31 Marzo 2021 |

Denise Pipitone, “Attendiamo l’esame del Dna e siamo speranzosi”

di Alice Marchese

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  • Oggi alle 21.20 puntata cruciale con “Chi L’ha Visto?” su Rai3
  • Si riaccendono le speranze per il caso di Denise Pipitone
  • “Attendiamo l’esame del Dna e siamo speranzosi”. A parlare è l’avvocato di Piera Maggio Giacomo Frazzitta
  • La storia di Denise Pipitone

Oggi alle 21.20 puntata cruciale con “Chi L’ha Visto?” su Rai3. Verrà mostrato l’appello di una ragazza russa che cerca la sua famiglia. Racconta di essere stata rapita quando era piccola e di essere stata trovata in un campo nel 2005. Oggi avrebbe l’età che dovrebbe avere Denise Pipitone. Ventuno anni.

“Attendiamo l’esame del Dna e siamo speranzosi”. A parlare a nome di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, la piccola scomparsa 17 anni fa da Mazara del Vallo, nel Trapanese, è il suo avvocato Giacomo Frazzitta. Interverrà questa sera in trasmissione al posto di Piera.

I falsi allarmi lanciati a Piera Maggio

Innumerevoli sono stati i falsi allarmi lanciati alla famiglia: “Bisogna distinguere tra segnalazioni non riscontrabili e altre in cui la verità può essere accertata. Come in questo caso. Siamo di fronte a una ragazza che non conosce la sua storia, che non sa chi sia sua madre, e che somiglia a Piera Maggio almeno stando alle immagini che abbiamo visto nella trasmissione russa. Incrociamo le dita ma siamo consapevoli che bisogna rimanere con i piedi per terra”. 

L’avvocato Frazzitta è in attesa di partire per la Russia e dice così a Repubblica: “Andrò io per tutti gli accertamenti, la mamma resta qui”. Completato l’iter di autorizzazione da parte del ministero degli Esteri russo per consentirgli l’ingresso nel Paese, nel rispetto delle norme previste per la pandemia: “Stiamo provando a vedere se ci autorizzano subito senza dover fare i 15 giorni di quarantena. Attendiamo”.

Appuntamento su Rai3

Intanto stasera interverrà su Raitre. “In realtà già nel 2004, quando la piccola è scomparsa, c’erano delle segnalazioni che ci facevano propendere per una pista russa”, dice. Già nel 2004. Diciassette anni fa. Adesso la speranza è appesa all’esame del Dna.

Il giallo di Denise Pipitone

È il 1° settembre del 2004 quando a Mazara del Vallo, nel Trapanese, Denise Pipitone sparisce nel nulla, mentre gioca davanti casa. Ha 4 anni. C’è il mercato rionale, la nonna è in casa, quando esce la bimba è sparita. Subito la denuncia e le ricerche. La mamma va in tutte le emittenti tv, nelle piazze, a parlare, a urlare il suo dolore. Spera nell’aiuto di tutti. L’importante è far conoscere la storia della piccola e trovare ogni elemento utile per ritrovarla.

Nell’ottobre del 2005 la speranza arriva da un filmino girato da una guardia giurata davanti a una banca di Milano. Una bambina, Danas, in compagnia di una donna rom. Mamma Piera è certa: “È lei la mia Denise”. Ma l’esito era negativo.

Il 20 novembre 2005 Piera Maggio va in Tunisia a verificare una voce secondo cui la figlia sarebbe in quel Paese. Nessuna traccia della bambina. Nello stesso periodo le indagini si concentrano anche in un campo rom di Padova e lì, anziché trovare Denise, le autorità rintracciano una ragazza bulgara di 14 anni venduta dai suoi genitori a un tribù.

Nel maggio del 2007 alcuni fotogrammi di una bambina di sei anni che somiglia a Denise riaccendono le speranze: quella bambina viene ritrovata circa cinque mesi dopo in un supermercato di Molfetta, si chiama Denise ma non è la Pipitone. Le segnalazioni si susseguono e moltiplicano: la bimba è vista a Cremona, a Verona, a Bologna. Ma gli accertamenti danno ogni volta esito negativo: quelle bambine non sono Denise.

Le domande infinite e pochissime risposte. Attendiamo questa sera per maggiori delucidazioni a riguardo.