Bilinguismo infantile: vantaggi, falsi miti e possibili problemi

Il bilinguismo infantile è un fenomeno sempre più diffuso, sia a causa della pluralità etnica che si rispecchia nella nuova famiglia (genitori di nazionalità diverse), sia a causa di una scelta educativa e didattica dei genitori che insegnano di più di una lingua ai loro bambini.

Vantaggi e svantaggi del bilinguismo infantile

Fino a cinquant’anni fa i ricercatori pensavano che l’esposizione precoce a due lingue mettesse i bambini in condizioni di svantaggio. Recenti ricerche hanno dimostrato che non è così e che ci possono essere vantaggi del bilinguismo infantile, come ad esempio il pensiero flessibile, ma anche svantaggi ad esso connessi. Gli svantaggi che le ricerche precedenti mettevano in luce, per inciso, erano più che altro legati a gap educativi, culturali ed economici tipici dei soggetti immigrati che componevano il campione della ricerca stessa.

I bambini si confondono quando imparano due lingue diverse?

I bambini sono incredibilmente sensibili ai diversi modi in cui le persone parlano e alle loro lingue. Anche quando ascoltano una sola lingua, la imparano più velocemente basandosi sulle differenze tra i modi di parlare di uomini e donne, italiani e stranieri, grandi e piccoli. Diciamo che i bambini sono multilingue per natura, ma poi lo dimenticano. Questo non significa però che la loro mente apprenda due lingue senza alcuno sforzo, come a volte si è portati a credere.

Lo sviluppo del linguaggio dei bambini bilingue può risultare più lento dei bambini monolingui: come mai?

Secondo gli esperti questo fatto è del tutto normale. Come i bilingui adulti, infatti, anche i bambini bilingui spesso passano “al volo” da una lingua ad un’altra, apparendo più confusi e confusionari degli altri. Questo fenomeno detto code-switching non implica una reale confusione del bambino in ciò che vuole dire nè una lentezza cognitiva, ma solo una maggiore selettività nell’usare il termine più adeguato, nella lingua corrispondente. Chiaramente avere due lingue a disposizione significa avere due vocabolari tra cui scegliere e quindi il doppio di termini da usare.

Quando si può iniziare ad insegnare ai bambini due lingue?

La cosa principale da tenere a mente è che i genitori non hanno bisogno di “insegnare” ai bambini a parlare due lingue; o almeno non più di quanto insegnino loro di camminare o sorridere. Infatti, le uniche cose che contano nello sviluppo del linguaggio infantile sono l’esposizione e il bisogno. Se i bambini sono esposti alla relazione con persone di lingue diverse sin da quando nascono e con queste hanno il bisogno di comunicare, impareranno spontaneamente le loro lingue . Diverso è il caso in cui i genitori insegnano “forzosamente” due lingue. In questa caso, infatti, bisognerebbe stare attenti a non calcare la mano e a non sottoporre il bambino a inutili apprendimenti/stress. In questi casi è essenziale trovare altre fonti di esposizione e altri modi di creare il senso di bisogno della seconda lingua nel bambino. Un parente o una babysitter, un asilo nido o un gruppo di gioco dove si può ascoltare l’altra lingua possono fare la differenza. L’importante è mantenere un clima naturale. Se i bambini si sentono costretti a fare qualcosa di strano o imbarazzante, probabilmente resisteranno ed è li che potrebbero nascere i problemi del bilinguismo infantile.

Un altro problema legato al bilinguismo riguarda l’esclusione. Se uno dei genitori, ad esempio, non parla la lingua dell’altro, i bambini sapranno che ogni volta che dicono qualcosa al padre (amico, parente ecc.) escluderanno la madre dalla conversazione e viceversa. Questo non giova al bilinguismo e può rendere i bambini riluttanti a parlare una delle lingue dei genitori quando entrambi i genitori sono presenti. I bambini in questi casi possono anche diventare dei “furbetti” della comunicazione e sviluppare dei problemi caratteriali dovuti alla loro triangolazione naturale dell’interlocutore naturale. Ad esempio i bambini bilingue che però a scuola parlano soltanto una lingua diversa da quella che parlano in casa sembrano “monelli” alla loro insegnate, che li percepisce come sfuggenti al suo messaggio.

Tutto ciò, e non il bilinguismo infantile propriamente detto, tuttavia, può essere la fonte dei così detti svantaggi e falsi miti legati all’apprendimento di due lingue in etàa infantile. Il contesto, il clima, la didattica e il metodo di insegnamento/apprendimento della lingua (così come di ogni altra cosa) può generare benessere o ansie a seconda delle situazioni in cui i bambini vengono immersi ed educati.

In conclusione, il bilinguismo infantile è benefico a patto che si realizzi in una situazione educativa di affetto e amore, equilibrio e tranquillità.

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