Sanremo 2024: polemica su spot omosex di Pupa, Pillon: “Ormai il festival è Lgbtq”

di Manuela Zanni


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A soli cinque giorni dall’inizio del Festival di Sanremo 2024, le polemiche, come da tradizione, sono già iniziate. L’ultima bufera riguarda lo spot realizzato da Pupa in occasione della kermesse canora. Scopriamo, di seguito, cosa è accaduto.

Lo spot di Pupa

In uscita la prossima settimana, il video è stato pubblicato in anteprima da Affari Italiani e si tratta di un trionfo del mondo arcobaleno: un altare, un uomo e una donna in attesa del fatidico sì, una ragazza che irrompe in Chiesa e si porta via la sposa sotto la pioggia, prima che il matrimonio si celebri, salendo con lei su un autobus verso una nuova vita.

Lo scontro tra Pillon e l’Arcigay

In men che non si dica, lo spot ha acceso uno scontro che ha visto protagonisti il leghista Simone Pillon e l’Arcigay. Trenta secondi di spot hanno regalato la prima baruffa in ottica Sanremo ( e non sarà certo l’ultima).

Pillon: “Sanremo sempre più Lgbtq”

La presenza arcobaleno al Festival è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni e Pupa avrà deciso di cavalcare l’onda con una pubblicità che strizza l’occhio al mondo Lgbtq. Pillon non ha utilizzato troppi giri di parole: “Questo spot rientra nello schema della normalizzazione a tutti i costi delle relazioni omosessuali. Se a noi adulti lascia indifferenti, è invece un potente strumento di indottrinamento per i ragazzini”.

“Si rischia il ‘contagio’ sociale”

Per l’esponente del Carroccio si tratta di una propaganda sapientemente orchestrata che ha la finalità di portare avanti un contagio sociale: “Le conseguenze sono quelle che vediamo con l’aumento della disforia di genere, la confusione di orientamento sessuale nei ragazzini e a farne le spese sono loro. Se andiamo avanti cosi dovremo mettere l’avviso ‘questo spot nuoce gravemente all’orientamento sessuale dei giovani”.

 “Lo trovo stucchevole”

Il giudizio di Pillon è severo, l’indottrinamento arcobaleno va avanti da anni e ormai Sanremo è diventato un festival lgbtq: “Che si continui così lo trovo veramente stucchevole”. Ma le posizioni del leghista non sono passate inosservate all’Arcigay, che ha replicato per le rime con la presidente nazionale Natascia Maesi:”Se Pillon grida allo scandalo di fronte ad uno spot che racconta la fuga di due donne che scelgono di amarsi sfidando le convenzioni sociali e il destino di un matrimonio eterosessuale imposto o non desiderato, è perché crede di vivere ancora nel Medioevo, in un mondo che non c’è più.

La replica dell’ Arcigay

Che gli piaccia o no, le lesbiche esistono e mettono su famiglia”. Per la leader della fazione arcobaleno, nuoce gravemente alla salute dei giovani non è la normalizzazione dell’omosessualità che da loro è già stata sdoganata, ma la mancanza di programmi di educazione all’affettività e al consenso nelle scuole.

“I giovani vogliono essere informati”

Da qui la campagna per piazzare la bandierina: “Sono proprio i giovani a chiederci di essere informati, consapevoli e quindi tutelati dalla violenza che nasce dal pregiudizio. E a loro che dobbiamo dare risposte serie e credibili, invece di riproporre la solita la caccia alle streghe”. Un botta e risposta rovente destinato ad andare avanti per le lunghe che anche quest’anno accenderà l’atmosfera sanremese al di là della musica”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 





 
 
 
 
 

 

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