Sindrome del bambino scosso, che cos’è e come prevenirla

La sindrome del bambino scosso non è molto conosciuta ma può essere pericolosa. Non è neppure una vera e propria malattia, ma una forma di abuso, se così vogliamo definirla. Possono esserci dei momenti in cui il bambino non smette di piangere e almeno apparentemente non ha nulla, ma continua a urlare e a disperarsi. Può anche capitare che in un momento di stanchezza e di stress alla mamma o al papà venga quasi naturale scuoterlo un po’ per esasperazione, forse per cercare di distrarlo dal pianto. Sappiate che si tratta di un meccanismo molto pericoloso che può avere serie ripercussioni sulla salute del neonato. Lo scuotimento energico può provocare delle lesioni alla testa anche serie, con il rischio di provocare problemi a collo, cervello e colonna vertebrale.

In breve, la sindrome del bambino scosso è una grave forma di lesione alla testa provocata dallo scuotimento del neonato, che più è piccolo e più è fragile: non a caso la testa è una di quelle parti da proteggere con cura, soprattutto durante i primi mesi di vita. In realtà, seppur si parli di sindrome, questa problematica non viene considerata una vera e propria malattia, tanto è vero che moltissimi medici credono che l’uso della parola “sindrome” in tal senso sia inappropriato.

Quel che è certo è che la maggior parte dei casi si verifica nel periodo tra le prime settimane e il quinto mese, quando inizia la fase delle coliche, e l’unico modo per gestirla al meglio è armarsi di tanta pazienza e darsi dei turni con il papà, in modo che uno alla volta almeno possiate riposare. Il punto è che bisogna affrontare con la maggior calma possibile i primi mesi di vita del bambino, che in qualche caso possono destabilizzarvi, ma è bene cercare l’aiuto dei nonni e del papà per alleggerire il peso delle notti insonni, in modo tale da poter affrontare pianti e coliche in modo più sereno.