Perdite marroni: cosa sono? perché si manifestano?

di Romina Ferrante

In ginecologia viene chiamato “Spotting” ed è un fenomeno molto più frequente di quanto si pensi nelle donne adulte. Le perdite vaginali marroni costituiscono delle anomalie, ma, il più delle volte, non derivano da patologie, ma sono il frutto di stili di vita disordinati e un’alimentazione poco sana.

In linea di massima non c’è da preoccuparsi. È bene però rivolgersi a uno specialista se le perdite ematiche diventano persistenti, poiché potrebbero essere spia di problemi più gravi.

Le perdite, viscose e caratterizzate da un colore marroncino scuro, possono comparire in momenti temporali diversi. Vediamo quali.

Perdite marroni dopo il ciclo

Nella maggior parte dei casi le perdite marroni sono secrezioni vaginali dovute al ristagno del sangue dopo il ciclo. Alcune tracce di sangue restano all’interno delle pareti vaginali più a lungo, l’emoglobina si ossida e il sangue viene espulso sotto forma di perdite di colore rosso scuro. Quindi il colore marrone non è indice di un problema, ma solo del fatto che il sangue ha impiegato un tempo maggiore per fuoriuscire. Nella maggioranza dei casi questo fenomeno non è preoccupante e può essere legato a stress, stanchezza o squilibri ormonali.

Perdite marroni prima del ciclo

Anche nel caso in cui le perdite si verifichino prima delle mestruazioni il motivo è da ricercare in stili di vita stressanti e cattive abitudini alimentari, che possono essere all’origine di scompensi ormonali e ciclo irregolare.

Una dieta e uno stile di vita più sani possono contribuire a riportare la situazione alla normalità.

Anche i metodi contraccettivi ormonali possono essere la causa di perdite ematiche marroni. Si tratta di un effetto collaterale che può comparire nei primi mesi di utilizzo.

Le perdite scure pre ciclo possono, però, essere associate anche a vere e proprie patologie come ovaio policistico, ectropion cervicale, infezioni vaginali, tumori dell’apparato genitale, fibromi o polipi uterini. In ogni caso è consigliabile effettuare una visita ginecologica per approfondire il problema.

Perdite marroni in gravidanza

Le perdite marroni possono comparire nelle prime settimane di gravidanza (primo trimestre), le cosiddette perdite da impianto, perché interessano il periodo in cui l’embrione si impianta nelle pareti uterine e si manifestano dieci giorni dopo il concepimento.

In questi casi è preferibile effettuare un accertamento specialistico per definire la causa esatta delle perdite ed individuare la presenza di patologie che potrebbero mettere a rischio la gravidanza stessa.

Perdite marroni ricorrenti potrebbero essere indice di una gravidanza extrauterina. Le minacce di aborto o aborto spontaneo sono caratterizzate da abbondanti perdite di sangue e forti dolori all’addome.

Nel caso in cui compaiano a fine gravidanza le perdite di colore marrone potrebbero indicare una sofferenza fetale, un problema nel posizionamento de feto o anche difficoltà di crescita.

Perdite marroni in menopausa

Lo spotting è diffuso anche nelle donne in menopausa, soprattutto nelle prime fasi (perimenopausa). Le macchie ematiche intime possono comparire anche 12 mesi dopo l’ultimo ciclo e sono dovute ai cambiamenti ormonali (calo di estrogeni e progesterone tipico di questa fase).

In altri casi le perdite dopo la menopausa potrebbero essere legate a polipi uterini, tumore all’ovaio, cancro al collo dell’utero e dell’endometrio e carcinoma della cervice uterina.

LEGGI ANCHE: Quali sono i tumori più frequenti nelle donne?

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