L’autoerotismo fa bene. La scienza ci spiega perchè

di francesca


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E’ inutile negarlo: l’autoerotismo è un tabù; lo è ancora, nonostante tutti noi si faccia finta che non sia affatto così!

E forse sarà per questo motivo – e per aggredire ancora una volta un’idea errata del sesso fai-da-te – che la Dott.ssa Betty Dodson, educatrice sessuale americana, ha scritto un libro di rilancio sull’argomento intitolato Sex for one. Le gioie dell’autoerotismo.

Nel libro, la Dott.ssa Dodson sostiene che la pratica del sesso fai da te non solo ci faccia bene, ma possa anche salvarci la vita.

Salvarcela da che cosa?

Ebbene, dice la Dodson, dall’amore; anzi ancor meglio, dall’amore romantico, una sorta di malattia mentale di cui siamo preda da secoli.

Beh, direte voi, non è certo la prima volta che qualche scienziato “pazzo” se ne esce con questa storia dell’amore come malattia, come devianza…

E’ vero; ma questa volta la faccenda è un po’ diversa. La Dodson ha le prove… viventi.
All’età di 85 anni questa pimpante vecchietta che vive nella “lungimirante” New York, ha fondato i laboratori di autoerotismo per ragazze.

Grazie a momenti teorico-pratici, la Dott.ssa Dodson dimostra, insieme alle donne che vi partecipano attivamente, che l’amore (quello per un’altra persona) è tanto naturale quanto assurdo, dal momento che può diventare una sorta di ossessione, basata sulla convinzione che l’individuo non basti a se stesso.

Ai laboratori della Dodson partecipano donne che hanno imparato, o vogliono imparare, le gioie di un orgasmo indipendente; indipendente non solo dal partner, ma soprattutto dal pregiudizio, dall’ignoranza del proprio corpo, dallo stigma che “il piacere è peccato”.

Ciò che questo studio vuole ribadire, inoltre, non è affatto che si possa vivere di autoerotismo e di masturbazione ma che queste ultime sono pratiche fondamentali della nostra vita e che ci aiutano a vivere meglio l’amore e il sesso, intesi come fatti naturali della vita e non fagocitanti e onnicomprensivi come, invece, siamo abituati a pensarli.

Pensare a un “amore per sempre”, a un “sesso canonico”, a una coppia chiusa, insomma, non fa per la Dodson che, un po’ a sorpresa, dice infine: “Il sesso migliore che abbia mai avuto nella vita è arrivato a 70 anni, quando ho fatto da trainer a un giovane under 30 che, dopo una decina d’anni, se n’è andato per la propria strada. Senza nessun rimpianto da entrambe le parti>>.

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