Carolina Marconi sterile dopo la chemioterapia ma non si arrende

di Manuela Zanni

Carolina Marconi è davvero una tigre. Dopo aver sconfitto il tumore al seno, l’ex concorrente del Grande Fratello, non vuole accantonare il suo sogno di diventare mamma.  Nonostante la chemioterapia  l’abbia resa sterile non si arrende e vuole fare di tutto per poter avere un bambino da crescere insieme al suo compagno Alessandro Tulli.

Carolina Marconi e la raccolta firme per i diritti

Ma non è tutto.  Carolina si batte  anche  per far sì che i diritti dei guariti dal tumore siano rispettati. Per questo motivo ha organizzato  una raccolta firme vuole che la legge italiana cambi e le permetta di adottare un figlio .Al momento, in Italia, chi ha avuto un tumore non può adottare figli, ma nemmeno chiedere un mutuo o un finanziamento: troppo alti i rischi di ricadute. Ma questo vuol dire continuare a sentirsi malati. E per questo Carolina lotta per l’approvazione della legge sul Diritto all’oblio oncologico. Per lo Stato lei, guarita dal tumore al seno, deve aspettare 5 anni per poter pensare a un’adozione. La 44enne desidera far cambiare le cose: le sembra profondamente ingiusto.

Carolina ha congelato solo un ovulo

E al settimanale Chi rivela che, divenuta sterile dopo i lunghi cicli di chemioterapia , prima di sottoporsi alle cure per il cancro, ha congelato un ovulo. Solo uno. «Anche solo per un periodo, le chemio, in sostanza, ti rendono sterile. Così, io, prima di iniziarle, ho congelato un ovulo. Uno solo . Dunque, ho il 10% di possibilità di rimanere incinta: avrei dovuto congelarne 10, ma non potevo fare terapie ormonali con il tumore al seno, sarebbero state un accelerante per il male» ha rivelato Carolina Marconi.

Carolina vorrebbe anche adottare un bambino

 

«Ora, per altro, siccome devo aspettare per provare a rimanere incinta, ho pensato: ‘Intanto adotto un bambino’. Mi sono anche informata sull’utero surrogato, conosco persone che vi hanno fatto ricorso, ma, come dire, per me è troppo. Parlo solo per me, ovviamente. E poi ci sono tanti bambini spaventati, abbandonati… Ma perché devo andare in America, a Los Angeles, stare lì un anno? Ma perché non adottare un bambino cui dare tutto il mio amore? Fra me e Alessandro, i nostri fratelli, le nostre sorelle, i nipoti, i miei e i suoi genitori, c’è una certezza: se adottassimo un bambino, quel bambino crescerebbe viziato-  ha raccontato Carolina e ha continuato amareggiata – Se per i medici sono guarita, per lo Stato non lo sono. Per ogni tipo di tumore bisogna aspetare un tot di tempo: 5 anni, 10, 20… io per il mio devo aspettare 5 anni: potrei adottare, dunque, a 49 anni. E intanto i bambini crescono nelle strutture. È un sistema che va cambiato» ha concluso  la showgirl venezuelana.

Carolina Marconi ” Mi batto per l’oblio oncologico”

 

«Io voglio battermi proprio per l’oblio oncologico, che è già legge in Olanda, in Belgio, in Francia… Con la fondazione l’Associazione italiana oncologia medica stiamo raccogliendo le firme perché chi è guarito non sia più obbligato a dichiarare di avere avuto la malattia: ce ne vogliono centomila, in un mese siamo già a 70 mila».


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