Dieta zero: come funziona, prodotti, costi, benefici e controindicazioni

Come tutte le diete, anche la dieta zero ha delle regole ma almeno vi evita di dover pesare gli alimenti di ogni pasto. La dieta zero non funziona infatti con il calcolo delle calorie ma con la scelta dei cibi e vi aiuta a dimagrire con pochi sacrifici. Questo tipo di dieta è organizzata in tre fasi e, per dare risultati ottimali, ogni fase deve avere la stessa durata che va scelta in funzione dei chili che si vogliono perdere.

Ad esempio per dimagrire 3 chili, occorre una durata della dieta zero di 9 giorni complessivi, 3 giorni per ognuna delle fasi. Per dimagrire fino a 10 chili è necessario invece protrarre la dieta per circa un mese e mezzo.

In ognuna delle fasi della dieta zero devono essere consumati alimenti comuni, con i limiti che vi spiegheremo più avanti, abbinati a dei prodotti chiamati “alimenti zero”. Gli alimenti zero sono dei preparati solubili ricchissimi di proteine, vitamine e minerali che potete acquistare ad esempio in erboristeria. Niente paura: non hanno un sapore cattivo, ma al contrario mimano il gusto dolce o salato di numerosi piatti della cucina tradizionale come zuppe, omelette, budini, yogurt, frappè e succhi di frutta. Unico svantaggio i costi non proprio economici! Ad esempio una confezione con tre porzioni di zuppa costa circa 15 euro, mentre una confezione di bevanda solubile al gusto di cioccolato supera i 40 euro.

Ma vediamo nel dettaglio come funziona la dieta zero.

  • La prima fase della dieta zero è chiamata chetogenesi ed è sicuramente la più impegnativa da seguire ma anche quella in cui si ottengono i maggiori risultati in termini di dimagrimento. In questo periodo infatti è necessario abolire qualsiasi tipo di zucchero, sia semplice (come i dolci) che complesso (come la pasta). Attenzione anche agli zuccheri nascosti come quelli della frutta, del vino, e persino dei medicinali. In questa fase in nostro organismo si abitua a produrre meno insulina ed a utilizzare per la produzione di energia le sue scorte di grasso. Il menù tipico della fase 1 prevede verdure cotte e crude a volontà, carne e pesce cotti alla griglia e tre alimenti zero al giorno distribuiti fra colazione, pranzo e cena. Inoltre è importante consumare anche alimenti fitoterapici zero per drenare e depurare l’organismo, ed assumere integratori a base di magnesio e potassio per ridurre i crampi che potrebbero insorgere come complicazione della dieta zero.
  • La seconda fase della dieta zero è detta di transizione e serve per stabilizzare il peso raggiunto. In questo periodo il consumo degli alimenti zero va ridotto a 2 al giorno mentre possono essere reintegrati alcuni carboidrati a basso indice glicemico come il riso integrale e la pasta di kamut. La frutta invece è ancora sconsigliata, così come gli alcolici.
  • La terza e ultima fase della dieta zero è quella di mantenimento. Possono essere gradatamente reintegrati i carboidrati anche se è una buona regola alimentare consumarli con moderazione. Viene reintegrata anche la frutta con l’accortezza di consumarla preferibilmente come spuntino e non a fine pasto. Gli alimenti zero vengono ridotti a uno al giorno.

Terminato il periodo della fase tre occorre continuare a mangiare in modo sano ed equilibrato (con pochi carboidrati!) e fare attività fisica regolare per mantenere il peso forma raggiunto. Inoltre, occasionalmente, si può continuare a mangiare alimenti zero come integratori.

In tutte le fasi della dieta, ed anche successivamente, è possibile concedersi ogni tanto degli sfizi consumando anche alimenti chiamati extra zero, come biscotti, barrette di cioccolato o budini che sono preparati in modo tale da contenere pochissimi zuccheri ma essere molto buoni per il palato.

Come vedete i benefici della dieta zero sono numerosi, ma esistono anche delle controindicazioni che non possono essere sottovalutate. Ad esempio la dieta zero è da evitare sui bambini in fase di crescita e sulle donne in gravidanza. Ci sono controindicazioni anche per chi soffre di diabete, insufficienza renale, epatica,  polmonare o cardiaca. Meglio quindi evitare il fai da te e rivolgersi sempre ad un medico prima di iniziare una dieta!

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