26 Gennaio 2021 |

Vanessa Bryant pubblica online la lettera scritta da un’amica della figlia

di Alice Marchese

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TOPSHOT - US actor and basketball player Kobe Bryant (R) holds an oscar beside his wife Vanessa Laine Bryant during the 90th Annual Academy Awards on March 4, 2018, in Hollywood, California. (Photo by ANGELA WEISS / AFP) (Photo by ANGELA WEISS/AFP via Getty Images)

È passato esattamente un anno da quel 26 gennaio 2020, il giorno in cui si verificò la tragedia del cestista Kobe Bryan e della figlia Gianna.
La moglie Vanessa, per ricordare il terribile evento, ha postato su Instagram una lettera, scritta da un’amica della tredicenne.

“Cara signora Bryant, penso a lei e prego per lei costantemente. La invito, però, a non sentirsi in obbligo di leggere tutto questo. Io non posso neanche immaginare cosa stia passando”, si è letto nella breve missiva che la vedova del cestista ha pubblicato online, un anno dopo l’incidente aereo nel quale ha perso il marito e la figlia.

“Non capirò mai perché e come una tragedia del genere sia potuto capitare a creature tanto belle, generose e straordinarie”, ha scritto la Bryant, cui la lettera è stata recapitata da Aubrey Callaghan, compagna di scuola e di squadra della piccola Gianna.

“Ti ringrazio infinitamente per aver condiviso con me gli stupendi ricordi che hai della mia Gigi e per aver permesso che io, a mia volta, li condividessi su Instagram”, ha continuato Vanessa Bryant.

La mia Gigi è incredibile. Mi manca tanto la mia piccolina e mi manca Kob-Kob […] Tutto questo, ancora, non mi sembra reale. Kob, abbiamo fatto un buon lavoro. Gigi, continui a rendere orgogliosa la mamma”, ha scritto ancora la Bryant, nella cui lettera si è potuto leggere che persona straordinaria fosse la figlia.

Aubrey Callaghan, che si è detta disponibile a condividere altri ricordi della tredicenne, ha definito l’amica “fiera e forte, generosa e compassionevole. Cercava sempre di insegnarci ad essere la miglior versione possibile di noi stessi”, ha spiegato la ragazzina, riflettendo non più sulla perdita, ma “sul segno che Gianna ha lasciato su questa terra”.