Stefania Sandrelli, biografia, carriera, età, compagno, vita privata

di Redazione


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Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli nasce a Viareggio il 5 giugno del 1946, da Florida e Otello Sandrelli. Ha 76 anni. Perde il papà quando ha solo 8 anni. Il fratello Sergio, più grande di lei di 7 anni, muore nel 2013. Quando ha 16 anni inizia una relazione con il cantante Gino Paoli, in quel momento già impegnato: dal legame nasce nel 1964 la loro figlia, Amanda Sandrelli.

Entra molto presto nel mondo del cinema. Ad appena 15 anni è nel film di Mario Sequi “Gioventù di notte”, del 1961, ma la vera affermazione arriva nel film “Il federale”, dello stesso anno, diretto da Luciano Salce. Sarà Pietro Germi a darle la definitiva notorietà con due grandi film, capolavori della commedia all’italiana: “Divorzio all’italiana” e “Sedotta e abbandonata“, rispettivamente del 1961 e del 1964.

Con queste due pellicole, ancora prima di compiere 18 anni, diventa una vera star. Partecipa anche ad altre produzioni, come “Il fornaretto di Venezia” e “La bella di Lodi“. All’estero, partecipa a “Le vergini” di Jean-Pierre Mocky, nel 1963. Le collaborazioni con Pietro Germi rimangono per Stefania Sandrelli tra le più importanti: la dirige ne “L’immorale”, nel 1967.

Ancora prima, nel 1965, recita in “Io la conoscevo bene” di Antonio Pietrangeli. Si segnalano anche, in questi anni, i ruoli in “Lo sciacallo” di Jean-Pierre Melville e “L’amante di Gramigna” di Carlo Lizzani.

Anni Settanta, la consacrazione

La vera consacrazione arriva per Sandrelli nel decennio Settanta. Prende parte a “Il conformista”, cult di Bernardo Bertolucci, ma anche a “Brancaleone alle crociate” di Mario Monicelli. Nel 1972 lavora nell’ultimo film di Pietro Germi, cioè “Alfredo Alfredo”, duettando magnificamente con Dustin Hoffman.

Nel 1974 partecipa al capolavoro di Ettore ScolaC’eravamo tanto amati“, una storia che ripercorre trenta anni di vita italiana. Stefania Sandrelli collabora anche per la terza volta con Bertolucci in un altro kolossal, “Novecento” (1976). Recita, in questa occasione, accanto ad attori del calibro di Robert De Niro, Gérard Depardieu, Alida e Romolo Valli, Burt Lancaster.

Lavora intanto all’estero, per film come “Profezia di un delitto” (1975), “Police Python 375” (1976) e “Un giorno e una notte” (1976). È protagonista al fianco di Giuliano Gemma nel film “Delitto d’amore” (1974) di Luigi Comencini e in Spagna nel suo primo film erotico “Io sono mia” (1977).

La carriera di Stefania Sandrelli prosegue con i film “Quelle strane occasioni”, “Dove vai in vacanza?” e “L’ingorgo”. Sposa nel 1972 l’imprenditore romano Nicky Pende: dal legame nasce il secondo figlio dell’attrice, Vito, nel 1974. La coppia si separa nel 1976. Dal 1983 è legata a Gianni Soldati.

Anni Ottanta e Novanta

Arriviamo così agli anni Ottanta, un decennio che inizia con “La terrazza” di Ettore Scola, “Eccezzziunale… veramente” (1982) di Carlo Vanzina e “Vacanze di Natale” (1983) sempre di Vanzina. In questo periodo, Stefania Sandrelli si cimenta in un breve ciclo erotico, accendendo i riflettori della critica e del grande pubblico sul tema del genere erotico artistico. Di questo periodo è “La chiave” di Tinto Brass, uscito nel 1983.

Nel 1985 recita in “Segreti segreti” di Giuseppe Bertolucci e “Speriamo che sia femmina” di Monicelli. Scola torna a dirigerla nel film “La famiglia” (1987). Ancora, Francesca Archibugi la dirige in “Mignon è partita” (1988), film che le vale il David di Donatello per la migliore attrice protagonista, e Monicelli ne “Il male oscuro” (1989).

Stefania Sandrelli in Sedotta e abbandonata

Stefania Sandrelli in “Sedotta e abbandonata”

Stefania inizia anche a partecipare a diverse produzioni per la televisione: nel 1984 un episodio de “I racconti del maresciallo”, la miniserie del 1989 “Come stanno bene insieme” e “La moglie ingenua e il marito malato” del 1989. Il 1992 la vede in “Prosciutto prosciutto” di Bigas Luna e “La cena” di Ettore Scola. Ottiene grandi consensi con “Evelina e i suoi figli” e “Per amore, solo per amore”.

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Interpreta nuovamente un ruolo drammatico nei film “Palermo Milano-Solo andata” (1995) al fianco di Giancarlo Giannini, e “Io ballo da sola” (1996) nuovamente con Bertolucci. Lavora in tv su Canale 5 nelle serie “Desideria e l’anello del drago” (1994) e nella seconda stagione di “Caro maestro” (1997) insieme a Marco Columbro. Sempre sulle reti Mediaset interpreta il film-tv “Il morso del serpente” al fianco di Gabriel Garko.

Dagli anni Duemila

Partecipa con successo fino agli inizi degli anni Duemila alla serie tv della Rai “Il maresciallo Rocca” e torna poi a Mediaset per prendere parte a “Il bello delle donne”. Al cinema, la troviamo in “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino, “Un giorno perfetto” di Ferzan Özpetek, “La prima cosa bella” di Paolo Virzì, “La vita come viene” di Stefano Incerti e “Un film parlato” di Manoel de Oliveira.

Nel 2007 recita di nuovo insieme alla figlia Amanda, nella fiction “Io e mamma”, realizzata per Canale 5. Due anni dopo, Amanda è protagonista del primo film di Stefania Sandrelli come regista, cioè “Christine Cristina“. Riceve nel 2005 il Leone d’Oro alla carriera alla 62esima Mostra del Cinema di Venezia, mentre nel 2012 riceve il titolo di Chevalier dell’Ordre des arts et des lettres.

Di questo periodo è la fiction Rai “Una grande famiglia”, che la vede in più di una stagione. Torna a Mediaset, invece, per la fiction “Non è stato mio figlio“, affiancata da Gabriel Garko, Alessandra Barzaghi, Roberta Giarrusso e da Massimiliano Morra.

Arriviamo così al 2017, anno in cui torna sul grande schermo con la commedia “Il crimine non va in pensione”, opera prima di Fabio Fulco. Interpreta Rina Cavallini nel film diretto da Pupi Avati “Lei mi parla ancora“, uscito nel 2021. Nel 2022 ritroviamo Stefania Sandrelli nei film “Astolfo” e “Acqua e anice”.

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In una intervista del 2022 al settimanale Oggi, l’attrice rivela: “Ho fatto più di cento film, televisione, teatro, ho diretto un’opera. Girare Acqua e Anice mi è piaciuto immensamente, ma la mia vita professionale sta per finire. Se mi dispiace? Ma no, ho dato tanto, ho fatto tanto… Mi preoccupa solo che se smetto di lavorare il mio tenore di vita cambierà”.

Foto in evidenza di Gorup de Besanez – Own work, CC BY-SA 4.0.

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