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Rosalinda Cannavò: “Ho pensato fosse meglio morire”

Rosalinda Cannavò ospite a Verissimo, ricorda il periodo più buio della sua vita e torna a parlare della tragica scomparsa di Teodosio Losito, per cui è in corso un processo. Scopriamo, di seguito, cosa è successo.

Rosalinda Cannavò: “Se fossi morta sarebbe stata una liberazione”

Il Grande Fratello Vip è stato uno spartiacque fondamentale nella vita di Rosalinda Cannavò. Nei mesi trascorsi nella Casa di Cinecittà, l’attrice – oltre ad aver trovato l’amore – si è tolta una maschera indossata per anni, facendosi conoscere per quella che è e condividendo il periodo più buio della sua vita. Ne ha  parlato a Verissimo: “Quando ho raggiunto i 32 chili ho abusato anche di medicine: sapevo che quello poteva portarmi a stare molto male, ma la cosa non mi spaventava. Consideravo la morte quasi come una liberazione. Non sopportavo più di essere un’altra persona: la parte vera di me voleva essere liberata il prima possibile”.

rosalinda cannavò

Rosalinda Cannavò racconta i suoi anni più bui

Rosalinda  Cannavò ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco i suoi  anni dolorosi nel libro autobiografico ‘Il riflesso di me’. Una profonda sofferenza scaturita da alcune scelte che ha compiuto per affermassi come attrice, prima fra tutte il suo cambio di nome con quello di Adua: “Avevo affidato la mia vita ad altre persone. Mi era stato detto che per la televisione dovevo perdere dei chili. Per questo per tantissimi anni sono sprofondata nell’anoressia, ma non mi rendevo conto. Non avevo la percezione di come fossi. Credevo a tutto quello che mi dicevano e mi lasciavo condizionare. Oltre al cambio nome sono cambiata interiormente: ho iniziato a comportarmi diversamente da come ero io, questo mi logorava dentro”.

La morte di Teodosio Losito

Tra le persone con cui Rosalinda si è interfacciata in questo tortuoso percorso c’è stato anche lo sceneggiatore Teodosio Losito scomparso quattro anni fa e per il quale c’è un processo in corso: “E’ stato un evento molto duro che mi ha svegliato da un incubo. Ho capito che dovevo allontanarmi da quel mondo che mi stava distruggendo come ha fatto con lui. Dopo la sua morte ho fatto un viaggio a Lourdes per ritrovare la fede che avevo perso nel corso degli anni.  Oggi sento Teodosio molto vicino. Ovunque sia, lo penso ogni giorno – e aggiunge – spero che la giustizia faccia il suo corso”. Adesso, Rosalinda si è lasciata alle spalle la vecchia e tormentata Adua e dichiara: “Adua non esiste più, è solo un ricordo. Finalmente è finto quest’incubo. Oggi non permetto più a nessuno di approfittarsi di me”.

 

I dubbi sul suicidio di Teodosio Losito e le indagini

Teodosio Losito, lo sceneggiatore morto suicida l’8 gennaio 2019. Le rivelazioni fatte dall’attrice al Grande Fratello Vip, infatti, sollevarono alcuni dubbi sulla morte di Losito e soprattutto scoppiò il caso Ares Gate che coinvolse Alberto Tarallo, produttore cinematografico e compagno dello sceneggiatore. Lo sceneggiatore Teodosio Losito morì impiccato col foulard di sua madre ad un termosifone della villa di Zagarolo.

 

Il fallimento della Ares Produzioni

Il 18 dicembre 2018 Teodosio Losito scrisse al compagno Alberto Tarallo con cui aveva fondato la Ares Produzioni, società che ha lanciato alcune fiction di Mediaset e sponsorizzato alcuni divi della tv, da Gabriel Garko a Manuela Arcuri, passando per Eva Grimaldi.  Il motivo del drammatico gesto sembrerebbe essere stato un malessere interiore legato al fallimento della Ares, che gli ha fatto credere di non avere via d’uscita.  Ma visto che è emerso il sospetto che fosse stato istigato al suicidio, è stata aperta un’indagine.

rosalinda cannavò

 

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Teodosio Losito, la lettera d’addio prima del suicidio

“Ho difficoltà ad affrontare la tua delusione, il tuo dolore, il tuo smarrimento, le tue reazioni, è come distruggere ciò che hai/abbiamo costruito con le mie mani, è come doverti infilzare un coltello nel petto”, ha scritto Teodosio Losito nella lettera prima di suicidarsi. Sono venti righe in cui lo sceneggiatore ha raccontato al compagno di una vita Alberto Tarallo il suo dolore. “Mi vergogno troppo per sopravvivere a questa disfatta”. Inoltre, ha confessato di aver già provato più volte a suicidarsi: “Ci sono i segni sui polsi”.

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