27 agosto 2018 |

I migliori romanzi storici: 10 titoli da avere nella libreria

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Vediamo dieci romanzi storici da avere in libreria! Si tratta di un genere che riesce a regalare tante emozioni e che ci permette di rivivere epoche perdute: ecco alcuni titoli da non perdere!

Leggere un buon romanzo aiuta a riprendere contatto con se stessi, migliora la memoria, la concentrazione e spesso aiuta anche il sonno e il riposo. Tra i generi più apprezzati troviamo i romanzi storici, ambientati in epoche non vissute né da noi che leggiamo e neanche dagli autori che hanno voluto rendere omaggio a un dato periodo storico. Scopriamo insieme quali sono i migliori romanzi storici mai pubblicati!

Federico de Roberto, i Viceré

12.00 € 10.20 €
Sconto del 15%

Helena Janeczek, La ragazza con la Leica

18.00 € 13.50 €
Sconto del 25%

Carla Maria Russo, La bastarda degli Sforza

10.90 € 9.26 €
Sconto del 15%

Ivanhoe, Walter Scott, 1819

Impossibile non citare il romanzo di Walter Scott, universalmente riconosciuto come il primo romanzo storico nella storia della letteratura. La storia si snoda in Inghilterra, nel 1194, dunque è un romanzo storico medioevale, quando la contrapposizione di Sassoni e Normanni aveva visto questi ultimi avere la meglio. Il protagonista è Wilfred di Ivanhoe, figlio del patriota sassone Cedric, che diserederà il figlio per aver seguito nella Terza Crociata il re normanno Riccardo. Wilfred è anche innamorato di Rowena, giovane orfana adottata dalla sua famiglia, di sangue fieramente sassone, che Cedric voleva dare in sposa ad un altro nobile sassone per contrastare così il potere normanno. La trama dunque ha uno sfondo storico preciso, così come molto luoghi realmente esistenti, con una storia d’amore contrastata dei due giovani ad aggiungere  un pizzico di romanticismo.

I promessi sposi, Alessandro Manzoni, 1840

Se finite le scuole riuscissimo a leggere questo romanzo solo per quel che è, ovvero uno splendido spaccato della storia del nostro Paese, scopriremmo davvero un romanzo bellissimo! In quest’opera non manca nulla: l’amore ostacolato, la gioventù, la morte, la volontà dell Provvidenza, la storia scabrosa, fino al lieto fine. Insomma, I promessi sposi rappresenta davvero alla perfezione l’ideale di romanzo storico con ingredienti “extra” che lo rendono anche piacevole grazie ai personaggi che non possono non coinvolgere il lettore e grazie, soprattutto, ad una delle storie d’amore letterarie più famose di sempre! Senza dubbio è tra i romanzi storici italiani da leggere e rileggere senza l’assillo delle interrogazioni.

I tre moschettieri, Alexandre Dumas padre, 1844

Athos, Porthos e Aramis sono i tre moschettieri del re di Francia, Luigi XIII. Nel 1625, il giovane D’Artagnan parte alla volta di Parigi per entrare a far parte del corpo che protegge il sovrano ma, senza saperlo, lungo la strada incontra proprio i tre famosi moschettieri e tutti i tre sfidano a duello il giovane, ognuno per motivi diversi. Il cardinale Richelieu, però, invia le guardie per arrestare i moschettieri, ai quali è interdetto il diritto al duello. In quell’occasione, D’Artagnan combatterà con Aramis, Porthos e Athos, dando prova di coraggio e destrezza. Inizia così un’amicizia che non verrà mai meno per tutto il romanzo, che vedrà tra i protagonisti personaggi storici realmente esistiti, come i già citati Luigi XIII e il cardinale, ma anche la regina Anna e il duca di Buckingham. Un romanzo storico avvincente, adatto anche ai più giovani.

