25 luglio 2018 |

6 cose che ricorderemo di Sergio Marchionne

Iscriviti alla Newsletter di Donnaclick

Non perderti le ultime novità

Chi era Sergio Marchionne? Ecco le cose che ricorderemo di lui, morto oggi 25 luglio 2018 nell’ospedale di Zurigo in cui era ricoverato da giorni.

Sergio Marchionne è morto questa mattina, 25 luglio 2018, nell’ospedale di Zurigo in cui era già ricoverato da diversi giorni in coma irreversibile. E’ stato il manager che rilevò e salvò la FIAT dopo l’era Agnelli. Ma chi era questo uomo dal golfino di cachemire?

Un uomo dall’aspetto gentile

Sergio Marchionne era nato a Chieti il 17 Giugno 1952 ed era un abruzzese. Nell’aspetto delicato e signorile, Marchionne è stato il volto dell’eleganza semplice, della sobrietà e della discrezione. Non dimenticheremo di lui certamente quello sguardo mite e il suo tono sempre pacato, privo di una qualsiasi forma di aggressività.

A Torino lo chiamavano il bulldozer in pullover

Se è vero che aveva un aspetto e un temperamento mite, è anche vero che era determinato come un bulldozer. Certo, in pullover! Infatti, il suo golfino di cachemire, oggi, nel giorno della sua prematura morte, potrebbe essere quasi adottato come simbolo della sua figura e del suo ricordo di un bulldozer in pullover.

 

Il manager FIAT dell’era moderna

Il suo primo salvataggio della FIAT è avvenuto tra il 2004 e il 2006. Nessuno potrà mai dimenticare quel giovane Marchionne sorridente – e sconosciuto ai più –  che succedeva niente di meno che alla stirpe Agnelli. Ci voleva coraggio per farlo, ma lui lo fece.

L’uomo italo canadese, migrante dalla nascita

Non dimenticheremo mai di lui che era italiano naturalizzato canadese. Sergio Marchionne, infatti, ci ha lasciato in eredità un pezzo di Canada, se così si può dire, dato che la sua successione manageriale è passata proprio al nuovo amministratore Mike Manley, che ora è sul ponte di comando dopo aver vinto il braccio di ferro con Alfredo Altavilla. Marchionne migrante? Sì, perchè il primo espatrio di Marchionne in Canada avvenne nel 1966, quando lui aveva 14 anni. Questo spostamento di Sergio Marchionne, però, fu solo l’ultimo di una lunga serie di traslochi  da parte di una famiglia esule dall’Istria e vittima delle foibe.

Un giovane manager rampante

Marchionne raggiunse la fama di livello internazionale proprio con il rinnovamento della FIAT. Non solo: fu amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, FCA Italy e Presidente e amministratore delegato di FCA US, Presidente di CNH Industrial N.V. e Ferrari N.V., oltre che Presidente e amministratore delegato di Ferrari S.p.A.

La morte di Marchionne…

….sarà una cosa che non dimenticheremo di Sergio Marchionne. Non solo per le conseguenze che avrà su uno dei comparti più importanti del nostro Paese, il settore automobilistico, ma anche perchè la morte di Marchionne ci farà pensare ancora una volta, come era stato già per i suoi predecessori in FIAT, che la vita è preziosa e la dovremmo spendere tutti, dal più ricco al più povero, per il bene degli altri, del nostro Paese e dei nostri simili, assumendosi anche l’onere di poter sbagliare e cadere all’improvviso.

Potrebbe interessarti anche