L’addio a Sandra Milo, la camera ardente e il ricordo delle battaglie per i diritti delle donne

di Redazione


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Roma dice addio a Sandra Milo, una delle ultime dive del cinema italiano, scomparsa ieri a 90 anni nella sua casa di Roma. Oggi la camera ardente allestita in suo onore in Campidoglio, dove familiari, amici e ammiratori le hanno dato l’ultimo saluto prima dei funerali che si terranno domani.

L’ultimo saluto a Roma per l’attrice Sandra Milo

Un arrivederci alla vita terrena posticipato di circa mezz’ora, come spesso capita alle grandi star che vogliono tenere il palcoscenico fino all’ultimo. Intorno alle 10.30 il feretro di Sandra Milo ha fatto il suo ingresso nella sala della Protomoteca in Campidoglio, preceduto da un mazzo di rose bianche e da una foto che la ritrae sorridente e bellissima.

Il ricordo commosso dei figli: “Madre esemplare e battagliera”

Ad attendere l’amata attrice, scomparsa a 90 anni dopo una vita dedicata al cinema e alla lotta per i diritti civili, l’assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor e i tre figli Debora Ergas, Ciro e Azzurra De Lollis, visibilmente commossi. “Grazie al sindaco Gualtieri per averle concesso l’onore di questo omaggio”, ha detto la figlia Debora, giornalista, ricordando il profondo legame della madre con Roma, la città dove ha vissuto fin da giovane e dove ha costruito carriera e affetti.

“Ho tenuto la sua mano fino alla fine”

Una madre esemplare oltre che artista indimenticabile, che “ha sempre combattuto per diritti civili e delle donne quando nessuno ne parlava, per il divorzio, la parità di stipendi, il fine vita”, ha proseguito. Generosa e altruista, “se n’è andata senza neanche una casa di proprietà, perché ha sempre donato ciò che guadagnava”. Il fratello Ciro ha rievocato i suoi ultimi istanti: “Gliel’ho tenuta stretta fino alla fine”. Entrambi hanno ringraziato “la meravigliosa Rai e Alberto Matano” per aver rispettato il riserbo sulla malattia dell’attrice.

Chi è stata Sandra Milo

Nata a Roma nel 1931, figlia di un officiere di cavalleria e di una maestra, Sandra Milo (all’anagrafe Salvatrice Elena Greco) esordì giovanissima nel cinema prendendo il cognome della madre. Dopo alcune parti minori, il successo arrivò nel ’55 con il film “Il sogno della zia” diretto da Glauco Pellegrini. La sua avvenenza mediterranea e i suoi occhi da cerbiatta la resero musa per i più importanti registi italiani. Indimenticabile la sua parte in “81⁄2” di Fellini, che la volle anche in “Giulietta degli spiriti” e “Fellini Satyricon”. Lavorò tra gli altri con Comencini, Pasolini, Sordi, Monicelli, Steno, De Sica, Totò. Molto attiva in tv, dove partecipò a varietà e fiction.

Le battaglie per i diritti delle donne

Oltre che talentuosa interprete, Sandra Milo è stata una voce fuori dal coro per le battaglie sui diritti civili in anni in cui in Italia essere progressisti era difficile. Negli anni ’60 lottò per il divorzio e la parità di genere; più di recente per i diritti degli animali e quelli sul fine vita. Una donna moderna, passionale, anticonformista. Che ha vissuto amori chiacchierati, difficoltà economiche e momenti di depressione, ma che non ha mai smesso di mettersi in gioco con coraggio e determinazione.

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