I Viceré, Federico De Roberto, 1894

Ambientato in Sicilia durante i moti risorgimentali, il romanzo storico di De Roberto narra delle avventure della famiglia nobile catanese Uzeda di Francalanza, discendenti di importanti viceré spagnoli ai tempi di Carlo V. L’autore si ispira ad una nobile famiglia davvero esistente, i Paternò, tra i casati più antichi d’Italia. Il romanzo è diviso in tre parti, e inizia nel 1855 con la morte della principessa Teresa, per poi accompagnare tutti i moti risorgimentali, lo sbarco dei Mille, l’unità di Italia, mentre i protagonisti intrecciano relazioni d’amore, cercano di non perdere i privilegi legati alla loro casta e lasciano il posto agli eredi. L’epopea si conclude intorno al 1882, dunque De Roberto cerca di raccontare, mirabilmente, quasi 30 anni del nostro Paese, i più cruciali e decisivi. Uno dei romanzi storici consigliati e immancabili!

La certosa di Parma, Stendhal, 1839

Composto in 52 giorni durante un volontario isolamento dell’autore, Stendhal decise di dare vita a dei personaggi italiani, a cominciare dal protagonista, il giovane Fabrizio del Dongo. Impetuoso e animato dalla passione per Napoleone e le sue imprese, Fabrizio decide di seguire l’armata dell’imperatore ma viene denunciato come spia e riesce fortunosamente a raggiungere Waterloo solo per constatare le definita disfatta del suo eroe. Scappa a Parigi e ritrova la mamma e la giovane zia, Gina, ma deve di nuovo fuggire perché il fratello maggiore, geloso, lo ha denunciato anch’egli come spia. La zia Gina nel frattempo diventa l’amante del conte Mosca e la porta con sé a Parma, per renderla sua amante essendo egli sposato. Per non dare troppo spazio ai pettegolezzi, Gina sposa il duca di Sanseverina, anziano e malato. Gina, segretamente innamorata di Fabrizio nonostante sia suo nipote, lo convince a prendere i voti per fare carriera in campo ecclesiastico ma il giovane, volubile e passionale, passa da una relazione all’altra e attraverso vari duelli, fino ad uccidere un rivale. Anche in questo caso, Gina cerca di intervenire ma Fabrizio viene rinchiuso nella Fortezza di Parma dal Principe della città, innamorato di Gina e geloso del ragazzo. Lo aspettano 12 anni di prigione, allietati però dalla diciassettenne Clelia. Fabrizio per la prima volta è davvero innamorato e, grazie alla ragazza e alla zia, riesce a fuggire dalla prigione e a guadagnarsi la grazia. La zia non accetta l’amore tra Clelia e Fabrizio, che cerca di separare in ogni modo, tanto che la ragazza sposerà un il marchese Crescenzi. La storia d’amore tra i due, però, non terminerà per questo motivo e avrà un epilogo tragico.

La ragazza con la Leica, Helena Janeczek, 2017

Il romanzo vincitore del premio Strega 2018 è una sorta di biografia mescolata al romanzo storico. È il 1° agosto 1937 e a Parigi sfila un corteo pieno di bandiere rosse; nessuna festa, è in realtà il corteo funebre di Gerda Taro, 27 anni proprio quel giorno. Giovane fotografa volontaria al fronte spagnolo durante la guerra civile che in quegli anni causò una carneficina e compagna di Robert Capa, Gerda fu la prima donna fotografa a morire in guerra. Il romanzo si snoda attraverso le vicende storiche e l’amore tra Robert e Gerda, l’uomo che le insegnò ad usare la macchina fotografica Leica. E’ tra i romanzi storici 2018 più apprezzati, nonostante sia uscito lo scorso anno; il successo maggiore è infatti arrivato grazie alla partecipazione e alla successiva vittoria del prestigioso premio letterario.

