Calendario scolastico 2026-2027: quando inizia la scuola, le vacanze e la nuova festività di ottobre

di Walter Giannò
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Manca ancora qualche mese alla campanella di settembre, ma le regioni italiane hanno già iniziato a pubblicare i calendari scolastici per il 2026-2027. Se sei una mamma che vuole organizzare le vacanze estive, prenotare i campi scuola o semplicemente capire quando si torna davvero in classe, questo è il momento giusto per segnarti le date. E c’è una novità che vale la pena conoscere subito: dal 2026 entra tra le festività nazionali anche il 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Una festa che mancava dal calendario ufficiale da quasi cinquant’anni.

Quando inizia la scuola a settembre 2026: le date regione per regione

Le regioni stabiliscono autonomamente la data di inizio delle lezioni dopo la pausa estiva, per cui il primo giorno di scuola può variare da territorio a territorio. Chi vuole iniziare a pianificare può già orientarsi con i calendari già pubblicati.

I primi a tornare sui banchi saranno gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano, che riprenderanno le lezioni il 7 settembre. Poco dopo toccherà ad altre regioni: Valle d’Aosta il 10 settembre. La Lombardia ha fissato il rientro al 12 settembre, seguita dal Friuli-Venezia Giulia e dall’Umbria il 14. Nel Lazio, in Sicilia e in Toscana il rientro è fissato per il 15 settembre 2026. In alcune regioni si potrà restare in vacanza fino al 17 settembre, mentre per molte altre le delibere ufficiali sono ancora in fase di pubblicazione.

Alcune date già confermate:

  • Bolzano: 7 settembre
  • Valle d’Aosta: 10 settembre
  • Veneto: 10 settembre
  • Provincia di Trento: 10 settembre
  • Lombardia: 12 settembre
  • Friuli Venezia Giulia: 14 settembre
  • Umbria: 14 settembre
  • Lazio, Sicilia, Toscana: 15 settembre

Per le regioni che non hanno ancora pubblicato la delibera, l’aggiornamento arriverà nelle prossime settimane.

La novità del 2026: torna la festa di San Francesco d’Assisi

È la notizia che ha sorpreso molte famiglie: dal 2026 il 4 ottobre tornerà a essere festa nazionale in onore di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Dopo quasi cinquant’anni dalla sua abolizione, avvenuta nel 1977, il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge che ripristina questa ricorrenza.

C’è però un dettaglio importante da tenere a mente per quest’anno: nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica, quindi gli effetti concreti di questa nuova festività si sentiranno solo a partire dal 2027. In pratica, per questo anno scolastico non cambia nulla in termini di giorni di chiusura. Ma dal prossimo anno, ogni volta che il 4 ottobre cadrà in un giorno feriale, scuole chiuse per tutti.

I ponti del 2026-2027: l’anno “sfortunato” per le feste

Se stai già fantasticando sui ponti del prossimo anno scolastico, preparati a una piccola delusione. Molte feste cadranno di domenica: tra queste la nuova festività di San Francesco (4 ottobre), Ognissanti (1 novembre) e il 25 aprile 2027. Il Primo maggio 2027 sarà invece un sabato. Un calendario che toglie qualche occasione di ponte naturale rispetto ad altri anni.

La buona notizia è che le regioni più organizzate hanno già previsto soluzioni per compensare. Il Veneto, per esempio, ha stabilito sospensioni aggiuntive: dal 30 ottobre al 2 novembre per Ognissanti, il 7 dicembre come ponte dell’Immacolata, e ponti a fine aprile e inizio giugno per il 25 aprile e la festa della Repubblica.

Le regioni che hanno già approvato il calendario per il 2026-2027 — tra cui Veneto, Valle d’Aosta, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia, Toscana, Puglia e le Province autonome di Trento e Bolzano — hanno previsto ponti scolastici. Alcune hanno inserito anche giorni di pausa a febbraio per il Carnevale.

Le festività nazionali: le date che valgono per tutta Italia

Indipendentemente dalla regione in cui vivi, ci sono giorni in cui le scuole restano chiuse in tutta Italia. Le festività nazionali fisse includono: 1° novembre (Ognissanti), 8 dicembre (Immacolata), 25 e 26 dicembre (Natale e Santo Stefano), 1° gennaio (Capodanno), 6 gennaio (Epifania), le festività di Pasqua e Pasquetta, il 25 aprile (Liberazione), il 1° maggio (Festa del Lavoro), il 2 giugno (Festa della Repubblica), il giorno del Santo Patrono locale e — dal 2026 — il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi.

A queste si aggiungono le eventuali sospensioni deliberate dal Collegio dei docenti di ogni singolo istituto: le scuole hanno un margine di circa 3-5 giorni che usano solitamente per creare ponti locali. Quindi anche se la tua regione non ha previsto un ponte formale in un certo periodo, la scuola di tuo figlio potrebbe comunque decidere di chiudere. Sempre meglio verificare con la segreteria scolastica a settembre.

Quando finisce la scuola? Le date di giugno 2027

Anche la fine dell’anno scolastico è già definita in molte regioni. In Umbria e Toscana l’ultimo giorno di scuola è l’8 e il 10 giugno 2027 rispettivamente, con le scuole dell’infanzia che chiudono il 30 giugno. In Friuli Venezia Giulia si finisce il 16 giugno 2027. In Veneto, l’ultima campanella suonerà il 12 giugno per primarie, medie e superiori, e il 30 giugno per l’infanzia.

Il consiglio pratico: come usare il calendario già adesso

Avere le date davanti con mesi di anticipo non serve solo per contare i giorni di vacanza. Il calendario è uno strumento utile per distribuire studio, verifiche e impegni in modo più intelligente, evitando di arrivare scarichi ai periodi più intensi, e per programmare in anticipo ripassi durante le vacanze di Natale o di Pasqua, capendo dove ci saranno settimane corte o ponti.

Per le mamme che lavorano, significa anche anticipare la gestione dei permessi, dei centri estivi di settembre, del doposcuola. Più si pianifica con anticipo, meno improvvisazioni dell’ultimo momento

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