Sideremia alta o bassa: cos’è, le cause e i rimedi

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Tutto quello che bisogna sapere sulla sideremia alta o bassa: cos’è, quali sono le cause e quali i rimedi da adottare in questi casi.

Sideremia: cos’è?

Sentiamo parlare molto spesso di sideremia alta e bassa, eppure in pochi sanno esattamente che cosa sia. La sideremia è un valore che indica la quantità di ferro veicolata dalla transferrina, ovvero la proteina che si occupa di trasportare il ferro all’interno del nostro organismo. La sideremia si misura attraverso un prelievo del sangue a digiuno: è un valore utile per diagnosticare alcune forme di anemia, motivo per cui questo valore si tiene sotto controllo anche in gravidanza.

I valori di sideremia normali sono diversi per l’uomo o per la donna: per le donne il range è tra 60 e 140, per gli uomini invece oscilla tra 75 e 150 microgrammi/dl. Tuttavia per capire se c’è un problema o meno di anemia bisogna associare questo esame ad altri, come ad esempio l’esame della ferritina e della transferrina, test che consentono di fare valutazioni più precise sul modo in cui il nostro corpo assimila e metabolizza il ferro.

Cause della sideremia alta

A fronte di valori al sopra della norma le cause possono essere diverse, così come sono diverse le circostanze. Per esempio, la sideremia alta è senza dubbio causata da un eccesso di ferro dovuto all’alimentazione, ma i valori si alzano anche in caso di epatite virale acuta, particolari malattie genetiche legate al sangue e all’introduzione di ferro attraverso trasfusioni ripetute.

Cause della sideremia bassa

Un eventuale abbassamento del livello di ferro nel sangue può essere legato, oltre che a patologie vere e proprie, a circostanze transitorie, che comunque richiedono una certa attenzione. La sideremia, per esempio, può abbassarsi durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento; possono verificarsi casi di sideremia bassa anche a seguito di perdite ematiche o a causa di disturbi digerenti che rallentano l’assorbimento del ferro, come nei pazienti celiaci. In questo caso non è raro avvertire mal di testa continuo, stanchezza e spossatezza, vertigini e tachicardia.

I sintomi della sideremia alta

Benché il ferro sia necessario per il corretto funzionamento dell’organismo, averne una quantità eccessiva nel sangue può portare a una serie di sintomi più o meno gravi che richiedono necessariamente un intervento da parte del medico.

Un valore elevato di ferro nel sangue (sideremia alta) infatti può causare sintomi come disturbi dell’umore e affaticamento, dolori articolari, aritmia o insufficienza cardiaca, colorito della pelle più scuro, caduta dei capelli, ingrossamento di fegato e milza, e così via.

Nel lungo periodo, se la sideremia alta non viene curata può comportare anche dei disturbi alla tiroide, l’aumento della glicemia e dei trigliceridi, impotenza negli uomini e calo del desiderio.

I sintomi della sideremia bassa

Una carenza di ferro nel sangue causa generalmente una scarsa ossigenazione dei tessuti. I sintomi della sideremia bassa quindi sono legati alle conseguenze di questo stato. Cuore e polmoni cercano di compensare la diminuzione di ossigeno dei tessuti e iniziano pertanto a lavorare maggiormente, provocando tachicardia. Anche il sistema nervoso può risentirne, facendo avvertire al paziente giramenti di testa, cefalee, vertigini, sonnolenza e scarsa concentrazione. Nei casi più gravi possono anche esserci dei casi di svenimento.
La scarsa ossigenazione dei tessuti alla lunga crea sintomi come pelle molto pallida, lingua con piccole ulceri, unghie fragili, caduta dei capelli e ragadi ai lati della bocca.

Sideremia alta e bassa: i rimedi

In caso di sideremia alta o bassa bisognerà innanzitutto risalire alle cause che provocano la carenza o l’eccesso di ferro e agire con i farmaci giusti per regolarizzarne i livelli. In caso di sideremia bassa bisognerà anche seguire una dieta bilanciata e ricca di alimenti che contengono ferro, quindi sì alla carne rossa, ma senza esagerare, alle verdure e ai legumi.  In caso di sideremia alta, invece, è bene evitare i cibi che ne sono tropo ricchi a favore di fibre, frutta e verdura.

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