Notre Dame de Paris, Victor Hugo, 1831

Siamo nella Parigi del 1482: la bellissima zingara Esmeralda è insidiata dall’arcidiacono della chiesa di Notre Dame, monsignor Frollo, che tenta più volte di rapirla. La giovane, per salvare il malcapitato Pierre Gringoire, che aveva oltrepassato i confini del quartiere dei gitani, lo sposa. Intanto Esmeralda si è innamorata del suo salvatore, l’arciere del re Febo, che aveva sventato il tentativo di rapimento. La ragazza accetta un incontro con Febo pensando che il suo amore sia ricambiato, mentre in realtà l’arciere è mosso solo da bassi istinti. All’incontro sarà presente e ben nascosto anche Frollo, in quale però in un impeto di gelosia esce dal suo nascondiglio e pugnala Febo. Credendolo morto, fugge e lascia la colpa del delitto ricada su Esmeralda. La ragazza, processata e ritenuta colpevole, viene condannata all’impiccagione, ma mentre è rinchiusa in cella riceve la visita di Frollo, che confessa il suo amore e il tentato omicidio di Febo, proponendole di salvarla dal patibolo se accetterà di vivere con lui. Esmeralda rifiuta e si incammina verso la forca quando viene catturata da Quasimodo, il deforme campanaro di Notre Dame, che la porta nel luogo sacro consapevole che lì la legge umana non può arrivare. L’amore di Quasimodo è puro e gentile ed egli la salva dai ripetuti assalti di Frollo. Quando la comunità gitana decide di liberare Esmeralda e si reca in massa davanti Notre Dame, il re percepisce l’assembramento come una rivolta e per dare una lezione esemplare fa recuperare Esmeralda per giustiziarla. Anche in questo caso, Frollo cerca di intervenire per convincere la ragazza a diventare sua amante e avere salva la vita; di fronte l’ennesimo rifiuto verrà rinchiusa in una cella senza finestre, sotto la scorta di una ex prostituta che si rivelerà essere la vera mamma di Esmeralda. La condanna a morte della ragazza verrà comunque eseguita, sotto lo sguardo soddisfatto di Frollo, il quale morirà per mano di Quasimodo, consapevole delle colpe del monsignore.

La bastarda degli Sforza, Carla Maria Russo, 2015, Edizioni Piemme

È il 1463 quando la figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza, Caterina, nasce a Milano. Dal padre eredita la temerarietà, l’energia e la natura ribelle, che la porterà ad avere un’educazione inusuale per i tempi, a base di caccia, lezioni di scherma e lotta. A 10 anni viene data in sposa al nipote del papa, Sisto IV, che di anni ne aveva 30. Si sposerà altre due volte, avrà 8 figli, vivrà la prigionia a opera di papa Borgia e si guadagnerà l’appellativo di Tygre quando gli scontri tra gruppi di potere metteranno a repentaglio la vita dei suoi cari e la sopravvivenza del suo ducato.

La lettera scarlatta, Nathaniel Hawthorne, 1850

Nella Boston puritana del 1642, Hester viene marchiata a fuoco con la lettera “A”, come adultera. La donna aveva dato alla luce una bambina durante l’assenza del marito, che in città nessuno conosceva e che era stato prigioniero dei pellirossa. È proprio durante la marchiatura della moglie che l’uomo torna a casa, ma neanche a quest’ultimo Hester vorrà rivelare il nome del padre della bambina. Egli allora decide di esercitare la professione di medico sotto il falso nome di Roger, per poter restare vicino alla donna e capire con chi avesse concepito Pearl. Il padre, si scoprirà dopo, è lo stimatissimo e giovane reverendo Dimmesdale, cosa che 7 anni dopo sarà chiara anche a Roger, che pensa alla vendetta da quasi un decennio. Volendo confessare alla comunità il suo peccato prima di fuggire con Hester e Pearl, Dimmesdale cerca di parlare ma, colto da profonda emozione, muore. La donna e la bambina lasciano la città: la prima tornerà a Boston ormai anziana e ricchissima e verrà sepolta accanto all’amato Dimmesdale.

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