Violenza sulle donne, il “microcredito di libertà” per diventare imprenditrici

di Manuela Zanni

Molte donne sono vittima di violenza domestica perché, non avendo indipendenza economica, non se ne possono andare dalle loro case. Il Governo è voluto venire incontro a questa esigenza e ha istituito un fondo di 3 milioni di euro che servirà a finanziare quello che è stato definito “microcredito di libertà”. Pochi soldi, un piccolo prestito per chi vuole uscire da situazioni degradanti e sfuggire alla violenze domestiche.

Cos’è il “microcredito di libertà”

Hanno accettato subito l’invito governativo Abi, Caritas, Federcasse e Ente per il microcredito così da supportare fattivamente le richieste che giungeranno da tutta Italia. “Come credito cooperativo – ha sottolineato Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse – ci attiveremo con le federazioni locali delle banche di credito cooperativo e con le capogruppo dei gruppi bancari per individuare quanto prima i più efficaci canali di coinvolgimento delle 250 banche di credito cooperativo, casse rurali e casse Raiffeisen nel progetto”.

violenza economica

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 Il microcredito alle imprese

Il microcredito a sostegno della nascita delle nuove piccole e medie imprese sta diventando sempre più una realtà consolidata nel mondo dei finanziamenti. In più, il microcredito alle Pmi sta crescendo anche grazie alla stretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Le banche offrono una serie di servizi a soggetti altrimenti “non bancabili“, ovvero che non potrebbero ricevere il necessario sostegno per la creazione di una nuova impresa. Infine, il recente protocollo di Microcredito di Libertà ha esteso la possibilità di finanziamenti che possono essere richiesti dalle donne vittime di violenze.

In cosa consiste il microcredito di Liberà per le donne vittime di violenza

Il 3 dicembre 2021, il ministro per le Pari Opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, l’Associazione bancaria italiana (Abi), la Federazione italiana delle Banche di Credito cooperativo e Casse Rurali (Federcase), l’Ente nazionale per il Microcredito e la Caritas Italiana hanno sottoscritto un protocollo di intesa per il Microcredito di Libertà.  Si tratta di uno strumento finanziario per l’emancipazione economica delle donne che abbiano subito violenza e che mira anche a favorire le richieste di finanziamento per far nascere nuove imprese a conduzione femminile.

Microcredito di Libertà delle donne, la garanzia offerta dallo strumento

Il Microcredito, inoltre, si propone come obiettivo quello dell’abbattimento del Taeg sui finanziamenti, sia che si tratti di microcredito di impresa, che di quello “sociale”.  In casi di finanziamento di Microcredito sociale, la garanzia sale al 100%. A prevederlo è un nuovo fondo di garanzia istituito dal Dipartimento delle Pari Opportunità con una dotazione di partenza di 3 milioni di euro (Fondo di Garanzia per il Microcredito di Libertà).

Quali sono i sostegni offerti dalle banche alle piccole e medie imprese?

Partner del microcredito per il sostegno alle nuove piccole e medie imprese, sia nelle formule tradizionali che nel nascente aiuto alle donne vittime di violenza, sono gli istituti bancari. Il gruppo Intesa Sanpaolo offre la possibilità dello strumento Finanziamento Microcredito Imprenditoriale. Si tratta di finanziamenti erogati a favore delle nuove Pmi. Finora, nei numeri, lo strumento ha sostenuto circa 3.500 progetti per un totale di 78 milioni di euro erogati.

I servizi offerti da Unicredit

Il servizio Microcredito offerto da Unicredit è più recente ed è partito dallo scorso mese di settembre. Le possibilità di finanziamento mirano a realizzare progetti di micro imprese sociali. Finora sono stati concessi 4.819 prestiti per un complessivo di finanziamenti pari a circa 99 milioni di euro. Circa un terzo dei finanziamenti è andato a donne imprenditrici. I giovani under 35 risultano destinatari di una buona parte dei finanziamenti Microcredito. Bnl del gruppo Bnp Paribas sta erogando finanziamenti Microcredito soprattutto a giovani interessati ad aprire nuove attività nei settori dell’artigianato, del commercio, della ristorazione e dei servizi privati.

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Alcuni dati sulle donne imprenditrici

Dai dati sulle richieste di microcredito per la nascita di nuove piccole e medie imprese relative all’anno 2021, emerge quale sia l’andamento della domanda di finanziamenti. In particolare: in totale le richieste di Microcredito agli istituti bancari che aderiscono alla convezione nel 2021 sono risultate essere 9.704; le consulenze fornite dagli sportelli territoriali e dagli agenti sono state 3.939; nel 2021 le donne hanno chiesto crediti per far nascere nuove imprese nel 41% delle pratiche rispetto al 59% degli uomini; la fascia di età per la quale le richieste siano state maggiori è quella dai 15 ai 39 anni (per il 62% delle domande). Il restante è di nuovi imprenditori dai 40 agli 83 anni; la nazionalità dei richiedenti è per il 92% di cittadini italiani e per il restante estera.

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