Le 3 frasi sui soldi da non dire mai ai bambini

Ogni genitore desidera per il proprio figlio un futuro roseo e prospero, ricco di soddisfazioni e successo. Chiunque si augura il meglio per i propri figli, una buona istruzione, una posizione lavorativa gratificante e anche un certo benessere economico, ma nulla è scritto nelle stelle e spesso le cose non vanno così come avremmo sperato. Un aspetto che spesso trascuriamo e che non riusciamo a trasmettere ai nostri figli è il valore del denaro e della fatica per ottenerlo, dunque ecco le 3 frasi sui soldi da non dire mai ai bambini perché sono diseducative e controproducenti.

Se vai bene a scuola avrai successo

È una bugia, specialmente se guardiamo con occhio critico la realtà. Non sempre il “saper fare” si traduce in successo e di conseguenza in soldi: sappiamo bene che ci sono plurilaureati che hanno difficoltà a trovare un lavoro decente, figuriamoci se hanno la pretesa di arricchirsi. Basta poi guardare il mondo dello spettacolo dove l’aspetto e l’apparenza contano e si traducono in soldi, anche senza troppo impegno. Al posto di una bella bugia dite ai bambini la verità, cioè che bisogna sempre dare il meglio e sfruttare ogni possibilità e che avere successo non significa necessariamente essere ricchi.

Con i soldi si può comprare tutto

Il cinismo, la rabbia, le delusioni professionali ci hanno resi un po’ aridi e abbiamo imparato a pensare che basta avere qualche soldo per potere ottenere tutto. Diciamo anche che in qualche contesto funziona in questo modo, ma questo mette in secondo piano valori più importanti come la gratificazione che deriva dall’aver fatto un buon lavoro. Non è assolutamente vero che i soldi possono comprare tutto ed è un concetto diseducativo per i bambini, soprattutto per quelli che provengono da famiglie benestanti, perché cresceranno con l’idea che tutto gli sia dovuto senza lo sforzo di doverselo meritare.

I soldi si fanno solo faticando

Non è un concetto sbagliato in sé ed è una frase che spesso ripetiamo ai nostri figli per insegnargli il valore del sacrificio, ricordandogli di come i nonni si spaccavano la schiena sul lavoro per poter mantenere la famiglia. È un insegnamento di umiltà, però c’è anche un rovescio della medaglia. Per esempio, secondo Roberto Shemin, che sull’argomento ha scritto un libro, questo concetto potrebbe tarpare le ali dei nostri figli, incapaci di riconoscere una buona idea di successo soltanto perché apparentemente non è faticosa. Come in ogni cosa della vita, anche in questo caso bisogna trovare la giusta via di mezzo.

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