‘Gomorra’ e ‘Mare Fuori’, Polizia Penitenziaria: “Irretiscono chi vive nel disagio”

di Manuela Zanni


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In una nota il sindacato di polizia penitenziaria Uspp, ha sottolineato con il segretario per la Campania Ciro Auricchio, il ruolo determinante che avrebbero serie televisive come Gomorra e Mare Fuori nel verificarsi di alcuni recenti accadimenti.

Uspp, “Gomorra come Mare Fuori irretiscono chi vive nel disagio”

Secondo l‘Uspp, infatti, sarebbe emblematico il ferimento, avvenuto lo scorso 11 dicembre in pieno centro a Napoli, di un ex attore del film “La paranza dei bambini” Ciro Vecchione, ritenuto legato a un gruppo criminale del quartiere Sanità che era in auto con la sua fidanzata minorenne.

“I giovani emulano le serie televisive”

“Serie come ‘Gomorra’ o ‘Mare Fuori’ irretiscono i giovani e non solo quelli che vivono nel disagio. La tendenza sempre più diffusa tra i giovani è quella di emulare modelli criminali ispirati da serie tv o dai testi dei trapper che esaltano atteggiamenti mafiosi-camorristici e contestano istituzioni e forze di polizia”.

“Molte baby gang adottano i modelli criminali visti in tv”

Baby gang e giovani killer, – sottolinea Auricchio – si aggirano in pieno centro città tra donne e bambini, eseguendo stese e sparando all’impazzata, provocando anche vittime innocenti, com’è successo qualche giorno fa quando con ottanta colpi si è cercato di uccidere un giovane, Nicola Giuseppe Moffa, ritenuto responsabile dell’agguato a Vecchione”.

“Messaggio diseducativo”

“Già qualche anno fa un altro quindicenne – continua il sindacalista – attore nello stesso film venne arrestato in quanto ritenuto responsabile del ferimento di un 17enne”. L’Uspp sollecita “una profonda riflessione sugli effetti devastanti di emulazione dello stile criminale esaltato da questi film e da certe fiction tv e sul messaggio diseducativo che purtroppo fa presa su un pubblico troppo giovane”.

“È naturale – dice ancora il segretario regionale Auricchio – che tali influenze siano da ritenersi ancora più nocive in una città come Napoli, piuttosto che in altri contesti territoriali, dal momento che in alcuni quartieri partenopei e in buona parte della provincia di Napoli si vive purtroppo a stretto contatto con questi modelli”.

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