Il rimuginio: cos’è e come liberarsene

di Romina Ferrante

Quando si parla di rimuginio si fa riferimento a quel processo cognitivo, che porta a reiterare con perseveranza nel tempo un pensiero negativo nella nostra mente. Chi rimugina ha sempre paura che possa avverarsi il peggio, la paura di impazzire, la paura di fare cose che non si vorrebbe fare.

Si tratta di un processo disfunzionale, che è associato spesso alla presenza di disturbi d’ansia. Il soggetto che ne soffre non fa che ripetere a se stesso che le cose andranno male o che sta per subire qualcosa di spiacevole.

Quello che dovrebbe essere un semplice meccanismo di difesa necessario ad affrontare l’ansia e gestire situazioni complesse, arriva a diventare patologico e ad assorbire completamente i pensieri di chi ne è colpito.

I tipi di rimuginio

Esistono fondamentalmente vari tipi di rimuginio: il rimuginio ansioso, quello desiderante, quello depressivo e rabbioso. Nel primo caso si presentano dei pensieri negativi automatici, dovuti a traumi passati che hanno però ripercussioni nel futuro. Si pensa in maniera ossessiva a cosa potrebbe accadere di brutto, si immaginano scenari apocalittici aumentando così i livelli di ansia.

Nel secondo caso non si fa altro che immaginare scenari, situazioni desiderabili, ma che non dovrebbero essere compiute (fare uso di droghe, ubriacarsi ecc.). Si tratta di un rimuginio spesso associato alle dipendenze patologiche.

Nel terzo caso il pensiero diventa ossessivo, diventa vera e propria ruminazione e spesso è accompagnata oltre che da stati depressivi anche da dolori fisici.

Il rimuginio rabbioso è simile a quello depressivo, ma si tende a rivivere situazioni in cui in passato si è provata forte rabbia per ingiustizie e offese subite e si continua ossessivamente a immaginare come sarebbero dovute andare le cose per non sperimentarla.

Le conseguenze dei pensieri intrusivi

Gli effetti del rimuginio sono tantissimi, come i disturbi comportamentali, la paralisi del pensiero e l’incapacità di agire, l’aumento della distrazione e dello stress, la perdita di autocontrollo e l’insorgere di sentimenti depressivi, azioni impulsive e scatti di rabbia.

Come smettere di rimuginare

Il rimuginio patologico è molto pervasivo e interrompere questo meccanismo malsano è difficilissimo. Bisogna partire dalla considerazione che i pensieri intrusivi nascono dal tentativo di scacciarli via e più ci si prova più non si riesce a bloccarli. Ecco perché quando arrivano questi pensieri non vanno scacciati via.

Un passo avanti consiste nell’essere consapevoli di quanto ci sta accadendo, cercando di capire quando si innesca il rimuginio, provando a sfidare questi pensieri a metterli in discussione.

È possibile utilizzare la scrittura per osservare questi pensieri intrusivi da lontano e lasciarli andare, ritagliarsi degli spazi quotidiani per andare incontro a questi pensieri e poi dargli uno stop, così da avere la sensazione di avere il controllo della situazione.

Anche fare sport o meditazione può essere una buona distrazione. Nei casi più gravi è sempre preferibile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta, che può insegnarci alcune tecniche per interrompere questo flusso di pensieri negativi.

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