27 Novembre 2020 |

“Le donne e scrittrici contemporanee stanno pian piano istituendo il concetto di sesso relazionale” Nadia Terranova

di Alice Marchese

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« Noi scrittrici siciliane abbiamo ereditato gli esempi di Goliarda e di quell’amore sensuale narrato, ad esempio, da Laura Di Falco – dice Nadia Terranova – adesso il compito è declinarli nella società che viviamo ».

«Il ballo era – egli capì – un meraviglioso simbolo dell’atto sessuale. La regola, la disciplina, la ferrea e spesso crudele imposizione, alle membra, di movimenti difficili e dolorosi». Com’è riportato da Repubblica, diceva tra sé il Dorigo di Buzzati davanti ai quei corpi verginali danzanti di ballerine, che a immaginarle oggi hanno più le sembianze di geishe vendicative. Ecco le nuove seduttrici, spudoratamente libere, lontane da qualsiasi tipo di vergogna: esprimono bellezza, non la subiscono. Terreno di censure clamorose e specchio dei cambiamenti della morale sessuale, la letteratura erotica ha imparato a osare anche in mano alle donne: pubblici trasversali, sessualità non binarie, oggi il sesso ha nuove narratrici. Anche in Sicilia. Ma, come in ogni cambio di prospettiva, si ribaltano i ruoli e, anche nelle sue note più spinte, la sessualità diventa un gioco.

E così debutta con il tema del sesso il primo numero di “K”, la rivista letteraria de “Linkiesta”, curata da Nadia Terranova: diciannove scrittori alle prese col discorso amoroso, e tredici di loro sono donne. «È il momento di raccontare altre visioni. Dal cinema porno alla narrativa, oggi le donne hanno ribaltato la visione fallocentrica del sesso: non è più violenza o vergogna ma un gioco, un divertimento, una possibilità di esplorare il piacere – dice Nadia Terranova – Le donne e scrittrici contemporanee stanno pian piano istituendo il concetto di sesso relazionale, fondamentale anche per le nuove generazioni. Adesso la vera sfida è farsi leggere anche dagli uomini ».

Parlare di sesso non è più scandaloso come un tempo, la libertà sessuale è questione di diritti. «Ogni donna si riscatta rispetto alla sua epoca» dice Dacia Maraini, che per la rivista scrive il racconto “Un abbraccio ai tempi di vaiolo”, storia di due puttane nell’Abruzzo del Trecento, Petrosina e Maria – «Ogni libertà, come quella sessuale, non può prescindere dalla consapevolezza del proprio tempo. La ribellione di Franca Viola, oggi, non avrebbe lo stesso valore come allora, ma di certo ogni donna reazionaria nel suo tempo fa da apripista alle altre. Oggi viviamo una tensione tra culture avanzate e retrograde sulla sessualità: il Sud le esprime bene entrambe. Il sesso non è più un tabù, anche nei più piccoli paesi della Sicilia, ma ha ancora tanta strada da fare. Ogni rivoluzione ha la sua epoca, questa è quella in cui le donne dovrebbero osare di più e concepirsi libere sessualmente».

Spinge alla curiosità, Dacia Maraini, come fa la Petrosina del suo racconto dietro il buco della serratura, mentre spia le lotte amorose dell’amica Maria con il suo giovane cliente. «La linea della liberazione è una curva che va avanti e indietro, gira su sé stessa: ma la consapevolezza è sempre il primo passo verso qualsiasi cambiamento». E se la sessualità «è un congegno narrativo», come scrive Elvira Seminara nel suo “ Sight Club” ( Il Club del Sospiro), racconto scritto per la rivista sulla falsa riga del “ Fight Club” di Charles Palahniuk, le donne oggi si sono riappropriate della loro narrazione sessuale, una sorta di risarcimento, ma a modo loro, facendo dell’attrazione un’energia che connette i cervelli, e poi, ma soltanto poi, gli organi genitali. «Parlare di sesso oggi è difficile – dice Seminara – perché di sesso si parla troppo. La società è ipersessualizzata, eppure nell’overdose di sesso oggi manca un’educazione sessuale, che non compete alla letteratura, bensì alle istituzioni. Come scrittrice, personalmente, mi incuriosisce l’aspetto dei giochi di ruolo nella sessualità. Nella coppia si instaura una drammaturgia, a prescindere da identità e orientamenti sessuali. Persino ciò che si dice nell’atto sessuale è drammaturgia». A Diana, sua protagonista, le si prospettano tre profili al call center erotico: sciamana adulante, conduttrice del sonno o vendicatrice occulta, ma è sempre lei a guidare il gioco.

«C’è anche un aspetto tragico della relazione erotica, come quello che ho esaminato ne “ L’indecenza”: lì il sesso è una relazione psichica in un triangolo imploso, fatto anche di pulsioni omosessuali». Giochi di ruolo e nuove pornografie femministe, i romanzi contemporanei osano, mentre si allontana l’era delle censure alla “ Lady Chatterley”, così le scrittrici si divertono, anche nel rappresentare una pansessualità non binaria dove il corpo prende le sembianze «di una navicella spaziale che si sposta tra orientamenti sessuali diversi», dice Viola Di Grado che per “K” scrive di un personaggio alla Tim Burton: una creatura che si accoppia con una medusa, animale capace di sciogliersi nella sua trasparenza. «Il sesso ha una forza distruttiva che ha a che fare con la morte o con il passaggio ad altre dimensioni – dice Di Grado – è una forza trasformativa, fatta di pulsioni umane, ma soprattutto animali. A me interessa indagarne gli estremi: come gli esseri umani possono impadronirsi della parte animale per fare venire fuori la loro forza erotica ». Morte e sesso, un binomio che la scrittrice catanese riprende dalla cultura giapponese. «Il sesso è passaggio, ma attraversarlo significa distruggere una parte di sé: l’umanità, la costruzione del genere, le costrizioni culturali. E a essere distrutta credo sia anche l’immagine desessualizzata delle donne malate di cancro: anche loro sono sensuali».

Se la scrittura è allora capace di riscatto, sta alle donne la sfida per una nuova narrativa erotica. La voce è un’arma, questo lo insegnava già Goliarda Sapienza. « Noi scrittrici siciliane abbiamo ereditato gli esempi di Goliarda e di quell’amore sensuale narrato, ad esempio, da Laura Di Falco – dice Nadia Terranova – adesso il compito è declinarli nella società che viviamo ».