Che Tempo Che Fa, scontro Fazio-Rai sugli account social del programma

di Gaetano Ferraro


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La chiusura dello storico programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, dopo 20 anni sulla Rai e il passaggio del conduttore a Discovery, si arricchisce di un nuovo capitolo, stavolta digitale. La Rai ha infatti deciso di chiudere e prendere possesso degli account social del programma, suscitando le proteste del team di Fazio.

La Rai oscura gli account social di Che Tempo Che Fa

In particolare, su Facebook e Twitter gli account sono stati disattivati, mentre l’account Instagram con i suoi 591mila follower resta per ora attivo. La Rai ha spiegato che si tratta di una procedura necessaria in quanto i profili social si riferiscono alle vecchie edizioni del programma, ma Fazio ha protestato parlando di profili “impropriamente oscurati” e auspicando di poterne rientrare in possesso.

Proteste di Fazio: “Profili impropriamente oscurati”

I social network sono ormai parte integrante di qualsiasi programma televisivo, permettendo di creare una community di fan, condividere contenuti extra e dietro le quinte, incrementare l’engagement. Perdere questo patrimonio significa dover ricominciare da zero, un passo indietro notevole nell’era della convergenza tra tv e digitale. Secondo alcune ricostruzioni, Rai e Officina (la società di produzione di Fazio) avevano provato a trovare un accordo economico per la cessione degli account, senza però trovare un’intesa: la Rai puntava ad un incasso vicino al milione di euro, mentre Officina avrebbe offerto solo 35mila euro. Da qui lo stallo e la decisione della tv pubblica di prendere unilateralmente possesso degli account.

L’importanza dei social network per la TV

Ora Fazio dovrà faticare per ricostruire da zero una community social per il suo programma su Nove, partendo senza il traino degli account storici costruiti in 20 anni di lavoro. La Rai invece possiede un patrimonio di contenuti e interazioni digitali accumulati nel tempo che però, privo del programma di riferimento, rischia di rimanere inutilizzato e poco valorizzato. Una vicenda che conferma l’importanza sempre maggiore dei social media per l’industria televisiva, non più semplice contorno della programmazione tradizionale ma parte integrante del successo e del business di un format. La capacità di creare engagement online è centrale per fidelizzare il pubblico, soprattutto più giovane. 

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