Eurovision Song Contest 2024, Eden Golan (Israele) bocciata dalle giurie tecniche ma promossa dal televoto

di Walter Giannò


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Sipario sull’edizione 2024 dell’Eurovision Song Contest targato Svezia con il trionfo di Nemo con The Code.

Il (bel) brano dello svizzero era il favorito dei bookmaker che, come già accaduto lo scorso anno con Loreen, hanno azzeccato il pronostico.

Tuttavia, c’è da segnalare una netta differenza (che fa parte del gioco) tra quanto è stato votato dalla giuria degli esperti e l’esito del televoto.

Prendiamo come esempio l’Italia. La giuria tecnica, composta da Big Mama (presidente), Marcello Sacchetta (ballerino e conduttore), Barbara Moscarini (giornalista di TV, Sorrisi e Canzoni), Maurizio Filardo (musicista) ed Elena Di Coccio, ha assegnato 12 punti a Nemo, 10 all’Irlanda, 8 alla Croazia, 7 alla Spagna, 6 alla Svezia, 5 all’Austiria, 4 alla Germania, 3 all’Armenia, 2 all’Estonia e 1 alla Francia.

Zero, quindi, a Israele. Tuttavia, il televoto di casa nostra ha manifestato una volontà decisamente opposta rispetto alla giuria tecnica: 12 a Israele, 10 all’Ucraina, 8 alla Croazia, 7 alla Svizzera, 6 alla Francia, 5 alla Georgia, 4 all’Armenia, 3 all’Irlanda, 2 alla Grecia e 1 alla Spagna.

Una tendenza che è stata riscontrata anche in altri Paesi dove la contestatissima Eden Golan (per ovvie motivazioni politiche che hanno avvelenato il clima di festa della competizione musicale più seguita al mondo) è stata snobbata dalle giurie tecniche ma esaltata da quelle popolari, determinando un balzo enorme in classifica e permettendole di raggiungere la quinta posizione, davanti a Irlanda e alla nostra Angelina Mango (a cui non è stato dato sorprendentemente neanche un 12 dagli esperti).

Di seguito, a tal proposito, quanti Paesi hanno dato i 12 punti e a chi:

  • 15 a Israele + Resto del Mondo
  • 9 a Croazia
  • 7 a Ucraina
  • 1 a Cipro
  • 1 a Estonia
  • 1 a Francia
  • 1 a Grecia
  • 1 a Lussemburgo
  • 1 a Serbia
  • 1 a Svizzera

Inoltre, ecco i 12 Paesi che hanno dato 12 punti al televoto a Israele: Australia, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paei Bassi, Portogallo, San Marino, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

Si è trattato di un reale apprezzamento per Hurrican di Eden Golan o la cantante israeliana ha calamitato anche un voto politico e soprattutto di risposta ai fischi, alle contestazioni e ai tentativi di boicottaggio coattivo da parte degli attivisti pro Palestina? Entrambe le cose.

Inoltre, ovvio che il televoto – a cui non si può non dare anche una valenza sociologica – abbia lanciato anche il messaggio che gli israeliani (che, sia chiaro, non vanno confusi con il governo di Netanyahu proprio come gli italiani non vanno per forza affiancati in toto a quello di Giorgia Meloni o gli americani all’esecutivo di Joe Biden, ecc.) non sono così soli come sembra dalle piazze e, forse, perché, come si sa, le maggioranze sono silenziose mentre le minoranze sono rumorose (perché altrimenti non potrebbero farsi sentire) ma sempre minoranze restano.

Resta il fatto che c’è stato il tentativo di avvelenare una spettacolare festa come l’Eurovision Song Contest che, come ingrediente essenziale, ha proprio il superamento delle barriere e la diffusione dei messaggi universali di pace e tolleranza. Peccato.

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