Hai avuto un figlio nel 2026? C’è un bonus da 1.000 euro che puoi chiedere subito all’INPS

di Redazione
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Le famiglie italiane con un figlio nato, adottato o entrato in affido preadottivo dal 1° gennaio 2026 possono finalmente fare domanda per il Bonus nuovi nati: 1.000 euro una tantum, esentasse, accreditati direttamente sul conto corrente.

L’INPS ha aperto la piattaforma il 14 aprile 2026, con la pubblicazione del Messaggio n. 1268. Chi ha già partorito nei primi mesi dell’anno ha tempo fino al 12 agosto 2026 — data da segnare subito in calendario, perché superarla significa perdere il diritto al contributo senza possibilità di recupero.

Il bonus non è una novità assoluta: esiste dal 2025, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1, comma 206, L. 207/2024). Ma il 2026 porta con sé una modifica che vale la pena capire bene, perché potrebbe fare la differenza per molte famiglie che l’anno scorso erano rimaste fuori dai requisiti.

La novità 2026: un ISEE diverso, una platea più ampia

La vera novità dell’anno non riguarda l’importo — che resta fermo a 1.000 euro — ma il criterio economico con cui viene valutata la situazione familiare. Con la Circolare INPS n. 45 del 10 aprile 2026, l’istituto ha chiarito che per questo bonus va utilizzato il nuovo “ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.

Questo indicatore funziona in modo diverso dall’ISEE ordinario, in due aspetti concreti:

Franchigia sulla prima casa più alta. Il valore dell’abitazione principale non entra nel calcolo fino a 91.500 euro (o fino a 120.000 euro nei comuni capoluogo di città metropolitane, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo). Significa che le famiglie proprietarie di casa, che in passato vedevano l’ISEE gonfiarsi proprio per il valore dell’immobile, ora partono da una base più bassa.

Assegno Unico Universale escluso. Gli importi percepiti a titolo di AUU non entrano nel calcolo dell’ISEE rilevante per il bonus. Chi riceve l’Assegno Unico — che è la quasi totalità delle famiglie con figli — potrebbe quindi trovarsi con un ISEE specifico sensibilmente inferiore rispetto a quello ordinario.

Il risultato pratico: famiglie che nel 2025 avevano un ISEE appena sopra la soglia dei 40.000 euro potrebbero rientrare nei requisiti nel 2026, grazie a un indicatore calcolato con criteri più favorevoli. Prima di escludersi in autonomia, vale la pena verificare.

Chi può richiedere il bonus: i tre requisiti

Requisito Condizione da rispettare Note operative
Cittadinanza Italiana, UE o extra-UE con permesso idoneo Per extra-UE: permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, permesso unico lavoro (>6 mesi) o permesso ricerca (>6 mesi)
Residenza In Italia dalla data della nascita fino alla domanda Il requisito deve essere continuo: interruzioni nel periodo rilevante possono comportare il diniego
ISEE economico Non superiore a 40.000 euro Deve essere l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione — non l’ISEE ordinario. L’AUU percepito è escluso dal calcolo
Fonte: Circolare INPS n. 45 del 10 aprile 2026. Per ogni figlio va presentata una domanda separata. In caso di genitori non conviventi, presenta la domanda il genitore che convive con il figlio.

Il bonus è compatibile con l’Assegno Unico Universale: si possono ricevere entrambi senza che uno escluda l’altro. Non è soggetto a IRPEF, non concorre alla formazione del reddito imponibile e non va dichiarato nel 730.

Le scadenze: attenzione alla doppia regola

Qui si concentra il rischio principale di perdere il contributo. La regola ordinaria prevede 120 giorni dalla nascita, dall’ingresso del figlio in famiglia (affido preadottivo) o dalla trascrizione dell’adozione nei registri di stato civile. Scaduto quel termine, il diritto decade senza possibilità di sanatoria.

Per il 2026 esiste però una regola transitoria: le famiglie con figli nati o adottati prima del 14 aprile 2026 — data di apertura ufficiale della piattaforma INPS — non potevano tecnicamente presentare domanda, quindi i 120 giorni per loro decorrono dall’apertura del servizio. La scadenza è il 12 agosto 2026.

Per i nati o adottati dal 14 aprile 2026 in poi, invece, si applica la regola ordinaria: 120 giorni dall’evento, senza eccezioni.

Un caso particolare riguarda i figli deceduti prima della presentazione della domanda: il bonus può comunque essere richiesto, a condizione che prima del decesso fosse già stata presentata una DSU che includeva il minore, attestata senza omissioni.

Come presentare la domanda: i passaggi

La domanda va inviata esclusivamente in modalità telematica. Non esistono moduli cartacei né sportelli fisici INPS per questa prestazione. I canali disponibili:

  • Portale INPS.it — accedendo con SPID livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS. Percorso: Sostegni, Sussidi e Indennità > Per genitori > Bonus nuovi nati
  • App INPS Mobile — funzione dedicata “Bonus nuovi nati”
  • Contact Center INPS — numero verde per chi ha difficoltà con i canali digitali
  • Patronato — assistenza gratuita per la compilazione e l’invio

In fase di compilazione bisogna dichiarare tutti i requisiti (cittadinanza, residenza, evento nascita/adozione, dati del figlio, ISEE) e indicare le coordinate bancarie per il pagamento: IBAN del conto corrente, carta prepagata o libretto postale intestato alla richiedente.

Un dettaglio da non sottovalutare: le domande vengono accolte in ordine cronologico fino all’esaurimento del budget annuale stanziato, fissato a 360 milioni di euro. Non esiste una corsia preferenziale per chi presenta prima. Ma aspettare significa rischiare di trovare le risorse esaurite, specialmente se si avvicina la scadenza di agosto con molte domande accumulate.

Prima di accedere al portale, è obbligatorio disporre di una DSU valida per il calcolo dell’ISEE minorenni che includa il figlio per cui si richiede il bonus.

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