondo la Steinberg già a quattro anni i bambini hanno un senso di sé. E quindi i genitori dovrebbero chiedergli se vogliono che amici e familiari vedano le loro foto.

Regola principale: “Condividete solo ciò che mostrereste in pubblico”

Steinberg non vuole vietare in assoluto ai genitori di condividere le immagini dei figli, utili se ci sono dei familiari che vivono lontani. Ma i benefici della condivisione non devono far dimenticare i danni che potrebbero causare. “La realtà è che le informazioni condivise dai genitori potrebbero emergere ancora dopo anni su i Google”, dice Steinberg. “E non sappiamo quali saranno gli obiettivi dei nostri figli quando diventeranno adulti“.

 


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