IL PEDIATRA RISPONDE

Il Prof. Ferrari è Pediatra, Neonatologo, ed esperto di dialogo con i genitori. Risponde alle domande delle mamme cercando di aprire un dibattito tra medico e genitore, orientato a decifrare i bisogni dei bambini.
E' autore di numerosi libri decisamente innovativi sul mondo della Pediatria.

Tosse bambini: il pediatra ci spiega come decifrare i sintomi più comuni

Mamma - 21 marzo 2012 Vedi anche: Il pediatra Risponde, Pediatria

La tosse nei bambini può avere tante caratteristiche differenti: può avvenire nei neonati, può essere grassa, secca,notturna, catarrale o richiedere l'uso del cortisone in casi specifici. Il pediatra Dott. Ferrari ci spiega tutte le caratteristiche da considerare nella tosse dei nostri figli per intervenire correttamente nella sua cura.

Questa volta voglio valutare con voi il sintomo “tosse” e quello che vi dirò, mi auguro possa essere una utile guida su come dovete comportarvi se il vostro bambino tossisce.

Che cos’è la tosse?

La tosse, come la febbre, rappresenta un meccanismo di difesa dell’organismo anzi, è il più efficace meccanismo di difesa dell’apparato respiratorio, rappresentato da gola, trachea, bronchi e polmoni. La tosse deve quindi essere vista come un atto positivo indirizzato a salvaguardare una delle funzioni più importanti della vita: la respirazione.

Le vie respiratorie vengono giornalmente in contatto con una notevole quantità di sostanze estranee. La difesa da queste sostanze è assicurata dalla costante produzione di muco che, formandosi nei polmoni e nei bronchi, le ingloba e, scivolando progressivamente verso la gola, viene deglutito e quindi espulso senza che ce ne accorgiamo. La tosse accelera e potenzia questo processo di risalita del muco dai polmoni verso la gola.

La tosse è un fenomeno di comune riscontro nell’uomo: non passa giorno senza che un uomo non dia almeno un colpo di tosse. Nei bambini è un sintomo particolarmente frequente e per i genitori può diventare motivo di preoccupazione. Voglio darvi, perciò, la possibilità di capire quando potete stare tranquilli e quando invece dovete preoccuparvi per la tosse dei vostri bimbi.

Lasciatemi però fare una premessa un po’ polemica: “la tosse viene considerata molto più fastidiosa dalla madre che la ascolta, piuttosto che dal bambino che ne è affetto“.

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Come affrontare il problema tosse nei bambini?

La tosse può manifestarsi in vari modi, alcuni dei quali con caratteristiche molto peculiari. Intendo spiegare quali sono gli elementi da considerare nella tosse di un bambino per mettervi in grado di trasmettere al vostro medico soltanto le informazioni utili. Per fa ciò vi dirò che cosa chiedo alle mamme che mi consultano per la tosse dei figli. Ecco le domande importanti sulla tosse dei bambini:

Il bimbo tossisce solo di giorno, solo di notte o notte e giorno?

In questo caso, le possibilità che si presentano sono diverse:

  1. Tosse solo diurna per lo più è dovuta ad irritazione delle prime o alte vie aeree (faringite, laringite, tracheite): serve a liberare il bimbo dal muco che si forma; non è preoccupante ed in genere io non do nessuna medicina
  2. Tosse solo notturna: è espressione di un coinvolgimento dei bronchi (bronchite); è una tosse che impone di visitare il bimbo e di iniziare una terapia
  3. Tosse diurna e notturna. Richiede un’ulteriore maggiore attenzione!

Che caratteristiche ha la tosse del bimbo?

  • Tosse secca, non produttiva: sorvegliare! Nel giro di 3-4 giorni questa tosse deve diventare catarrale e produttiva. In caso contrario occorre il controllo medico
  • Tosse catarrale, produttiva: nessun problema serio
  • Tosse abbaiante, simile all’abbaiare di un cane o al verso della foca.(Spesso le mamme la definiscono erroneamente “cavernosa”). E’ una tosse laringea (laringite sottoglottica) e ha caratteristiche ben precise quali: Insorge senza preavviso in genere nel tardo pomeriggio con qualche colpo e si aggrava sempre di più con comparsa anche di difficoltà d’inspirazione; raggiunge l’apice verso le due di notte. Si tratta, in questo caso di una tosse pericolosa che può portare quasi al soffocamento del bambino. Bisogna alle prime avvisaglie somministrare subito al bimbo del cortisone e rivolgersi al medico. Poiché questa tosse tende a recidivare, i genitori di un bambino che ne ha sofferto devono sempre avere cortisone a disposizione e devono farsi spiegare bene come agire dal proprio pediatra.
  • Tosse accessuale, caratterizzata da accessi più o meno frequenti separati da intervalli liberi, tipica della pertosse. La pertosse oggi è molto diminuita grazie al vaccino, tuttavia, anche se alcuni pediatri lo negano per via della vaccinazione, se ne vedono ancora alcuni casi, attenuati che fanno tossire ad accessi i bambini. Tali casi vengono sottoposti a lunghe ed inutili terapie poichè viene esclusa la diagnosi di pertosse che invece potrebbe sussistere. In realtà, per la diagnosi è discriminante la condizione di benessere del bambino al di fuori degli accessi. Di questo si riparlerà in un articolo apposito.

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Quali altri aspetti bisogna valutare al fine di chiarire eventuali aspetti di gravità? Quando è necessario rivolgersi subito al medico?

Oltre alle caratteristiche che abbiamo visto sin qui è importante considerare i seguenti elementi nella valutazione della gravità della tosse dei bambini:

  • L’età del bambino: una particolare attenzione deve essere riservata ai neonati perché per loro, il riflesso della tosse è scarso e diventa più evidente con il passare dei mesi. In verità bisogna dire che nei primissimi mesi di vita sono molto rare le affezioni respiratorie, per cui se a questa età compare la tosse bisogna rivolgersi subito al medico. Il neonato o il lattante possono tossire perché qualche goccia di latte va loro di traverso oppure con l’inizio della salivazione (intorno al 2° – 3° mese circa) per l’accumulo di saliva in gola. Queste eventualità determinano comunque rari colpi di tosse
  • Se l’appetito è normale, quindi non è diminuito, la tosse non è preoccupante

E’ necessario rivolgersi subito al medico se

  • La tosse diventa più frequente e insistente anche nel neonato
  • Il bambino presenta mancanza di forze, pallore, occhiaie profonde, anche se accompagnate da scarsa tosse, e in presenza di febbre
  • Il bambino dà addirittura l’impressione di “non farcela a tossire”
  • Se c’è febbre elevata
  • Presenza di difficoltà respiratorie, respiro più frequente, affanno
  • Nei più grandicelli, in presenza di dolori durante la respirazione e con i colpi di tosse

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Mettendo insieme i vari parametri che vi ho segnalato dovrebbe diventare abbastanza semplice per voi la valutazione della tosse del vostro bimbo. Alla base deve però esserci una totale sintonia con il vostro pediatra che se conosce bene il vostro bimbo, grazie alle vostre segnalazioni, può essere aiutato nel giudicare l’urgenza e la tempestività del suo intervento.

Il Prof. Ferrari ha scritto diversi libri di Pediatria e di Educazione alla corretta genitorialità. Vi consigliamo caldamente i seguenti:

Articolo scritto da: Prof. Giuseppe Ferrari

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