Maneskin, il nuovo disco “Rush” a suon di droga, stalker e rock’n’roll

di Manuela Zanni

Per i fan dei Maneskin l’attesa è terminata. Il terzo album della band romana sarà pubblicato il prossimo venerdì 20 gennaio 2023  in tutto il mondo. La loro cavalcata verso il successo globale è passata per circa 7 miliardi di stream. Scopriamo, di seguito, tutte le curiosità.

Il successo globale dei Maneskin

I quattro sono riusciti a rendere di nuovo cool un genere che sembrava sulla via del tramonto. La loro cavalcata verso il successo globale, partita con la vittoria a Eurovision 2022 e passata per circa 7 miliardi di stream nel mondo, affronta ora la prova più difficile, quella della conferma.

Maneskin- Rush

Maneskin- Rush

Il nuovo album con dodici inediti

Una dozzina di canzoni inedite (oltre ai singoli giù usciti nell’ultimo anno) che confermano la loro anima rock. Non c’è stata quella limatura degli spigoli che molti temevano vista la presenza in studio, assieme a Fabrizio Ferraguzzo (che è anche il manager della band) di Max Martin, il produttore che da Britney ai Backstreet Boys a Katy Perry, ha plasmato il suono del pop degli ultimi 25 anni. I brani di «Rush!» sono rock ruvido, teso, con quello spazio per assoli e momenti strumentali che le logiche dello streaming sembrano aver ucciso. I riferimenti sono molti, dal funk rock dei red Hot Chili Peppers al post punk, dal garage anni Zero al brit pop anni Novanta. Nella lingua vince l’inglese (in «Cool Kids» pure con un marcato accento british), ma in tutto il mondo andranno anche tre canzoni in italiano.

 Un ulteriore salto di qualità

Si tratta di un salto di qualità  da «Teatro d’ira vol. 1», il disco che conteneva quella «Zitti e buoni» che li ha incoronati a Sanremo e all’Eurovision. In quel tempo Damiano David, Vic De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio erano ragazzi arrabbiati col mondo tipico dei ventenni, oggi i quattro sono cresciuti e ci accompagnano in quel mondo di sesso, droga e rock and roll in cui sono stati catapultati dopo l’esplosione mondiale e dalla cui osservazione nascono riflessioni e autoanalisi.

La consapevolezza di un mondo effimero

Ci sono notti di sesso come quelle di «Baby Said» o «Feel» in cui si stende cocaina sul tavolo. Anche se i cool kids di cui sopra «non usano droghe ma solo l’erba». «Bla bla bla» ha un’attitudine alla Blur e un ritmo da infarto quanto la nottata passata con la tipa, anche lei attratta dalla polvere bianca, di uno che diceva che erano una band da schifo. E non si capisce se sia più divertente questa rivincita o l’ego trip del «baciami il sedere perché ho un miliardo di stream».

Los Angeles, città delle bugie

Non è tutto perdizione e tentazione. C’è anche la consapevolezza di quanto questo mondo luccicante sia finto. È il racconto di «Gossip», il singolo da poco uscito con il feat di Tom Morello, ex chitarrista dei Rage Against the Machine, più che un’ispirazione per la band. Una fotografia di quella Los Angeles dove si sono trasferiti, una «città delle bugie» dove tutti fingono di essere meglio di quanto siano: basta una maschera, nascondere la sporcizia sotto il tappeto e l’american dream è servito come un cocktail.

Maneskin- Rush

Maneskin- Rush

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Una folle corsa contro e verso  il tempo

Un aereo dietro l’altro, i contratti da firmare, una rincorsa che non ha poi tutto questo senso se lei se ne sta a qualche fuso orario e 7 mila miglia di distanza (più o meno quella fra Roma e Los Angeles) e ti tocca sognare di fuggire e fare l’amore con lei quella notte stessa accompagnato dagli romantici echi vintage di una power ballad come «Timezone». Nel conto ci sono anche gli stalker ben raccontati, in italiano questa volta, da «Mark Chapman», il pazzo che uccise John Lennon, che ti tiene sul filo della tensione con un riff nervoso. Il racconto di quello spezzone di realtà lascia spazio al mondo sulle atmosfere dark di «Gasoline»: è il completamento di uno spezzone pubblicato per una campagna pro Ucraina, ritratto di un sanguinario folle che tiene in mano i destini del mondo, un approfondimento del «fuck Putin» gridato sul palco. In attesa dei concerti, il 23 a Pesaro la prima data italiana, c’è un «matrimonio collettivo». L’invito c’è, con i quattro in cima alla torta nuziale. Il celebrante è Alessandro Michele, ex geniaccio di Gucci. È la festa per il lancio del disco, domani a Roma, in stile, manco a dirlo, «kinky rock in love», un po’ perversione, un po’ amore.
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