Violenza (economica) sulle donne, un fenomeno difficile da far emergere

di Manuela Zanni

Tra i tanti tipi di violenza contro le donne che la Giornata Internazionale che si celebra il 25 novembre vuole fare emergere vi è la cosiddetta violenza economica con la quale si configura quel tipo di sopruso perpetrato nei confronti delle donne che  non hanno una indipendenza economica. Basti pensare che  il 37% non dispone di un conto corrente dal momento che non tutte hanno la possibilità di lavorare.

Cos’è la violenza economica

La violenza economica rientra tra le forme di violenza cui le donne sono sottoposte. Non bisogna andare indietro nel tempo per parlare di donne e di dipendenza economica: basta osservare la realtà odierna. Ad oggi, infatti, siamo sì libere di metterci smalto e rossetto – e comunque non dappertutto – così come di uscire, frequentare luoghi e persone ma davvero abbiamo tutte un’indipendenza economica tale che ci consenta di decidere come, dove e soprattutto con chi vivere?

violenza economica

Violenza contro le donne.

Una tacita sottomissione

Oltre naturalmente al sommerso di aggressioni e violenze quotidiane perpetrate nel tempo: un fenomeno trasversale che colpisce donne e uomini di estrazione culturale eterogenea.  Se da un lato è semplice, seppur terribile, capire di essere vittime di violenza fisica, molto più difficile comprendere altri tipi di sottomissione in grado di minare il nostro benessere. Può capitare anche sul lavoro, naturalmente, e succede molto più spesso di quanto si possa pensare.

I tre volti della violenza sulle donne: fisica, psicologica, economica

La violenza psicologica è un cancro dell’anima che comincia piano piano e che, se preso troppo tardi, non lascia scampo. Non si parla solo di omicidio. Si può essere uccisi lentamente giorno per giorno senza neanche accorgersene.  La privazione della libertà personale barattata con uno pseudo amore è quanto di più terrificante possa esserci, ma noi donne rischiamo ancora di caderci scambiando l’amore con  una forma perversa di possesso.

Il lavoro come ambito di emancipazione femminile

Un aspetto cruciale nella vita delle donne è sicuramente il lavoro. Se, da una parte,  Giorgia Meloni, Samantha Cristoforetti, Chiara Ferragni e tante altre “ce l’hanno fatta”, tante altre donne sono senza lavoro. Secondo  un’indagine del Sole 24 ore  4 donne su 10 tra i 35 e i 44 anni non lavorano e salgono a 7 su 10 se consideriamo anche quelle che studiano. Con l’aumentare dell’età cresce inoltre la percentuale di disoccupazione: 42% nella fascia 30-69 anni con un picco del 58% al Sud. Da considerare poi il gap tra occupazione maschile e femminile: in Italia siamo al 23.2% contro una media europea del 12%. Da un punto di vista della retribuzione, poi, il divario salariale di genere o Equal Pay Gap, è inaccettabile: a parità di mansione una donna percepisce il 10% in meno rispetto ad un uomo. Ciò significa, in altre parole che una donna, in un anno, lavora praticamente gratis per ben 40 giorni. Il quadro generale, è evidente, non appare per niente confortante.

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La violenza economica sommersa

Bisogna altresì portare a galla il sommerso della violenza economica, quasi sempre sottovalutata e spesso non riconosciuta dalle vittime stesse. Ma che cosa si intende davvero per violenza economica? Di fatto l’impossibilità della donna di prendere concretamente parte alla gestione della famiglia da un punto di vista economico e, quindi, decisionale. Nella maggior parte dei casi le donne non riescono a rendersi conto di come la dipendenza economica incida pesantemente sulla loro capacità di affrancarsi da relazioni tossiche dove l’aspetto più evidente risulta essere la violenza fisica.

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Quando si può parlare di violenza economica

In una relazione c’è violenza economica laddove uno dei due coniugi vive nell’impossibilità di conoscere il reddito familiare, di possedere una carta di credito o un bancomat. E laddove non si possa disporre liberamente del proprio denaro e di essere sempre controllate su quantità e modalità di spesa. Ecco, anche le nuove generazioni dovrebbero essere ben preparate in merito a questi aspetti che, troppo spesso, appaiono normali se inseriti in un rapporto di coppia. L’indipendenza economica è davvero un tassello fondamentale per la donna affinché possa realizzare la propria esistenza in base ai propri desideri e aspettative.

 

 


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