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Leishmaniosi nel cane: perché la prevenzione è più importante della cura
Stampa articoloQuando si parla di leishmaniosi nel cane, la cosa più importante da sapere è che prevenire è meglio che curare, e in questo caso non è solo un modo di dire. Attualmente non esistono cure in grado di eliminare completamente il parassita che causa questa malattia: le terapie disponibili possono ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita del cane malato, ma non portano alla guarigione definitiva.
Questo significa che il cane potrà sempre andare incontro a ricadute. Per questo motivo, la prevenzione rappresenta la strategia più efficace e responsabile che ogni proprietario di cane può adottare fin da subito.
Cos’è la leishmaniosi e come si trasmette al cane
La leishmaniosi canina è una malattia infettiva cronica molto seria, che può essere letale per il cane. È causata da un piccolo parassita, Leishmania infantum, un protozoo che viene trasmesso al cane attraverso la puntura del flebotomo, conosciuto anche come pappatacio. Si tratta di un insetto molto più piccolo della zanzara, silenzioso, attivo principalmente nelle ore crepuscolari e notturne, e difficile da individuare.
Quando il pappatacio punge un cane già infetto, il parassita entra nell’insetto, si sviluppa al suo interno e diventa pronto per infettare un altro cane (o anche l’uomo) attraverso una nuova puntura.
Uno degli aspetti più insidiosi della leishmaniosi è che il periodo di incubazione può durare anche anni, durante i quali il cane può apparire completamente sano pur essendo infetto. Per questo motivo sottoporre il cane a controlli regolari dal medico veterinario è essenziale in quanto consente di individuare l’infezione o la malattia in fasi precoci.
Per avere un’idea chiara del rischio nella tua area geografica, è possibile consultare una mappa interattiva che mostra l’incidenza della leishmaniosi per comune.
Come si previene la leishmaniosi nel cane: le buone abitudini da adottare
Poiché non esiste una cura definitiva, proteggere il cane prima che si ammali è l’unica vera strategia vincente.
È importante utilizzare antiparassitari topici (come collari o spot-on) che abbiano un effetto repellente certificato e siano autorizzati dal Ministero della Salute per la riduzione del rischio di trasmissione della leishmaniosi canina.
Il veterinario può valutare anche l’aggiunta di un vaccino: questo non impedisce al flebotomo di pungere il cane, ma aiuta il sistema immunitario a rispondere meglio in caso di infezione, rendendo meno grave l’eventuale decorso della malattia. Vaccino e antiparassitario, però, vanno sempre usati insieme.
Oltre ai prodotti specifici, ci sono alcune abitudini quotidiane che aiutano a ridurre il rischio:
- evitare passeggiate nelle ore serali e notturne,
- tenere il cane al riparo durante la notte,
- applicare zanzariere con maglie fitte alle finestre,
- utilizzare insetticidi ambientali per uso domestico.
È inoltre consigliabile sottoporre il cane ad esami del sangue periodici per monitorare la sua salute nel tempo.
FAQ sulla leishmaniosi nel cane
La leishmaniosi può colpire anche l’uomo?
Sì, la leishmaniosi è una malattia che può essere trasmessa anche all’essere umano, ma solo attraverso la puntura del flebotomo. Il contagio diretto da cane a uomo non è possibile. Per questo è importante proteggere il cane con un antiparassitario repellente: ridurre le punture dei pappataci sul cane significa proteggere anche noi.
Se il mio cane è già malato, ha senso continuare la prevenzione antiparassitaria?
Assolutamente sì. Un cane malato di leishmaniosi è un “serbatoio” del parassita: se viene punto da un flebotomo sano, questo può poi trasmettere la malattia ad altri cani e all’uomo. Usare un antiparassitario repellente anche su un cane già infetto è fondamentale per interrompere la catena di diffusione.
Con che frequenza dovrei portare il cane dal veterinario per testarlo per leishmaniosi?
È consigliabile effettuare un esame sierologico almeno una volta all’anno, preferibilmente all’inizio della primavera (tra marzo e aprile). Se si vive o si viaggia in zone ad alto rischio, il veterinario potrebbe indicare controlli più frequenti. Affidarsi sempre al proprio medico veterinario per un piano di prevenzione personalizzato.
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Articolo a cura della Redazione di Animalidacompagnia.it, Dott.ssa Monica Viacava